ETF: COME SCEGLIERLI?

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Come trovare l’ETF adatto alle mie esigenze?

Partiamo dal presupposto che tu già sappia approfonditamente cos’è sia un ETFSinteticamente, ritengo che  il modo migliore per trovare quello più attagliato ai nostri obiettivi di investimento, sia  il concentrarsi sulle informazioni essenziali! 

Cosa bisogna sapere?

Se hai letto uno dei miei libri di cresita finanziaria, dovresti già sapere che un must per la manipolazione di questi strumenti è: la diversificazione!

Diversificare significa abbattere il rischio, investendo in diverse tipologie di strumenti e all’interno delle stesse classi, attuando una ripartizione settoriale, geografica e magari anche in megatrend.

Infatti, bisogna dapprima scegliere se si desidera investire in azioni, obbligazioni, materie prime, immobiliare e speculazione.

Questo è il passo primario è devi essere certo di ciò che stai facendo in base alla ripartizione logica percentuale nelle diverse classi. Io ne parlo sempre e diffusamente e non voglio credere che tu non lo sappia!

Una volta definita la ripartizione primaria (Es: 10% liquidità, 30% Bond, 20% Azionari, 20% Commodities, 15% Immobiliare e 5% Speculazione), dovrai “spalmare” il patrimonio secondo ciò che hai definito in una nuova e più capillare diversificazione che chiamo “Secondaria“.

Visto il gran numero di possibilità, ti farò degli esempi per farti comprendere l’importanza delle competenze di un consulente in questo frangente. 

Diversificazione in settori

Un’idonea diversificazione geografica degli indici di borsa, potrebbe essere effettuata in aree come: la mondiale con il MSCI World, area USA con il S&P500, Europa con Eurostoxx, Area pacifico con Nikkei pacific (+ China), paesi a grande crescita con il FTSE Bric50 e, infine, area Paesi Emergenti.

Se poi volessimo ulteriormente incidere chirurgicamente, dovremmo analizzare anche i diversi settori produttivi, come: Petrolio e Gas Naturale, Chimica e Materie Prime, Industria, Beni di Consumo, Salute, Servizi al Consumo, Telecomunicazioni, Finanza e Tecnologia.

Un ottimo consiglio, prima di recarti dal tuo “financial advisor” è quello di sbirciare le Guide agli investimenti in justETF che, come più volte ripetuto, penso sia un vero è prorprio punto di referimento per questo genere di investimenti.

Spero che tu finalmente abbia creato una lista di ripartizione patrimoniale, perchè è tempo di scegliere materialmente i prodotti utilizzando un semplice setaccio grazie al quale potrai anche settare i vari filtri di ricerca! 

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Come setacciare i diversi prodotti?

Dopo la diversificazione del patrimonio in classi di strumenti e settori, passiamo ora a vedere quali sono le caratteristiche essenziali da ricercare nella scelta di ogni ETF.

Rischio Valutario

E’ la prima cosa da valutare. Vorresti che i tuoi investimenti esteri possano essere soggetti al cambio con la valuta nella quale hai deciso di investire? Questa è la prima domanda da farsi, e poi tutto il resto! Tutto dipenderà dalla vision che hai sulle diverse valute!

Migliori fornitori

Ti ci vorrà davvero molto poco per comprendere quali sono i migliori! Vorrei che ti creassi una tua idea da tue analisi. Esiste una specie di “borsino” dei gestori e per tale motivo, un valido aiuto sarà quello di considerare tutte le prossime caratteristiche, con un’attenzione speciale a: Capitalem. gestito, management d’esperienza e premiato, chiarezza nella documentazione e nei dati, aggiornamenti  alla clientela.

Età 

Perchè si varà bisogno di uno storico di almeno tre anni o meglio se cinque, per comprendere le performance medie di lungo periodo .

Dimensione 

Preferire fondi più grossi possibili perchè il suoi gestori saranno obbligati ad essere ovviamente efficienti in virtù della grossa responsabilità dei tanti investitori!

