COS’E’ IL MARKETING?

Amico lettore, vediamo subito cosa è il marketing!

Del Marketing, tutti ne parlano, ma pochi sanno che significa! Prova a fare questa domanda ai tuoi amici e mi darai ragione! Deriva dal un termine inglese spesso abbreviato in “Mktg” e prende origine dall’inglese market (mercato) e sta per commercializzazione o mercatologia (studio del mercato). E’ ormai un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate alla vendita di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.

Come nasce il “concetto di marketing”?

Tale concezione si può certamente far risalire all’economista nostrano Giancarlo Pallavicini, che nel 1959 sviluppò approfondimenti sulle ricerche di mercato, costituenti, di fatto, i primi strumenti di quello che divenne poi il marketing moderno. Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.

 

Ci sono anche altre definizioni?

Ebbene si, scopriamole:
  • «L’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore riguardano il marketing.»
  • «Processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e determinazione del prezzo di beni, servizi o idee al fine di porre relazioni soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »
  • «Funzione organizzativa ed un insieme di processi volti a creare, comunicare e trasmettere un valore ai clienti, ed a gestire i rapporti con essi in modo che diano benefici all’impresa ed ai suoi portatori di interesse.»
  • «Attività, insieme di istituzioni e processi per creare, comunicare, offrire e scambiare le offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner, e la società in generale. 

Come si sta evolvendo?

Negli ultimi venti anni, il marketing ha subito una rapida e forte evoluzione che ha segnato la concezione stessa del marketing come ambito di ricerca. Tale tendenza è rintracciabile nell’evoluzione delle definizioni che l’American Marketing Association, (AMA), l’organismo più autorevole nella ricerca di marketing al mondo, ha definito così il Mktg: «Il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni».

Questa definizione è certamente la più completa, vi ha contribuitoanche colui che è definito il “padre del Marketing” contemporaneo, Philip Kotler, classe 1931, autore dei più recenti sviluppi della materia dal 1967 al 2009. Kotler distingue ben quattro strategie di approccio possibili al mercato da parte dell’impresa, e cioè:

  1. Orientamento alla produzione: dalla Rivoluzione industriale fino alla metà del Novecento, il mercato è stato caratterizzato da una predominanza della domandasull’offerta dovuta al fatto che il cliente sentiiva il bisogno praticamente di tutto. Unica preoccupazione dell’imprenditore è stata quella di ridurre i costi di produzione, azione giustificata soprattutto nei mercati dove prevalgono beni commodity, e dove quindi si può vincere con la concorrenza di prodotto.
  2. Orientamento al prodotto: già intorno agli anni trenta, l’impresa si concentra sulla tecnologia del prodotto, piuttosto che sul consumatore. Il rischio di questa strategia è la cosiddetta miopia di marketing, cioè non accorgersi che il fattore chiave di successo per un’azienda non è dal lato dell’offerta ma della domanda, cioè del bisogno o funzione che il cliente deve soddisfare.
  3. Orientamento alle vendite: a partire dagli anni 50-60, si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out, praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità, oppure in casi di sovrapproduzione, o ancora quando un mercato è saturo. Anche in questo caso il rischio è di capire poco cosa desidera il consumatore finale.
  4. Orientamento al marketing: consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, anziché push (spingere sul mercato). 
Lo sviluppo della funzione del marketing nelle imprese è parte di una strategia di mercato che viene definita “proattiva“, dove l’impresa ha un ruolo propositivo nei confronti dei bisogni del mercato.

Quali tipologie di marketing sono riconosciute?

  • analitico, studio del mercato, della clientela, dei concorrenti e della propria realtà aziendale;
  • strategico, è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • operativo, attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Qual è il ruolo del marketing?

Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C, (business to consumer, “dall’impresa al consumatore”), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, “da impresa a impresa”). Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere, ecc.) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni), riservato ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, “da impresa a dipendente”).
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.

