[RISPARMIO] FONDI PENSIONE: PERCHÈ SOTTOSCRIVERNE

fondi pensionePerchè parliamo di Fondi Pensione?

Caro lettore, la riforma della previdenza entrata in vigore il 1° gennaio 2007, ha istituito la possibilità di aderire ad un fondo pensione o di sottoscrivere una polizza pensionistica per integrare quella che un giorno saranno le briciole della nostra pensione ordinaria. È ormai sotto gli occhi di tutti il gran casino combinato successivamente  dalla L.201/2011, detta “Legge Fornero sulle pensioni” inerente l’innalzamento dell’età contributiva dei lavori e lo slittamento della propria pensione! Noi privati, non possiamo rimanere inermi dinanzi a tali incompetenze e per tale ragione ci siamo avvicinati ai “Fondi Pensione”, conosciuti e stipulati da appena il 3% dei lavoratori, a causa del noto e scarso livello di cultura finanziaria personale riconosciuto all’italiano medio. Rifletti solo sul fatto che: pubblicizzeresti un prodotto che non ti fa guadagnare nulla? E se concedesse notevole valore al tuo cliente? Capisci ora il motivo del cambiamento? Bene, chi volesse avvicinarsi a questo completo ma sottovalutato strumento di Risparmio, accantonamento, Investimento e Guadagno, innanzitutto, consigliamo il download del Decreto Legislativo di referimento, il nr. 252 del 2005 che “Disciplina le forme pensionistiche complementari”.

Prima la legge e poi tutto il resto!

Quali sono le forme pensionistiche complementari?

quale fondi pensioneEsistono diverse categorie:

  • I fondi pensione negoziali
  • I fondi pensione aperti (FPA)
  • I fondi pensione di categoria
  • I piani individuali pensionistici (PiP)

In base a come sono costituiti, si distinguono generalmente in collettivi o individuali. I collettivi riguardano un gruppo di lavoratori che appartengono alla stessa azienda, gruppo, comparto o settore produttivo, e l’adesione ai prodotti finanziari viene contrattata appunto per categoria, qualora già previsti. I fondi di categoria, sono ”chiusi” perché legati al contratto collettivo di lavoro e ogni settore ha il proprio. Un lavoratore dipendente, aderendovi, per poter canalizzare il contributo del datore di lavoro, deve ovviamente sottoscrivere quello del proprio settore.

Al contrario, le forme pensionistiche individuali  possono essere attuate in due forme: adesione a un Fondo Pensione aperto, destinato a lavoratori dipendenti o autonomi, e piani individuali pensionistici  che non sono fondi ma un tipo di assicurazione con finalità pensionistiche, questi ultimi sconsigliati perché preferiamo di gran lunga gli aperti e vediamone subito il perché! 

Perché convengono gli aperti?

I fondi pensione aperti (FPA) sono istituiti e gestiti da:fondi pensione contro tfr

  • Compagnie di assicurazione
  • Banche
  • Società di intermediazione mobiliare
  • Società di gestione del risparmio

Nell’ambito del patrimonio della società che li istituisce, i fondi pensione aperti costituiscono un patrimonio separato finalizzato esclusivamente all’erogazione della previdenza complementare. I FPA hanno generalmente bassi costi di gestione e offrono invidiabili agevolazioni fiscali. Difatti, la normativa a riferimento prevede spese di “caricamento” massimo del 3%, hanno tassazione annua agevolata sui rendimenti in base alla scelta della linea d’investimento azionaria o obbligazionaria (20% azionaria e 12,5% su titoli di Stato in White list, contro il 26% dell’aliquota renziana), sono esenti da bollo, al ricorrere di specifiche situazioni puoi richiedere delle anticipazioni sul versato, la completa flessibilità dello strumento che prevede versamenti aggiuntivi con periodicità libera e il più grande appeal per lo strumento: la deducibilità! È proprio la deducibilità che dovrebbe indurti, da sola, a stipulare un fondo pensione perché qualora tu avessi un imponibile reddituale che non riesci a ridurre, le imposte sulla dichiarazione dei redditi ti verranno calcolate su di esso. Di contro, se riduci l’imponibile con gli strumenti deducibili e detraibili, l’impatto commissionale sarà di gran lunga ridotto, con notevole soddisfazione delle tue tasche (meglio a noi che a loro, no?). Con i fondi pensione aperti potrai dedurre la percentuale della tua IRPEF, per un massimo versato di 5.164,57€. Non conosco la tua aliquota, ma il calcolo di massima è abbastanza semplice. Ad esempio, per l’aliquota IRPEF al 38%, la deducibilità risulterà poco al di sotto dei 2000€. Non male davvero, non credi? Infine, con i FPA sarà possibile aprire delle posizioni integrative anche per i soggetti “fiscalmente a carico” come moglie e figli, beneficiando delle deducibilità su di essi fino alla maggiore età, nel caso di minori, sempre fino al tetto massimo cumulativo, predetto.