Spese correnti 

Ho già affrontato questo argomento in un famoso video postato su Youtube che affronta il TER, cioè il Total Expense Ratio, che potrai scoprire in pochi minuti: 

Differenziali di tracking 

É la differenza tra i rendimenti reali degli ETF e i rendimenti virtuali dell’indice. Avviene perchè i fondi devono sostenere dei costi (operazioni, tasse, salari gestori e commissioni varie) che lo portano a distaccarsi dal valore dai benchmark. Un buon ETF è quello che riesce a minimizzarli, in fase di comparazione! 

Performance

I rendimenti a un anno, tre anni, cinque anni, offrono un quadro davvero esaustivo sulle performance globali di ciascun ETF.

Liquidità

Si referisce al fatto che più un ETF è liquido, e più probabilmente si potrà facilmente compra-vendere sostenendo costi minimi di transazione. Infatti, si parla di liquidità ci si riferisce all’effettiva agevolezza nel poter negoziare.

Questo margine viene chiamato differenziale denaro / lettera, cioè  la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, come fossimo entrati in un cambio valuta all’estero! Il differenziale è il prezzo che si paga all’intermediario. 

Il trattamento degli introiti

Potrai avere a che fore con due tipologie di trattamento:

1-A distribuzione, che accreditano gli interessi o i dividendi, direttamente sul conto;

2-Ad accumulazione, che assecondano la legge sull’interesse composto di Einstein, reinvestendo gli introiti, automaticamente nel prodotto stesso.

Domiciliazione del fondo

Conoscere la sede legale dell’ETF, potrebbe evitare complicazioni fiscali in un futuro. I più “sicuri” sono di diritto Irlandese o Lussemburghese, perchè offrono migliori vantaggi fiscali e legali.

Per gli extra UE, gli americani e i canadesi non sono regolamentati come i nostri e potrebbero essere soggetti a svantaggi fiscali, legali e valutari. Ora dovresti avere tutti gli strumenti per procedere ad un’ottima diversificazione del tuo patrimonio!

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Grazie per l’attenzione! By Tony Locorriere

Diritti riservati – 2020

DOVE INVESTIRE?

Questo è un grande dilemma!

Le azioni vanno giù…

Le obbligazioni vanno giù…

L’immobiliare va giù…

Gli indici mondiali vanno giù..

Il tuo portafogli va inesorabilmente giù…allora dove investire?

Le soluzioni sono due:

-Un consulente finanziario esterno alle banche che fanno solo i propri interessi;

-Sarebbe il caso che iniziassi a formarti delle competenze finanziarie per fare da solo con grandissime soddisfazioni!

Fai la tua scelta e che sia coraggiosa!

Ti faccio un altro esempio: Come fai se vuoi investire? Chiedi al tuo promotore? Lui pensa alla tua banca, poi a te! Non ti parlerà mai di questo:

Grazie al Sole24ore abbiamo questo bel articolo che ti da le dimensioni del fenomeno CROWDFUNDING specie se immobiliare! Il promotore, forse, non sa neanche cosa sia! Ti invito a chiederglielo e fammi sapere!

Quindi, Creati competenze non false credenze! Come? Investi qualche euro in uno dei miei Amazon Bestseller! Mi ringrazierai!

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Tony Locorriere

Diritti riservati – 2020


👋

[RISPARMIO] FONDI PENSIONE: PERCHÈ SOTTOSCRIVERNE

fondi pensionePerchè parliamo di Fondi Pensione?

Caro lettore, la riforma della previdenza entrata in vigore il 1° gennaio 2007, ha istituito la possibilità di aderire ad un fondo pensione o di sottoscrivere una polizza pensionistica per integrare quella che un giorno saranno le briciole della nostra pensione ordinaria. È ormai sotto gli occhi di tutti il gran casino combinato successivamente  dalla L.201/2011, detta “Legge Fornero sulle pensioni” inerente l’innalzamento dell’età contributiva dei lavori e lo slittamento della propria pensione! Noi privati, non possiamo rimanere inermi dinanzi a tali incompetenze e per tale ragione ci siamo avvicinati ai “Fondi Pensione”, conosciuti e stipulati da appena il 3% dei lavoratori, a causa del noto e scarso livello di cultura finanziaria personale riconosciuto all’italiano medio. Rifletti solo sul fatto che: pubblicizzeresti un prodotto che non ti fa guadagnare nulla? E se concedesse notevole valore al tuo cliente? Capisci ora il motivo del cambiamento? Bene, chi volesse avvicinarsi a questo completo ma sottovalutato strumento di Risparmio, accantonamento, Investimento e Guadagno, innanzitutto, consigliamo il download del Decreto Legislativo di referimento, il nr. 252 del 2005 che “Disciplina le forme pensionistiche complementari”.