Come creare un Piano di marketing aziendale in 5 fasi?

Marketing plan

E’ la pianificazione della strategia, divisa in 5 fasi.

1-Introduzione al piano: dove troviamo una sintesi manageriale chiamata Executive Summary, e i suoi macro-obiettivi. 

  • Executive Summary è il riassunto manageriale del piano di marketing; mette in risalto i principali obiettivi di marketing e le linee guida d’azione pianificate e un breve estratto delle previsioni economiche finanziarie.
  • Mission e obiettivi di fondo: evidenzia gli obiettivi di fondo che l’impresa vuole raggiungere nel breve e/o medio lungo periodo e che ispireranno la successiva analisi e pianificazione. La loro declinazione è preceduta da alcuni riferimenti alla mission aziendale e ai valori dell’impresa, fonte d’ispirazione delle politiche di marketing strategico.

2-Analisi della situazione di marketing: serve per fare il punto della situazione su quanto accade all’esterno e all’interno dell’impresa, è fondamentale perché racchiude in sé tutte le informazioni fondamentali per supportare le pianificazioni. È necessario effettuare un audit di marketing volto da un lato a mettere a fuoco gli obiettivi in cui già opera e le forze operanti nell’ambiente di marketing; dall’altro a valutare il pregresso dell’impresa in termini di performance.

  • Audit esterno: stabilire quali sono i confini di massima dell’azione di marketing dell’azienda; un altro aspetto da considerare è il fattore di stagionalità dei mercati serviti. Per fare ciò è necessario avere un’approfondita analisi della domanda in modo tale da sapere i bisogni e il comportamento d’acquisto e d’uso dei clienti e consumatori; a ciò si collegano le Forze di marketing che sono forze economiche, forze sociodemografiche, forze tecnologiche e politiche e forze competitive.
  • Audit interno: l’obiettivo è capire quali sono le risorse, le azioni e i risultati su cui l’azienda può contare per il futuro. Per i piani di marketing che si riferiscono ai prodotti esistenti, il focus è sulle caratteristiche dell’offerta, del brand, sulle politiche di prezzo adottate, sulle scelte di comunicazione, distribuzione e vendita adottate. Nel caso di nuovi prodotti, le valutazioni si limitano a eventuali ricerche di mercato condotte a livello di concept test, alle risorse esistenti che potrebbero essere impiegate a supporto del lancio e del successivo sviluppo.

3-SWOT Analysis: si tratta di far fronte a fenomeni esterni che non dipendono direttamente dall’impresa, ma che essa potrebbe sfruttare o arginare traendone un vantaggio competitivo. Bisogna, quindi, pianificare il futuro tenendo conto delle possibili opportunità o minacce da cui difendersi che l’ambiente di marketing riserva all’azienda. L’identificazione delle opportunità e delle minacce ambientali costituisce la prima parte della SWOT Analysis. La parte alta della matrice SWOT fa riferimento all’ambiente di marketing che circonda l’impresa; quella inferiore contiene le valutazioni riferite all’audit interno. In questo secondo caso l’utilità è di isolare i principali punti di forza e di debolezza competitiva che dovrebbero consentire all’azienda di far fronte alle minacce, e di sfruttare le opportunità di mercato. Inoltre la SWOT se ben utilizzata può aiutare a far comprendere le priorità aziendali e stabilire gli obiettivi di marketing.

4-Planning: con questa fase il management è chiamato a definire concretamente i traguardi, definire il programma d’azione e pianificare il sistema di controllo delle performance di marketing. 

  • Gli obiettivi del marketing possono essere obiettivi economici, obiettivi competitivi e obiettivi relazionali. Nella formulazione degli obiettivi vi sono alcuni regole di fondo da adottare. Gli obiettivi dovranno essere mirati, rilevanti, misurabili e tempificati e realistici.
  • Programma d’azione pianificare un set d’azioni mirate, efficaci ed efficienti; evidenziare in modo chiaro il legame esistente tra le evidenze delle analisi, della Swot, quindi degli obiettivi e delle azioni mirate per ciascun target di riferimento. In questa fase si affrontano il prodotto e la marca, le politiche di prezzo, i canali distributivi e forza vendita, promozione e comunicazioni, il piano d’azione e infine le scelte di struttura.