Quale fondo scegliere?

quale fondi pensioneInnanzitutto, è importante ricordare che l’autorità amministrativa di controllo, adeguamento e vigilanza su queste forme pensionistiche, è la COVIP. Ha anche lo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell’amministrazione dei fondi pensione e di concederti notevoli informazioni per aiutarti a scegliere il fondo migliore, come nel seguente breve video:

T’invitiamo a esplorarne il sito, per renderti conto del fatto che, per agevolare il pubblico e rendere semplice il confronto della miriade di costi di ogni FPA, la COVIP abbia intelligentemente pensato di pubblicare un Indicatore Sintetico di Costo (ISC) che esprime in modo semplice, immediato ed univoco il costo annuale in percentuale della posizione individuale maturata, sostenuta da un iscritto a una forma pensionistica, con contributo fisso di 2500€, ipotizzando un rendimento annuo del 4%. Per il calcolo vengono utilizzati i costi standard, senza tener conto delle agevolazioni specifiche. 

Ad ogni buon conto, devi sapere che le spese potranno essere: dirette e indirette per l’adesione, commissione annua di gestione, costi per l’anticipazione-trasferimento-riscatto-switch o ricollocazione-cambio ripartizione futura, costi per l’erogazione della rendita e l’importante “Tasso tecnico”.

Il Tasso Tecnico è un fattore che influisce in modo apprezzabile sull’ammontare della pensione integrativa. La rendita cresce negli anni seguendo il rendimento del fondo gestito dalla compagnia che si occupa di versare la rendita. Se, ad esempio, questo rendimento è pari al 3,5% (al netto dei costi trattenuti) e il tasso tecnico è del 2,5%, la rendita si rivaluterà dalla differenza tra le due, cioè 1%. Va da se che se si desidera una discreta rivalutazione del fondo, si dovrebbe optare per un fondo con il minor tasso tecnico. Non fatevi abbagliare dai soli rendimenti annuali, perché sono aleatori se poi un alto tasso tecnico, li erode completamente.

Alcune curiosità da sapere

La pensione complementare si ottiene quando si maturano i requisiti di legge per la pensione pubblica, di vecchiaia o di anzianità, purché si siano cumulati almeno 5 anni di partecipazione nel fondo pensione. Possiamo tranquillamente affermare che, considerata l’alto tasso di deducibilità, molti pensionati continuano a versare nonostante la possibilità di riscatto.

Per chiedere un anticipo sui soldi accumulati sul fondo, proprio come si fa con il Tfr, è necessario essere iscritti al fondo da almeno 8 anni e la richiesta deve essere motivata dall’acquisto o ristrutturazione di una casa (anche per i figli), per spese sanitarie comprovabili. Invece, si potrà chiedere fino al 30% per qualunque altro motivo.

Nel caso in cui si cambia lavoro, si può decidere di riscattare il fondo, cioè chiedere la restituzione di tutti i soldi versati fino a quel momento, oppure volendo, si chiede il trasferimento della somma da un fondo all’altro. In entrambi i casi la restituzione o il trasferimento non sono immediati e possono passare anche diversi mesi.

E quando sarai in pensione?

pensioneAnche se prematuro, ci saranno alcune decisioni da prendere. Prima di tutto che tipo di rendita si desidera. Di massima, la restituzione dell’intera somma è prevista solo se si sono versati non più di 65.000€ in tutta la vita contributiva. Altrimenti il fondo pensione restituisce i soldi sotto forma di rendita, che si aggiunge e fortifica quella dell’Inps. Ma attenzione, perché se non è reversibile, in caso di decesso la pensione non sarà percepita dagli eredi. Se si opterà per la onerosa rendita reversibile, allora in caso di decesso continuerà a essere percepita dal beneficiario indicato.