Prima la legge e poi tutto il resto!

Quali sono le forme pensionistiche complementari?

quale fondi pensioneEsistono diverse categorie:

  • I fondi pensione negoziali
  • I fondi pensione aperti (FPA)
  • I fondi pensione di categoria
  • I piani individuali pensionistici (PiP)

In base a come sono costituiti, si distinguono generalmente in collettivi o individuali. I collettivi riguardano un gruppo di lavoratori che appartengono alla stessa azienda, gruppo, comparto o settore produttivo, e l’adesione ai prodotti finanziari viene contrattata appunto per categoria, qualora già previsti. I fondi di categoria, sono ”chiusi” perché legati al contratto collettivo di lavoro e ogni settore ha il proprio. Un lavoratore dipendente, aderendovi, per poter canalizzare il contributo del datore di lavoro, deve ovviamente sottoscrivere quello del proprio settore.

Al contrario, le forme pensionistiche individuali  possono essere attuate in due forme: adesione a un Fondo Pensione aperto, destinato a lavoratori dipendenti o autonomi, e piani individuali pensionistici  che non sono fondi ma un tipo di assicurazione con finalità pensionistiche, questi ultimi sconsigliati perché preferiamo di gran lunga gli aperti e vediamone subito il perché! 

Perché convengono gli aperti?

I fondi pensione aperti (FPA) sono istituiti e gestiti da:fondi pensione contro tfr

  • Compagnie di assicurazione
  • Banche
  • Società di intermediazione mobiliare
  • Società di gestione del risparmio

Nell’ambito del patrimonio della società che li istituisce, i fondi pensione aperti costituiscono un patrimonio separato finalizzato esclusivamente all’erogazione della previdenza complementare. I FPA hanno generalmente bassi costi di gestione e offrono invidiabili agevolazioni fiscali. Difatti, la normativa a riferimento prevede spese di “caricamento” massimo del 3%, hanno tassazione annua agevolata sui rendimenti in base alla scelta della linea d’investimento azionaria o obbligazionaria (20% azionaria e 12,5% su titoli di Stato in White list, contro il 26% dell’aliquota renziana), sono esenti da bollo, al ricorrere di specifiche situazioni puoi richiedere delle anticipazioni sul versato, la completa flessibilità dello strumento che prevede versamenti aggiuntivi con periodicità libera e il più grande appeal per lo strumento: la deducibilità! È proprio la deducibilità che dovrebbe indurti, da sola, a stipulare un fondo pensione perché qualora tu avessi un imponibile reddituale che non riesci a ridurre, le imposte sulla dichiarazione dei redditi ti verranno calcolate su di esso. Di contro, se riduci l’imponibile con gli strumenti deducibili e detraibili, l’impatto commissionale sarà di gran lunga ridotto, con notevole soddisfazione delle tue tasche (meglio a noi che a loro, no?). Con i fondi pensione aperti potrai dedurre la percentuale della tua IRPEF, per un massimo versato di 5.164,57€. Non conosco la tua aliquota, ma il calcolo di massima è abbastanza semplice. Ad esempio, per l’aliquota IRPEF al 38%, la deducibilità risulterà poco al di sotto dei 2000€. Non male davvero, non credi? Infine, con i FPA sarà possibile aprire delle posizioni integrative anche per i soggetti “fiscalmente a carico” come moglie e figli, beneficiando delle deducibilità su di essi fino alla maggiore età, nel caso di minori, sempre fino al tetto massimo cumulativo, predetto.