5-Controlli di marketing: all’interno del piano di marketing è presente uno spazio importante riservato alle previsioni economico-finanziarie: il budget, che fornisce un’indicazione del margine atteso, risultante dal controllo dei ricavi obbiettivo con le spese di marketing e vendite pianificate. Questa fase della pianificazione consente al management di valutare la reale fattibilità delle azioni di marketing previste e la sostenibilità economica degli obbiettivi programmati.

Cosa devi fare prima di tutto?

Se sei alla ricerca di come iniziare a sponsorizzare un tuo prodotto/servizio, il primo passo da compiere per comunicare efficacemente, è conferire ad esso un fattore determinante per il suo potenziale successo: il suo nome. La scelta del nome è un’operazione detta appunto naming (in inglese “dare un nome”), e ha la funzione di tracciare cognitivamente l’identità di marca verso i desideri, le esigenze e le richieste del consumatore. La scelta del nome è un’azione primaria nelle operazioni di gestione del marchio, risultato di un processo dove la strategia si traduce in creatività, quindi ritenuta un’attività chiave nella comunicazione pubblicitaria.

Spero di esserti stato utile anche questa volta, attendo un tuo commento e “Work Hard“, lavora duro perchè solo il lavoro duro porta a risultati concreti!

Diritti Riservati da Tony Locorriere

BITCOIN SUPERSTAR

Bitcoin superstar ebook

Che cosa sono i bitcoin, come guadagnarci in concreto e come gestire le criptovalute.

Queste sono le risposte sulle quali ci siamo soffermati nel produrre il nostro nuovo libro. Ci presentiamo alla trattazione di quest’argomento finanziario, da Bestseller con la precedente opera edita nel Marzo 2017 e che ti consiglio di leggere per dare un “filo logico” al percorso d’elevazione globale, che con tanta lena spero d’inculcare.

Questi è un libro dettato dalla necessità, la necessità di sapere come funzionano i bitcoin e come poterci guadagnare, per cavalcare la grande onda delle criptovalute, attualmente agli onori dell’attualità.

Inizia così:

Non avrei mai pensato di potermi trovare, un giorno,Bitcoin superstar completamente immerso nella più grande rivoluzione economica come quella che attualmente stiamo attraversando grazie alla diffusione delle criptovalute“.

Finisce con le nostre risorse private per fare in modo che il libro sia solo un inizio, un tramite per poi sfociare in percorsi comuni ne nostri canali che hanno solo un interesse: concedere valore ai terzi, per diventare un valore per essi!

Quest’opera è distribuita secondo i miei tre pilastri fondamentali: una prima parte INFORMATIVA che potrai leggere gratuitamente, una seconda sezione FORMATIVA dove spiego il da farsi e la terza parte prettamente ATTUATIVA nella quale insegno come fare praticamente per iniziare!

Il lancio?

Il lancio è avvenuto il 1° Settembre, sia nella versione eBook che cartacea. Non può assolutamente mancare nella tua libreria! Non mi piace vendere una scatola chiusa e per tale motivo te ne mostro il sommario degli argomenti, in anteprima: Sommario di Bitcoin superstar

Come se non bastasse, ad ulteriore garanzia, potrai leggerne i primi capitoli, direttamente su Amazon, cliccando qui per l’eBook o cliccando qui per il cartaceo! Per completezza d’informazione, questo libro si è laureato “Amazon Bestseller” già al lancio. Non attendere altro tempo, potrebbero non esserci più le condizioni ottimali come le attuali! Ti lascio augurandoti una buona e fruttuosa lettura! Ciaoo da

Tony Locorriere

Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che è oltre la loro portata”.

