[GESTIONE] COME PAGARE ONLINE IN SICUREZZA

Amico lettore, pagare in sicurezza è un dilemma!

pago sicuroOrmai è un dato di fatto l’escalation del commercio online con percentuali di incremento che sfiorano il 20% all’anno su scala mondiale. Uno dei motivi di questo boom è certamente il fatto che il cliente finale, finalmente, percepisca come assolutamente sicuri i sistemi di pagamento online, sia da PC che da mobile. Infatti, dopo aver archiviato il tradizionale e costoso “Contrassegno“, cioè il pagamento in contanti alla consegna, ormai ritenuto vetusto e abbastanza caro, vediamo quali sono i più diffusi mezzi di pagamento e quali sono i loro pro e  contro, in ordine di nostra preferenza! A tal proposito, abbiamo prodotto un video che sinteticamente spiega il fenomeno!

I migliori metodi di pagamento

1- Carta di Credito Prepagata

Il pagamento tramite carta è riconosciuto come sicuro, anche grazie alla tanta pubblicità dei Big player come Visa, Mastercard, ecc. che garantiscono anche un’assicurazione in caso di “clonazioni” o furti di codici in occasione degli acquisti online. L’acquisto si compie inserendo il nostro numero di carta ed il relativo posteriore codice di sicurezza. In teoria, dovremmo essere abbastanza tranquilli se utilizziamo siti riconosciuti come affidabili ma le tecniche hacker si affinano ogni giorno sempre più e la truffa è sempre in agguato, quindi, io personalmente utilizzo quasi esclusivamente una carta di credito bancaria, ma “prepagata” in modo tale che, prima di effettuare il pagamento della transazione, mi reco sul sicurissimo sito bancario, grazie al mio tipo di conto, ricarico gratuitamente la carta con l’importo da pagare, e procedo all’inserimento dei dati per l’acquisto! Qualora mi fottessero, e non è mai successo in anni di acquisti  e migliaia di Euro spesi, potrei rivalermi con Visa o MasterCard o quant’altro per un eventuale rimborso.

2- Paypal

Lo strumento di proprietà eBay, è già sinonimo di affidabilità! Molto adoperato a livello globale, da non confondersi con Postepay, funziona come un comune conto corrente, una volta iscritti basterà agganciare una carta, un conto corrente bancario che saranno certificati tramite transazioni ad hoc, poi depositarvi del denaro, e finalmente pagare con un solo click. Il punto di forza di questo strumento è senza dubbio l’elevata sicurezza nelle transazioni anche se un pò caruccie dalla parte del venditore, quindi pubblicizzato sempre secondariamente. Anche Paypal offre rimborsi in caso di controversia, forte della rivalsa sul venditore che altrimenti non potrà più operarvi. Uno strumento davvero ottimo per comprare prodotti o servizi online e vi sconsigliamo di regolare le transazioni tramite “conto online” e non tramite carta Paypal.

3- Bonifico Bancario

Uno dei mezzi più usati e comuni tra chi effettua pagamenti online e non vuole utilizzare carte e conti online. Sono relativamente facili da inoltrare, necessiteremo solo dei dati del venditore, nome e cognome e il lunghissimo IBAN che avremo cura di non sbagliare a digitare (meglio copiare/incollare), e procedere dal PC di casa (spesso gratuito, se hai un risparmioso conto online) oppure dovrai recarti in banca, attendere il tuo turno, ordinarlo tradizionalmente e pagare la tua bella commissione di transazione di 4-6€! Il sistema è certamente sicuro e l’operazione e decisamente tracciata, ma ahimè richiede minimo due giorni per essere processata ed effettuata, a differenza degli altri metodi che avvengono in tempo reale!

4- Codici d’acquisto (LIS Carica)

Per dovere di cronaca inseriamo questi sistemi, anche se ancora non testati in prima persona, perchè riteniamo che potranno rappresentare l’ultima frontiera dei pagamenti. Con questo metodo della Lottomatica Italiana Servizi (LIS) si potranno acquistare dei codici d’acquisto presso attività autorizzate (tabacchi, banche, supermercati, ecc.) validi per gli acquisti online presso numerosi negozi, un pò come funziona con le schede ricaricabili telefoniche.