Quale fondo scegliere?

quale fondi pensioneInnanzitutto, è importante ricordare che l’autorità amministrativa di controllo, adeguamento e vigilanza su queste forme pensionistiche, è la COVIP. Ha anche lo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell’amministrazione dei fondi pensione e di concederti notevoli informazioni per aiutarti a scegliere il fondo migliore, come nel seguente breve video:

T’invitiamo a esplorarne il sito, per renderti conto del fatto che, per agevolare il pubblico e rendere semplice il confronto della miriade di costi di ogni FPA, la COVIP abbia intelligentemente pensato di pubblicare un Indicatore Sintetico di Costo (ISC) che esprime in modo semplice, immediato ed univoco il costo annuale in percentuale della posizione individuale maturata, sostenuta da un iscritto a una forma pensionistica, con contributo fisso di 2500€, ipotizzando un rendimento annuo del 4%. Per il calcolo vengono utilizzati i costi standard, senza tener conto delle agevolazioni specifiche. 

Ad ogni buon conto, devi sapere che le spese potranno essere: dirette e indirette per l’adesione, commissione annua di gestione, costi per l’anticipazione-trasferimento-riscatto-switch o ricollocazione-cambio ripartizione futura, costi per l’erogazione della rendita e l’importante “Tasso tecnico”.

Il Tasso Tecnico è un fattore che influisce in modo apprezzabile sull’ammontare della pensione integrativa. La rendita cresce negli anni seguendo il rendimento del fondo gestito dalla compagnia che si occupa di versare la rendita. Se, ad esempio, questo rendimento è pari al 3,5% (al netto dei costi trattenuti) e il tasso tecnico è del 2,5%, la rendita si rivaluterà dalla differenza tra le due, cioè 1%. Va da se che se si desidera una discreta rivalutazione del fondo, si dovrebbe optare per un fondo con il minor tasso tecnico. Non fatevi abbagliare dai soli rendimenti annuali, perché sono aleatori se poi un alto tasso tecnico, li erode completamente.

Alcune curiosità da sapere

La pensione complementare si ottiene quando si maturano i requisiti di legge per la pensione pubblica, di vecchiaia o di anzianità, purché si siano cumulati almeno 5 anni di partecipazione nel fondo pensione. Possiamo tranquillamente affermare che, considerata l’alto tasso di deducibilità, molti pensionati continuano a versare nonostante la possibilità di riscatto.

Per chiedere un anticipo sui soldi accumulati sul fondo, proprio come si fa con il Tfr, è necessario essere iscritti al fondo da almeno 8 anni e la richiesta deve essere motivata dall’acquisto o ristrutturazione di una casa (anche per i figli), per spese sanitarie comprovabili. Invece, si potrà chiedere fino al 30% per qualunque altro motivo.

Nel caso in cui si cambia lavoro, si può decidere di riscattare il fondo, cioè chiedere la restituzione di tutti i soldi versati fino a quel momento, oppure volendo, si chiede il trasferimento della somma da un fondo all’altro. In entrambi i casi la restituzione o il trasferimento non sono immediati e possono passare anche diversi mesi.

E quando sarai in pensione?

pensioneAnche se prematuro, ci saranno alcune decisioni da prendere. Prima di tutto che tipo di rendita si desidera. Di massima, la restituzione dell’intera somma è prevista solo se si sono versati non più di 65.000€ in tutta la vita contributiva. Altrimenti il fondo pensione restituisce i soldi sotto forma di rendita, che si aggiunge e fortifica quella dell’Inps. Ma attenzione, perché se non è reversibile, in caso di decesso la pensione non sarà percepita dagli eredi. Se si opterà per la onerosa rendita reversibile, allora in caso di decesso continuerà a essere percepita dal beneficiario indicato.

Speriamo di esser stati utili a darti un quadro dell’offerta su questi misconosciuti strumenti! Ti rimandiamo al prossimo articolo e qualora volessi formularci una tua domanda, non esitare a farlo, nell’apposito spazio di seguito!

Il miglior invstimento? La conoscenza efficace!

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Diritti riservati da Tony Locorriere