 

Ti attendiamo anche sulla nostra nuova pagina Facebook, per aggiornamenti sull’argomento, ovviamente “Bitcoin Superstar“. 

– Riproduzione riservata da diritti –

   Disclaimer:
Questo articolo viene diffuso a solo scopo didattico e NON può essere considerato sollecitazione all’investimento. Il sito web non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate. Ti esorto a contattare il tuo personal banker per concordare un piano secondo le tue propensioni al rischio. Grazie!

I CONSULENTI BANCARI CI PARACULANO!

I CONSULENTI BANCARI

Ma davvero credi ancora alle storielle?

Il sistema bancario sa tutto di te e te non sai nulla di esso! Sa quanti soldi hai, come li ottieni, come e dove li usi e li spendi. Tu non sai nulla del Sistema bancario e tanto meno della tua banca: cosa fanno dei tuoi soldi, dove li mettono e se ce li custodiscono davvero!

In questo articolo ti svelerò come stanno davvero le cose, per aiutarti a prendere piena consapevolezza sul questo sistema per il quale preferisco non usare aggettivi. Mi focalizzerò sui consulenti finanziari, di qualsiasi natura essi siano, mentre se non conosci il “Sistema del debito”, cioè come è settata l’economia attuale, ti rimando alla visione di 3 sconcertanti video, nei miei canali, cliccando qui! Inizia dalla visione di questo breve video sull’argomento:

Orbene, il tuo consulente finanziario è ovviamente retribuito dalla banca in cui sei cliente. Settimanalmente, le case madri, inviano capillarmente a tutte le filiali, un apposito report nel quale specificano gli strumenti emessi dallo stesso Istituto, o in convenzione con esso, sui quali dirottare le scelte dei propri clienti. I personal banker, come amano farsi chiamare attualmente, sono fortemente interessati a proporti ciò che rende di più a loro stessi, e non ciò che rende maggiormente a te, ma c’è dell’altro. Dopo anni passati a piazzare strumenti comandati, anche volendo, come potrebbe un consulente, prendere delle iniziative a favore del risparmiatore?

A tal proposito, conosci dei bancari, consulenti, direttori di filiale? Ne conosci qualcuno che è ricco? Ne conosci qualcuno che si è messo in proprio? Tranquillo, conosco già le risposte! La maggior parte preferisce comodamente abbeverarsi alle mammelle dell’Istituto. Non sono da biasimare, chiunque lo farebbe al posto loro, ma corriamo ai ripari!

Cosa devi fare?

Dovessi cambiare banca, non accettare un consulente qualsiasi, ma sceglilo! Come trattato nel mio “Amazon Bestseller“, formalizzagli qualche domanda sul questionario MiFid,  oppure su strumenti finanziari diversi che non siano “Fondi comuni d’investimento”, per saggiare la loro competenza in materia! Chiedigli come funzionano gli ETF, cos’è il TER (Total Expence Ratio), l’entità delle spese sui prodotti consigliati, che ne pensa dell’interesse composto, ecc. Chiedigli se segue una strategia di investimento (asset allocation) rispetto al tuo profilo di rischio ed in base a cosa, a quali indicatori lo ha definito. Chiedigli il numero dei clienti che gestisce, qual è la giacenza media di essi. Perchè? Semplice, dovessimo trovarci in pieno “panic selling”, cioè vendite generalizzate sostenute da notizie improvvise, o al contrario quando si presenta una grande opportunità nel mercato, è importante il “Timing”, la velocità d’azione in uscita o in entrata dal mercato. Orbene, il consulente chi pensi, chiamerà per primo? Ragiona! I clienti più grossi, poi i più piccoli, forse! Il dove sarai collocato nella lista dei clienti, è di estrema rilevanza, non credi? Cerca di essere tra i “migliori clienti” della tua fascia o del tuo consulente!