Il loro limite è che si potranno utilizzare solo presso i negozi online che lo supporteranno, vincendo lo strapotere delle carte e delle banche!

Vediamo brevemente quali sono i metodi che poniamo in second’ordine!

  • Ricariche PostePay venditore (preferite la nuova Evolution con tanto di codice Iban sul retro, ma al costo di 10€/annui e 1€ per ogni operazione di versamento/prelievo);
  • Processori di pagamento e servizi di money transfert;
  • Vaglia.
  • ecc.

Speriamo di esservi stati utili, attendiamo Tuo commento eventuale e ti auguriamo buone transazioni online, senza fregature!

Diritti Riservati da ..

Tony Locorriere

COS’E’ IL MARKETING?

Amico lettore, vediamo subito cosa è il marketing!

Del Marketing, tutti ne parlano, ma pochi sanno che significa! Prova a fare questa domanda ai tuoi amici e mi darai ragione! Deriva dal un termine inglese spesso abbreviato in “Mktg” e prende origine dall’inglese market (mercato) e sta per commercializzazione o mercatologia (studio del mercato). E’ ormai un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate alla vendita di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.

Come nasce il “concetto di marketing”?

Tale concezione si può certamente far risalire all’economista nostrano Giancarlo Pallavicini, che nel 1959 sviluppò approfondimenti sulle ricerche di mercato, costituenti, di fatto, i primi strumenti di quello che divenne poi il marketing moderno. Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.

 

Ci sono anche altre definizioni?

Ebbene si, scopriamole:
  • «L’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore riguardano il marketing.»
  • «Processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e determinazione del prezzo di beni, servizi o idee al fine di porre relazioni soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »
  • «Funzione organizzativa ed un insieme di processi volti a creare, comunicare e trasmettere un valore ai clienti, ed a gestire i rapporti con essi in modo che diano benefici all’impresa ed ai suoi portatori di interesse.»
  • «Attività, insieme di istituzioni e processi per creare, comunicare, offrire e scambiare le offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner, e la società in generale. 

Come si sta evolvendo?

Negli ultimi venti anni, il marketing ha subito una rapida e forte evoluzione che ha segnato la concezione stessa del marketing come ambito di ricerca. Tale tendenza è rintracciabile nell’evoluzione delle definizioni che l’American Marketing Association, (AMA), l’organismo più autorevole nella ricerca di marketing al mondo, ha definito così il Mktg: «Il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni».

Questa definizione è certamente la più completa, vi ha contribuitoanche colui che è definito il “padre del Marketing” contemporaneo, Philip Kotler, classe 1931, autore dei più recenti sviluppi della materia dal 1967 al 2009. Kotler distingue ben quattro strategie di approccio possibili al mercato da parte dell’impresa, e cioè:

  1. Orientamento alla produzione: dalla Rivoluzione industriale fino alla metà del Novecento, il mercato è stato caratterizzato da una predominanza della domandasull’offerta dovuta al fatto che il cliente sentiiva il bisogno praticamente di tutto. Unica preoccupazione dell’imprenditore è stata quella di ridurre i costi di produzione, azione giustificata soprattutto nei mercati dove prevalgono beni commodity, e dove quindi si può vincere con la concorrenza di prodotto.
  2. Orientamento al prodotto: già intorno agli anni trenta, l’impresa si concentra sulla tecnologia del prodotto, piuttosto che sul consumatore. Il rischio di questa strategia è la cosiddetta miopia di marketing, cioè non accorgersi che il fattore chiave di successo per un’azienda non è dal lato dell’offerta ma della domanda, cioè del bisogno o funzione che il cliente deve soddisfare.
  3. Orientamento alle vendite: a partire dagli anni 50-60, si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out, praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità, oppure in casi di sovrapproduzione, o ancora quando un mercato è saturo. Anche in questo caso il rischio è di capire poco cosa desidera il consumatore finale.
  4. Orientamento al marketing: consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, anziché push (spingere sul mercato). 
Lo sviluppo della funzione del marketing nelle imprese è parte di una strategia di mercato che viene definita “proattiva“, dove l’impresa ha un ruolo propositivo nei confronti dei bisogni del mercato.