Speriamo di esser stati utili a darti un quadro dell’offerta su questi misconosciuti strumenti! Ti rimandiamo al prossimo articolo e qualora volessi formularci una tua domanda, non esitare a farlo, nell’apposito spazio di seguito!

Il miglior invstimento? La conoscenza efficace!

Ti attendo su Amazon, digitando il mo nome!

Diritti riservati da Tony Locorriere

I CONSULENTI BANCARI CI PARACULANO!

I CONSULENTI BANCARI

Ma davvero credi ancora alle storielle?

Il sistema bancario sa tutto di te e te non sai nulla di esso! Sa quanti soldi hai, come li ottieni, come e dove li usi e li spendi. Tu non sai nulla del Sistema bancario e tanto meno della tua banca: cosa fanno dei tuoi soldi, dove li mettono e se ce li custodiscono davvero!

In questo articolo ti svelerò come stanno davvero le cose, per aiutarti a prendere piena consapevolezza sul questo sistema per il quale preferisco non usare aggettivi. Mi focalizzerò sui consulenti finanziari, di qualsiasi natura essi siano, mentre se non conosci il “Sistema del debito”, cioè come è settata l’economia attuale, ti rimando alla visione di 3 sconcertanti video, nei miei canali, cliccando qui! Inizia dalla visione di questo breve video sull’argomento:

Orbene, il tuo consulente finanziario è ovviamente retribuito dalla banca in cui sei cliente. Settimanalmente, le case madri, inviano capillarmente a tutte le filiali, un apposito report nel quale specificano gli strumenti emessi dallo stesso Istituto, o in convenzione con esso, sui quali dirottare le scelte dei propri clienti. I personal banker, come amano farsi chiamare attualmente, sono fortemente interessati a proporti ciò che rende di più a loro stessi, e non ciò che rende maggiormente a te, ma c’è dell’altro. Dopo anni passati a piazzare strumenti comandati, anche volendo, come potrebbe un consulente, prendere delle iniziative a favore del risparmiatore?

A tal proposito, conosci dei bancari, consulenti, direttori di filiale? Ne conosci qualcuno che è ricco? Ne conosci qualcuno che si è messo in proprio? Tranquillo, conosco già le risposte! La maggior parte preferisce comodamente abbeverarsi alle mammelle dell’Istituto. Non sono da biasimare, chiunque lo farebbe al posto loro, ma corriamo ai ripari!

Cosa devi fare?

Dovessi cambiare banca, non accettare un consulente qualsiasi, ma sceglilo! Come trattato nel mio “Amazon Bestseller“, formalizzagli qualche domanda sul questionario MiFid,  oppure su strumenti finanziari diversi che non siano “Fondi comuni d’investimento”, per saggiare la loro competenza in materia! Chiedigli come funzionano gli ETF, cos’è il TER (Total Expence Ratio), l’entità delle spese sui prodotti consigliati, che ne pensa dell’interesse composto, ecc. Chiedigli se segue una strategia di investimento (asset allocation) rispetto al tuo profilo di rischio ed in base a cosa, a quali indicatori lo ha definito. Chiedigli il numero dei clienti che gestisce, qual è la giacenza media di essi. Perchè? Semplice, dovessimo trovarci in pieno “panic selling”, cioè vendite generalizzate sostenute da notizie improvvise, o al contrario quando si presenta una grande opportunità nel mercato, è importante il “Timing”, la velocità d’azione in uscita o in entrata dal mercato. Orbene, il consulente chi pensi, chiamerà per primo? Ragiona! I clienti più grossi, poi i più piccoli, forse! Il dove sarai collocato nella lista dei clienti, è di estrema rilevanza, non credi? Cerca di essere tra i “migliori clienti” della tua fascia o del tuo consulente!

Ti avviso che le risposte che avrai, nella maggior parte dei casi, potrebbero essere evasive. Il loro lavoro non contempla la loro crescita in materia finanziaria, ma solo la mera sopravvivenza grazie alle commissioni generate dalle tue movimentazioni. Compatibilmente con l’entità del tuo conto, metti subito in chiaro ciò che vuoi (spero vivamente che tu abbia letto il mio libro, a riguardo) e pretendi un consulente competente, altrimenti preferirai cambiare banca!

