[CULTURA] LE COSE CHE LA SCUOLA NON INSEGNA!

Cos’è la cultura?

Il termine “cultura” deriva dal verbo latino colere , “coltivare” poi esteso a quei comportamenti che imponevano una “cura verso gli dei”, da cui il termine “culto” e a indicare un insieme di conoscenze. Fondamentalmente e sinteticamente, è allora l’efficace reperimento ed accumulo d’informazioni conoscitive specifiche e spesso aspecifiche! Non si può umanamente essere colti in tutto, ma soprattutto lo si diventa nei settori d’interesse che raramente (sbagliando) diverranno quelli lavorativi! Un ingegnere è colto nel suo settore (si spera, almeno) ma non è detto che lo sia in campo finanziario, medico, umano, comunicativo e viceversa per gli altri professionisti presi ad esempio!

Vorrei che rispondessi

a te stesso, circa questa importante domanda: “ma secondo te che valore hanno oggi le informazioni che “acculturano”?“. Prenditi qualche secondo e prova a rispondere in coscienza!  Tic…Toc, Tic…Toc!
Orbene, secondo il mio punto di vista, con l’avvento del fenomeno internet, dove ognuno di noi possiede un’enciclopedia universale nel proprio telefono o computer, che concede la possibilità di attingere ad enormi moli di informazioni 24 ore al giorno per 365 giorni, fidati di me, il valore è molto basso!

Rimanere nell’ignoranza,

attualmente, è solo una scelta propria! Siamo dinanzi a cambiamenti epocali ma pochi se ne accorgono perché edulcorati dagli ipnotizzanti media. Molti dicono che viviamo l’era dell’informazione, ma personalmente penso sia già passata a favore di una nuova era, quale? Rifletti su questo ragionamento: quando vi è la sovrabbondanza di un qualcosa, irrimediabilmente avremo la penuria di un qualcos’altro! Vivendo in un era di “overload informativo”, dove le informazioni sono eccedenti rispetto a quelle che ci servirebbero, a fronte di un’abbondanza di esse, chi fa marketing a buon livello si è accorto che la penuria maggiore investe la nostra attenzione, ormai definita “merce rara”.
Orbene, attualmente stiamo attraversando l’era dell’attenzione e non quella dell’informazione e i cambiamenti si succedono alla velocità della luce, anche inconsapevolmente ai più attenti! Vuoi un esempio?

Al tempo dei nostri genitori

(parola di quarantenne), avere informazioni e conoscenza rivestiva un ruolo cruciale perchè le informazioni erano ancora appannaggio di pochi poiché studiare era un privilegio e il fatto di esserne in possesso costituiva già un vantaggio competitivo di enorme valore che il mercato del lavoro ricompensava con l’ambito “posto fisso” (Checco Zalone docet). Attenzione però, esser diplomati in ragioneria non significava saper fare il ragioniere, bensì semplicemente avere un pezzo di carta, il diploma, che garantiva il poterlo diventare attraverso la pratica.  Negli anni però, allargandosi il numero di persone che potevano accedere a quel pezzo inutile di carta, è diventato insufficiente per garantirsi l’agognato lavoro.

La stessa cosa, più di recente, sta accadendo con gli studi universitari, mentre 20 anni fa i laureati erano richiesti dal “mercato”, specie nelle materie tecniche, attualmente , le informazioni non sono più una risorsa per pochi e la cosa rivoluzionaria è che non è più necessario andare all’università per reperirne. Oggi basta avere un device portatile, un computer con connessione al web, per poter consultare la più grande biblioteca mai esistita, senza allontanarsi dalla propria abitazione! Chiunque abbia voglia di studiare ed impegnarsi può diventare un assoluto esperto in qualsiasi campo dello scibile umano. La laurea non conta più come un tempo e prevedo che conterà sempre meno perché ci saranno ambiti come l’informatica, dove si studiano argomenti già in buona parte obsoleti al termine del ciclo di studi, sembrando anche limitante rispetto allo “smanettone” che impara le tecniche più evolute ed aggiornate direttamente sul campo. Sai chi sono i geni informatici super pagati dalle istituzioni mondiali? Gli ex hacker, non certamente i laureati con i massimi voti ad Harvard!

Ricordati che

siamo ciò che sappiamo“, la competenza è un ambito molto difficile da ritrovare in giro. Vige una superficialità a livelli impressionanti e i competenti fanno fortuna in ogni ambito. Sviluppa capacità comunicative, abilità di lavoro in team e leadership personale, attitudini al cambiamento, atteggiamento positivo e propositivo e diverrai irresistibile per l’ambito lavorativo contemporaneo.
A riprova di ciò che dico, prova ad andare su di un qualsiasi social network e noterai il dilagare di figure esperte in un determinato settore, si autodefiniscono “coach”, nati per cavalcare lo tsunami causato dai problemi principali quando vi è troppa offerta d’informazione: l’efficacia e la mancanza di comunicazione!

Internet per molti, me compreso, è un bacino inesauribile d’informazioni inutili nel quale ricercare ciò che davvero stiamo cercando risulta essere un’impresa molto ardua. I coach servono proprio a questo, cioè a raccogliere, organizzare, spiegare tutte quelle informazioni relative a quel determinato ambito d’interesse, ma solo pochi riescono ad essere davvero efficaci e per tali motivi consigliamo di rivolgersi sempre ai numeri uno, certamente più onerosi ma sicuramente più competenti.

Per quanto concerne la mancanza di comunicazione, invece, vorrei chiederti a quanti corsi di aggiornamento in merito hai effettuato? E secondo te, quanti ne vengono offerti agli insegnanti, ai medici, agli avvocati, ecc.? Nessuno, ovvio! Nessuno è tenuto a dimostrare di saper comunicare efficacemente per essere abilitato alla professione! C’è qualcosa da cambiare, non credi?

In un mondo che varia a ritmo frenetico,

constatiamo che la generazione multimediale di mia figlia adolescente riceve l’istruzione di base da un sistema scolastico inalterato nei contenuti, nei decenni. Gli insegnanti fanno certamente del loro meglio, ma il problema giace nell’arcaica concezione del sistema scolastico basato sul programma da portare a termine e non su obiettivi di apprendimento. Non lo dico io, lo disse un certo Einstein che: ”se si giudica un pesce per le sue capacità d’arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido!”.

Anche noi genitori non siamo al passo con i nostri figli perché non comunichiamo efficacemente utilizzando anche i loro strumenti innovativi, pensiamo che essi debbano ricevere i nostri “consigli” in modo passivo, “devi pulire la stanza”, “vieni a mangiare”, ecc.. Apprendere, oggi sempre più diventare responsabili in prima persona, delle proprie scelte e non più eseguire bovinamente ordini per ritrovarsi così ad essere omologati a tutti gli altri.

In definitiva, qualora ti sia piaciuto, fai leggere  questo mio articolo anche ai tuoi figli ed alla fine discutine i tratti salienti con essi o cerca di farli divertire cercando di trarne una scaletta da ricordare.
Infine, ti allego qui di seguito, alcuni consigli per i nostri ragazzi, basati su di un famoso passaggio di Bill Gates, letto ad alcuni studenti statunitensi, per prepararli alla vita extra scolastica! Buona vita…con tante competenze!

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