Quali tipologie di marketing sono riconosciute?

  • analitico, studio del mercato, della clientela, dei concorrenti e della propria realtà aziendale;
  • strategico, è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • operativo, attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Qual è il ruolo del marketing?

Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C, (business to consumer, “dall’impresa al consumatore”), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, “da impresa a impresa”). Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere, ecc.) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni), riservato ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, “da impresa a dipendente”).
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.

Come creare un Piano di marketing aziendale in 5 fasi?

Marketing plan

E’ la pianificazione della strategia, divisa in 5 fasi.

1-Introduzione al piano: dove troviamo una sintesi manageriale chiamata Executive Summary, e i suoi macro-obiettivi. 

  • Executive Summary è il riassunto manageriale del piano di marketing; mette in risalto i principali obiettivi di marketing e le linee guida d’azione pianificate e un breve estratto delle previsioni economiche finanziarie.
  • Mission e obiettivi di fondo: evidenzia gli obiettivi di fondo che l’impresa vuole raggiungere nel breve e/o medio lungo periodo e che ispireranno la successiva analisi e pianificazione. La loro declinazione è preceduta da alcuni riferimenti alla mission aziendale e ai valori dell’impresa, fonte d’ispirazione delle politiche di marketing strategico.

2-Analisi della situazione di marketing: serve per fare il punto della situazione su quanto accade all’esterno e all’interno dell’impresa, è fondamentale perché racchiude in sé tutte le informazioni fondamentali per supportare le pianificazioni. È necessario effettuare un audit di marketing volto da un lato a mettere a fuoco gli obiettivi in cui già opera e le forze operanti nell’ambiente di marketing; dall’altro a valutare il pregresso dell’impresa in termini di performance.

  • Audit esterno: stabilire quali sono i confini di massima dell’azione di marketing dell’azienda; un altro aspetto da considerare è il fattore di stagionalità dei mercati serviti. Per fare ciò è necessario avere un’approfondita analisi della domanda in modo tale da sapere i bisogni e il comportamento d’acquisto e d’uso dei clienti e consumatori; a ciò si collegano le Forze di marketing che sono forze economiche, forze sociodemografiche, forze tecnologiche e politiche e forze competitive.
  • Audit interno: l’obiettivo è capire quali sono le risorse, le azioni e i risultati su cui l’azienda può contare per il futuro. Per i piani di marketing che si riferiscono ai prodotti esistenti, il focus è sulle caratteristiche dell’offerta, del brand, sulle politiche di prezzo adottate, sulle scelte di comunicazione, distribuzione e vendita adottate. Nel caso di nuovi prodotti, le valutazioni si limitano a eventuali ricerche di mercato condotte a livello di concept test, alle risorse esistenti che potrebbero essere impiegate a supporto del lancio e del successivo sviluppo.

3-SWOT Analysis: si tratta di far fronte a fenomeni esterni che non dipendono direttamente dall’impresa, ma che essa potrebbe sfruttare o arginare traendone un vantaggio competitivo. Bisogna, quindi, pianificare il futuro tenendo conto delle possibili opportunità o minacce da cui difendersi che l’ambiente di marketing riserva all’azienda. L’identificazione delle opportunità e delle minacce ambientali costituisce la prima parte della SWOT Analysis. La parte alta della matrice SWOT fa riferimento all’ambiente di marketing che circonda l’impresa; quella inferiore contiene le valutazioni riferite all’audit interno. In questo secondo caso l’utilità è di isolare i principali punti di forza e di debolezza competitiva che dovrebbero consentire all’azienda di far fronte alle minacce, e di sfruttare le opportunità di mercato. Inoltre la SWOT se ben utilizzata può aiutare a far comprendere le priorità aziendali e stabilire gli obiettivi di marketing.

4-Planning: con questa fase il management è chiamato a definire concretamente i traguardi, definire il programma d’azione e pianificare il sistema di controllo delle performance di marketing. 