Io utilizzo, da anni ormai, solo banche online. Di massima, non avrei bisogno di nessuno che mi consigli, ma ho una personal banker con vivo spirito protettivo! Non è facile trovarne di così brave, e penso che il gentil sesso abbia doti conservative più accentuate. E’ sempre un piacere per me confrontarmi con lei, perché ho sempre da imparare qualcosa di nuovo!

Torno a ribadire che ormai le banche sopravvivono traendo profitto dalla compra-vendita al retail (cliente finale) di strumenti finanziari, facendo leva sulla tua ignoranza in materia. Trattasi di strumenti con TER  altissimi come fondi comuni, polizze vita e, per i più fortunati per capitalizzazione, gestioni patrimoniali.  Devi imparare a gestire tu i tuoi affari, e non affidarli alla tua banca! Stiamo sempre più deviando verso le banche online, perché sono certamente più competitive, ma molti temono di perdere in contatto diretto con il consulente e di rimanere in balia dei tumultuosi mercati internazionali.

Vuoi una previsione?

Gli sportelli sono un grande costo per gli istituti e pian pianoprevedo! saranno destinati a scomparire. Ci stanno “educando” a fare benzina da soli, la spesa da soli, a lavarci l’auto da soli, ad acquistare tickets d’ogni tipo da soli, grazie all’automazione online. La banca evolverà alla stessa maniera e i conti web a bassissimo costo, ne sono la dimostrazione più lampante. Ci stanno solo educando, non ci stanno facendo un favore. Anche il personale bancario sarà fortemente ridotto e basta leggere i quotidiani per renderti conto che i tagli al personale dei  grandi gruppi, si stanno verificando già da ora.

Riassumendo:

  • Cambia precocemente il tuo conto corrente tradizionale in conto online, clicca qui per leggere questo nostro apposito e dettagliato articolo con diversi consigli;
  • Prenota un incontro con il tuo personal banker e chiedi che tipologia di cliente sei (qualora tu non lo sappia), a mente del questionario MiFid;
  • Chiedi che tipo di “asset allocation” consiglia per il proprio profilo di rischio, cioè come intende diversificare il portafogli;
  • Chiedi i TER dei prodotti consigliati e i loro Benchmark di riferimento (spalancherà gli occhi! ahahahah);
  • Domanda perché non ha inserito gli economicissimi ETF nel portafogli, al posto di strumenti ad alto TER come polizze e fondi comuni (ti dirà cazzate tipo che sono “illiquidi” e sono soggetti a “rischio emittente” per intimorirti, ma tu sorridi sarcasticamente);
  • Infine, per il colpo di grazia, chiedi qual è il drowdown dei prodotti (massima perdita auspicabile) e sarà come il colpo di grazia per la maggior parte dei tori morenti in corrida!

Le risposte e il comportamento del consulente ti daranno molti dati circa la sua preparazione. Se è intelligente, capirà che tu tieni ai tuoi sudati soldi e vorresti che anche il tuo gestore facesse altrettanto. Come già detto, molto dipenderà dall’entità del tuo patrimonio, quindi, non potrai pretendere il miglior gestore con 50.000€ in portafogli, ma già esser edotto circa le tue possibilità, fidati, è un grande passo avanti.

Infine, i consulenti hanno un codice etico e deontologico da rispettare, fai leva su di essi quando noti comportamenti apparentemente devianti. La fiducia in essi è un valore che si coltiva nel tempo, con i risultati, non con le chiacchiere!

Questi sono solo i primi passi verso la tua piena consapevolezza finanziaria. Il più grande consiglio che posso darti, è quello d’acquistare il mio Bestseller che tante persone ha aiutato finora, e tante ne aiuterà ancora in seguito! E’ un piccolo, ma necessario sacrificio per il tuo futuro, non del mio!

Spero anche oggi di esserti stato utile! Non dimenticare “work hard”, informati adeguatamente e lavora duro, perché se non lavori duro non arriverai mai ad una mazza! Attendo un tuo  commento!

Tony Locorriere

Amazon Bestseller e Investitore oculato

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Disclaimer:
Questo articolo viene diffuso a solo scopo didattico e NON può essere considerato sollecitazione all’investimento. Il sito web non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate. Ti esorto a contattare il tuo personal banker per concordare un piano secondo le tue propensioni al rischio. Grazie!