  • Gli obiettivi del marketing possono essere obiettivi economici, obiettivi competitivi e obiettivi relazionali. Nella formulazione degli obiettivi vi sono alcuni regole di fondo da adottare. Gli obiettivi dovranno essere mirati, rilevanti, misurabili e tempificati e realistici.
  • Programma d’azione pianificare un set d’azioni mirate, efficaci ed efficienti; evidenziare in modo chiaro il legame esistente tra le evidenze delle analisi, della Swot, quindi degli obiettivi e delle azioni mirate per ciascun target di riferimento. In questa fase si affrontano il prodotto e la marca, le politiche di prezzo, i canali distributivi e forza vendita, promozione e comunicazioni, il piano d’azione e infine le scelte di struttura.

5-Controlli di marketing: all’interno del piano di marketing è presente uno spazio importante riservato alle previsioni economico-finanziarie: il budget, che fornisce un’indicazione del margine atteso, risultante dal controllo dei ricavi obbiettivo con le spese di marketing e vendite pianificate. Questa fase della pianificazione consente al management di valutare la reale fattibilità delle azioni di marketing previste e la sostenibilità economica degli obbiettivi programmati.

Cosa devi fare prima di tutto?

Se sei alla ricerca di come iniziare a sponsorizzare un tuo prodotto/servizio, il primo passo da compiere per comunicare efficacemente, è conferire ad esso un fattore determinante per il suo potenziale successo: il suo nome. La scelta del nome è un’operazione detta appunto naming (in inglese “dare un nome”), e ha la funzione di tracciare cognitivamente l’identità di marca verso i desideri, le esigenze e le richieste del consumatore. La scelta del nome è un’azione primaria nelle operazioni di gestione del marchio, risultato di un processo dove la strategia si traduce in creatività, quindi ritenuta un’attività chiave nella comunicazione pubblicitaria.

Spero di esserti stato utile anche questa volta, attendo un tuo commento e “Work Hard“, lavora duro perchè solo il lavoro duro porta a risultati concreti!

Diritti Riservati da Tony Locorriere

[CULTURA] LE COSE CHE LA SCUOLA NON INSEGNA!

Cos’è la cultura?

Il termine “cultura” deriva dal verbo latino colere , “coltivare” poi esteso a quei comportamenti che imponevano una “cura verso gli dei”, da cui il termine “culto” e a indicare un insieme di conoscenze. Fondamentalmente e sinteticamente, è allora l’efficace reperimento ed accumulo d’informazioni conoscitive specifiche e spesso aspecifiche! Non si può umanamente essere colti in tutto, ma soprattutto lo si diventa nei settori d’interesse che raramente (sbagliando) diverranno quelli lavorativi! Un ingegnere è colto nel suo settore (si spera, almeno) ma non è detto che lo sia in campo finanziario, medico, umano, comunicativo e viceversa per gli altri professionisti presi ad esempio!

Vorrei che rispondessi

a te stesso, circa questa importante domanda: “ma secondo te che valore hanno oggi le informazioni che “acculturano”?“. Prenditi qualche secondo e prova a rispondere in coscienza!  Tic…Toc, Tic…Toc!
Orbene, secondo il mio punto di vista, con l’avvento del fenomeno internet, dove ognuno di noi possiede un’enciclopedia universale nel proprio telefono o computer, che concede la possibilità di attingere ad enormi moli di informazioni 24 ore al giorno per 365 giorni, fidati di me, il valore è molto basso!

Rimanere nell’ignoranza,

attualmente, è solo una scelta propria! Siamo dinanzi a cambiamenti epocali ma pochi se ne accorgono perché edulcorati dagli ipnotizzanti media. Molti dicono che viviamo l’era dell’informazione, ma personalmente penso sia già passata a favore di una nuova era, quale? Rifletti su questo ragionamento: quando vi è la sovrabbondanza di un qualcosa, irrimediabilmente avremo la penuria di un qualcos’altro! Vivendo in un era di “overload informativo”, dove le informazioni sono eccedenti rispetto a quelle che ci servirebbero, a fronte di un’abbondanza di esse, chi fa marketing a buon livello si è accorto che la penuria maggiore investe la nostra attenzione, ormai definita “merce rara”.
Orbene, attualmente stiamo attraversando l’era dell’attenzione e non quella dell’informazione e i cambiamenti si succedono alla velocità della luce, anche inconsapevolmente ai più attenti! Vuoi un esempio?

Al tempo dei nostri genitori

(parola di quarantenne), avere informazioni e conoscenza rivestiva un ruolo cruciale perchè le informazioni erano ancora appannaggio di pochi poiché studiare era un privilegio e il fatto di esserne in possesso costituiva già un vantaggio competitivo di enorme valore che il mercato del lavoro ricompensava con l’ambito “posto fisso” (Checco Zalone docet). Attenzione però, esser diplomati in ragioneria non significava saper fare il ragioniere, bensì semplicemente avere un pezzo di carta, il diploma, che garantiva il poterlo diventare attraverso la pratica.  Negli anni però, allargandosi il numero di persone che potevano accedere a quel pezzo inutile di carta, è diventato insufficiente per garantirsi l’agognato lavoro.

La stessa cosa, più di recente, sta accadendo con gli studi universitari, mentre 20 anni fa i laureati erano richiesti dal “mercato”, specie nelle materie tecniche, attualmente , le informazioni non sono più una risorsa per pochi e la cosa rivoluzionaria è che non è più necessario andare all’università per reperirne. Oggi basta avere un device portatile, un computer con connessione al web, per poter consultare la più grande biblioteca mai esistita, senza allontanarsi dalla propria abitazione! Chiunque abbia voglia di studiare ed impegnarsi può diventare un assoluto esperto in qualsiasi campo dello scibile umano. La laurea non conta più come un tempo e prevedo che conterà sempre meno perché ci saranno ambiti come l’informatica, dove si studiano argomenti già in buona parte obsoleti al termine del ciclo di studi, sembrando anche limitante rispetto allo “smanettone” che impara le tecniche più evolute ed aggiornate direttamente sul campo. Sai chi sono i geni informatici super pagati dalle istituzioni mondiali? Gli ex hacker, non certamente i laureati con i massimi voti ad Harvard!

Ricordati che

siamo ciò che sappiamo“, la competenza è un ambito molto difficile da ritrovare in giro. Vige una superficialità a livelli impressionanti e i competenti fanno fortuna in ogni ambito. Sviluppa capacità comunicative, abilità di lavoro in team e leadership personale, attitudini al cambiamento, atteggiamento positivo e propositivo e diverrai irresistibile per l’ambito lavorativo contemporaneo.
A riprova di ciò che dico, prova ad andare su di un qualsiasi social network e noterai il dilagare di figure esperte in un determinato settore, si autodefiniscono “coach”, nati per cavalcare lo tsunami causato dai problemi principali quando vi è troppa offerta d’informazione: l’efficacia e la mancanza di comunicazione!

Internet per molti, me compreso, è un bacino inesauribile d’informazioni inutili nel quale ricercare ciò che davvero stiamo cercando risulta essere un’impresa molto ardua. I coach servono proprio a questo, cioè a raccogliere, organizzare, spiegare tutte quelle informazioni relative a quel determinato ambito d’interesse, ma solo pochi riescono ad essere davvero efficaci e per tali motivi consigliamo di rivolgersi sempre ai numeri uno, certamente più onerosi ma sicuramente più competenti.

Per quanto concerne la mancanza di comunicazione, invece, vorrei chiederti a quanti corsi di aggiornamento in merito hai effettuato? E secondo te, quanti ne vengono offerti agli insegnanti, ai medici, agli avvocati, ecc.? Nessuno, ovvio! Nessuno è tenuto a dimostrare di saper comunicare efficacemente per essere abilitato alla professione! C’è qualcosa da cambiare, non credi?

In un mondo che varia a ritmo frenetico,

constatiamo che la generazione multimediale di mia figlia adolescente riceve l’istruzione di base da un sistema scolastico inalterato nei contenuti, nei decenni. Gli insegnanti fanno certamente del loro meglio, ma il problema giace nell’arcaica concezione del sistema scolastico basato sul programma da portare a termine e non su obiettivi di apprendimento. Non lo dico io, lo disse un certo Einstein che: ”se si giudica un pesce per le sue capacità d’arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido!”.

Anche noi genitori non siamo al passo con i nostri figli perché non comunichiamo efficacemente utilizzando anche i loro strumenti innovativi, pensiamo che essi debbano ricevere i nostri “consigli” in modo passivo, “devi pulire la stanza”, “vieni a mangiare”, ecc.. Apprendere, oggi sempre più diventare responsabili in prima persona, delle proprie scelte e non più eseguire bovinamente ordini per ritrovarsi così ad essere omologati a tutti gli altri.

In definitiva, qualora ti sia piaciuto, fai leggere  questo mio articolo anche ai tuoi figli ed alla fine discutine i tratti salienti con essi o cerca di farli divertire cercando di trarne una scaletta da ricordare.
Infine, ti allego qui di seguito, alcuni consigli per i nostri ragazzi, basati su di un famoso passaggio di Bill Gates, letto ad alcuni studenti statunitensi, per prepararli alla vita extra scolastica! Buona vita…con tante competenze!

Diritti Riservati da Tony Locorriere

[TRUFFA ONLINE] COME RICONOSCERLA ED EVITARLA?

truffeonline

Di truffe online il web è pieno!

Per non farti fregare, devi saper riconoscere e discernere con anticipo una truffa da una vera e propria Opportunità! A risparmio di tempo ti posso dire che io pratico, dopo diverse amichevoli fregature, quello che in gergo si chiama “Outsourcing” cioè mi avvalgo di retribuiti consulenti esterni che però non mi fanno perder tempo e mi fanno guadagnare molto di più di ciò che io “investo” pagandoli (Kiyosaky Docet!). Quello che imparo, cerco di riversarlo qui nel mio sito per fare in modo che tutti nel beneficino, in regime di condivisione totale!

 Cosa dice la legge italiana!

stopalletruffe

Orbene, nel Diritto italiano, la Truffa èl’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri“. Si ritiene che la parola “Truffa” derivi dal francese “truffe” molto simile al nostro “infinocchiare”, in quanto deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità, sia di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato. Nell’ordinamento giuridico italiano la truffa è un reato previsto dall’art. 640 del codice penale.

Le truffe più diffuse sono più spesso a danno di persone sole, spesso anziani ma anche coloro che soffrono di una situazione di disagio, malattia o che non sono in grado di intendere e di volere (circonvenzione di incapace), perciò meno attente ai pericoli esterni. Altra categoria molto esposta è rappresentata della maggior parte degli italiani che cerca scorciatoie verso l’arricchimento facile e che non hanno ancora compreso il vero valore della formazione!

Gli scopi del truffatore:

  • Raccogliere dati sensibili senza il consenso dell’interessato (violazione della privacy) per vendere i dati ricavati a terzi.
  • Farsi dare soldi in cambio di beni o servizi inesistenti.
  • Fare firmare un contratto-capestro con la scusa di raccogliere delle firme per una petizione.
  • Introdursi in casa altrui e portare via beni di valore distraendo la vittima con l’aiuto di un complice.
  • Richiedere un congruo anticipo su un’eredità (finte tasse o spese postali), un premio, un posto di lavoro fittizio.
  • Richiedere una partecipazione azionaria a una società fittizia dietro promessa di ingenti guadagni.
  • Assumere un rappresentante o un artigiano chiedendogli però di anticipare le spese per l’acquisto dei materiali di lavorazione.
  • Fare lavorare gratis una persona spacciando la propria società per ente senza scopo di lucro.
  • Utilizzare illegalmente i diritti di autore di una persona per le proprie pubblicazioni.
  • Indurre con l’inganno.
  • Vendere un prodotto con pubblicità ingannevole, descrivendolo o ritraendolo come migliore (talvolta diverso) o meno costoso di quanto non sia in realtà. Ecc. ecc.

Le tipologie di truffa rientrano in queste categorie:

  • Catena di sant’Antonio;
  • Schema Ponzi, che tratteremo qui di seguito!
  • Frode informatica.
  • Gioco delle tre carte.
  • Insolvenza fraudolenta.
  • Truffa alla nigeriana o Truffa 419.
  • Truffa di Valentin.

Lo Schema Ponzi (spesso confuso generalmente con il marketing multilivello legittimo) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa. La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli USA, che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40.000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccoglierne oltre 15 milioni. Lo schema Ponzi è tornato alla ribalta internazionale nel Dic. 2008, a causa dell’arresto di Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e uomo molto famoso nell’ambiente di Wall Street. L’accusa nei suoi confronti è di aver creato una truffa compresa tra i 50 e i 65 miliardi di dollari proprio sul modello dello schema di Ponzi, attirando nella sua rete molti fra i maggiori istituti finanziari mondiali. Nel 2009 Bernard Madoff si dichiarò colpevole e fu condannato a, udite udite, 150 anni di carcere.

Lo schema Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote e gli interessi. I guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.
Le caratteristiche tipiche sono:
  • Promessa di alti guadagni a breve termine;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di “alta finanza” documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta, ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.
Risulta evidente che il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi “adepti“.

Lo schema Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone. Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l’incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello. In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa perseguita a mente della chiarissima L.173/2005

Bene, in questa analitica ed obiettiva disamina, ho voluto colmare la totale assenza d’informazioni a riguardo utilizzando solo Leggi dello Stato, spero di esser stato utile anche questa volta e ti attendo al prossimo articolo!

Condividi questa esperienza tramite i tasti social!

LASCIAMI UNA DOMANDA O UN COMMENTO!
Alle domande più interessanti risponderò direttamente o tramite un video apposito.
Ringrazio sentitamente per il tempo che ci hai devoluto,
Tony Locorriere
Esperto di Risparmi Online e Offline

– Diritti Riservati –

[TRUFFE] HYIPS-SCAM, COME TI FOTTONO!

hyips

Caro lettore,

oggi ti svelo esattamente il percorso di chi guadagna con le “hyips“, cioè quei programmi ad alto rischio e rendimento che si celano dietro aziende fantasma. Fondamentalmente, chi ci guadagna sono solo due soggetti: l’ideatore della hyips e i primi sponsor che la promuovono. 

Ecco come si crea un Hyips!

1) L’ideatore della hyips acquista uno script che si può trovare sul web in siti specializzati, spendendo dai 50$ fino ai 500$ in base alle funzioni e complessità del software. Lo plasma graficamente in base alla progettazione nei più disparati settori come revenue share, criptovalute, container, petrolio, settore farmaceutico, fanta-azioni in materie prime e chi più ne ha ne metta.
2) La maggior parte delle hyips o revenue share sono registrate su sito (NON UFFICIALE) della camera di commercio di una nazione a scelta (solitamente Inghilterra) e aprono una società fittizia con 22$ che non ha nessun valore giuridico penale.
3) Il vecchio volpone di un leader ideatore, inizia a promuovere la hyips con successo nella propria rete e con percentuali di R.O.I. che vanno dal 1,5% al 5% giornaliero. Ovviamente la hyips viene promossa spingendo sul fatto che queste percentuali sono già dei guadagni giornalieri, invece non lo sono perchè prima si dovrebbe pareggiare l’investimento iniziale, dopodiché dal 101% in poi potremo parlare di vero “utile netto”. Ma questo la gente non lo sa, e non si pone neanche la domanda!
4) Lo stesso ideatore scaltro e bastardo è già in contatto con una rete strutturata di persone (i primi sponsor, chiamati “Founder”) che hanno già alle loro spalle un certo network di persone, derivati da altri business, che si fidano ciecamente di essi perchè spesso, è un ideatore di altre hyips e ha già dei fondi cash per investire in pubblicità, promozioni, campagne. Oltre a questo, contatta i più famosi siti di hyips-monitor, paga profumatamente il gestore del sito il quale indicherà per un periodo determinato, che la hyips è sempre pagante e non ci sono pending di Scam.
5) Se tutto inizia ad ingranare, altri sponsor decideranno di proporre questo business ai propri contatti e in men che non si dica, riceverà già delle commissioni sui depositi della sua rete. Per tale motivo, non gliene fotte nulla se poi la hyips salta, perchè lui si ha già coperto l’investimento iniziale grazie alle affiliazioni, già nel giro di qualche giorno. Potrà così proporre altre hyips alla sua rete perchè con i numeri dimostrerà che LUI ci guadagna, e che tu lo potresti emulare!
scam alert6) I poveri cristi che si fidano bovinamente del proprio sponsor, gli vanno dietro, ma stanno partendo da zero a differenza sua, che è già in Break-even (coperto) sia con i soldi delle affiliazioni, sia per numero di potenziali contatti belli che pronti.

Il Risultato

I primi sponsor ne escono sempre in utile, tutti i loro affiliati invece (almeno il 95%), quasi mai! Il 5% ne esce con un utile ridicolo rispetto ai giorni per cui avrà “lavorato”. Inoltre, tutte le persone che investono in hyips pensano che facendone 10 alla volta (magari investendo 50$ di qua, 50$ di la) alla fine la somma farà il totale. E’ un grosso errore, perchè non è diversificando solo alti rischi che rischi di meno!  

Come poter fare la stessa cosa? 

Non ce la farai mai! Questo genere di sponsor sono persone senza scupoli che sono da anni sul web e che hanno imparato a fottere le reti con “il bastone e la carota”. Per inteso, sono quelli che cambiano Network o progetto anche ogni due anni. Uno dei loro segreti è ripetere all’infinito il concetto che “se l’ho fatto io, puoi farlo anche tu!”, ma non è così! Sono coloro che ti mostrano numeri veri ma poi se vai a vedere nel dettaglio DOVE guadagnano, ti accorgerai che gli introiti principali derivano al 90% dai depositi degli affiliati (e in questi affiliati forse ci sei anche tu), come accade nel più classico schema Ponzi che si autoalimenta coi versamenti e non con il vero prodotto!

Lo sponsor come trova i contatti? 

Sono semplicemente contatti che si sono creati con l’attività social, negli anni. Pensa se tu proponessi un business allettante a 1000 persone in 24 ore: quanti investirebbero? Pochissimi e forse neanche tuo fratello! 

Vuoi smascherarli? 

Due semplici metodi, o vai su siti specializzati e seri che monitorano le Hyips e gli scam, come il famoso HyipeMonitorItalia, oppure fai questa domanda allo sponsor: mi dici in che percentuale i tuoi guadagni derivano dagli affiliati e dal business? Diverranno evasivi e si rivolgeranno ad altri allocchi che potrebbero abboccare!

Cosa ne penso io?

Oltre a veder bene queste persone senze scupoli dietro le sbarre, come pensi di poter cambiare la tua situazione finanziaria facendo 1000€ al mese? Pensi di 

Stop

arrotondare in questo modo? Ma sai quanto ci vuole ad avere 1000€ costanti al mese da un business? Pensi di farli lavorando quelle due o tre orette la sera davanti al PC? E’ normale (ed è giusto che sia così) che se una persona ha già una folta rete di contatti creata negli anni e propone sul web un business, guadagnerà più in fretta di te che parti da zero. 

Cosa è importante quindi?

  • Entrare in un business anzitutto legale, a mente delle legge antipiramide!
  • Entrare in un business strutturato in modo tale che nel tempo, chiunque può avere l’opportunità reale di guadagnare più dello stesso sponsor che lo ha inserito non solo per la quantità di contatti che potrà coinvolgere, ma proprio per il meccanismo del business che premia la capacità di fare business di una persona e non solo per la quantità di persone che potrà coinvolgere!
Per l’articolo, si ringrazia Federico Bergna

LASCIAMI UNA DOMANDA O UN COMMENTO!

Alle domande più interessanti risponderò direttamente o tramite un video apposito.
Ringrazio sentitamente per il tempo che ci hai devoluto,
tonylocorriere.org
Esperto in Risparmi Online e Offline, Criptovalute e Innovatore!