Ti avviso che le risposte che avrai, nella maggior parte dei casi, potrebbero essere evasive. Il loro lavoro non contempla la loro crescita in materia finanziaria, ma solo la mera sopravvivenza grazie alle commissioni generate dalle tue movimentazioni. Compatibilmente con l’entità del tuo conto, metti subito in chiaro ciò che vuoi (spero vivamente che tu abbia letto il mio libro, a riguardo) e pretendi un consulente competente, altrimenti preferirai cambiare banca!

Io utilizzo, da anni ormai, solo banche online. Di massima, non avrei bisogno di nessuno che mi consigli, ma ho una personal banker con vivo spirito protettivo! Non è facile trovarne di così brave, e penso che il gentil sesso abbia doti conservative più accentuate. E’ sempre un piacere per me confrontarmi con lei, perché ho sempre da imparare qualcosa di nuovo!

Torno a ribadire che ormai le banche sopravvivono traendo profitto dalla compra-vendita al retail (cliente finale) di strumenti finanziari, facendo leva sulla tua ignoranza in materia. Trattasi di strumenti con TER  altissimi come fondi comuni, polizze vita e, per i più fortunati per capitalizzazione, gestioni patrimoniali.  Devi imparare a gestire tu i tuoi affari, e non affidarli alla tua banca! Stiamo sempre più deviando verso le banche online, perché sono certamente più competitive, ma molti temono di perdere in contatto diretto con il consulente e di rimanere in balia dei tumultuosi mercati internazionali.

Vuoi una previsione?

Gli sportelli sono un grande costo per gli istituti e pian pianoprevedo! saranno destinati a scomparire. Ci stanno “educando” a fare benzina da soli, la spesa da soli, a lavarci l’auto da soli, ad acquistare tickets d’ogni tipo da soli, grazie all’automazione online. La banca evolverà alla stessa maniera e i conti web a bassissimo costo, ne sono la dimostrazione più lampante. Ci stanno solo educando, non ci stanno facendo un favore. Anche il personale bancario sarà fortemente ridotto e basta leggere i quotidiani per renderti conto che i tagli al personale dei  grandi gruppi, si stanno verificando già da ora.

Riassumendo:

  • Cambia precocemente il tuo conto corrente tradizionale in conto online, clicca qui per leggere questo nostro apposito e dettagliato articolo con diversi consigli;
  • Prenota un incontro con il tuo personal banker e chiedi che tipologia di cliente sei (qualora tu non lo sappia), a mente del questionario MiFid;
  • Chiedi che tipo di “asset allocation” consiglia per il proprio profilo di rischio, cioè come intende diversificare il portafogli;
  • Chiedi i TER dei prodotti consigliati e i loro Benchmark di riferimento (spalancherà gli occhi! ahahahah);
  • Domanda perché non ha inserito gli economicissimi ETF nel portafogli, al posto di strumenti ad alto TER come polizze e fondi comuni (ti dirà cazzate tipo che sono “illiquidi” e sono soggetti a “rischio emittente” per intimorirti, ma tu sorridi sarcasticamente);
  • Infine, per il colpo di grazia, chiedi qual è il drowdown dei prodotti (massima perdita auspicabile) e sarà come il colpo di grazia per la maggior parte dei tori morenti in corrida!

Le risposte e il comportamento del consulente ti daranno molti dati circa la sua preparazione. Se è intelligente, capirà che tu tieni ai tuoi sudati soldi e vorresti che anche il tuo gestore facesse altrettanto. Come già detto, molto dipenderà dall’entità del tuo patrimonio, quindi, non potrai pretendere il miglior gestore con 50.000€ in portafogli, ma già esser edotto circa le tue possibilità, fidati, è un grande passo avanti.

Infine, i consulenti hanno un codice etico e deontologico da rispettare, fai leva su di essi quando noti comportamenti apparentemente devianti. La fiducia in essi è un valore che si coltiva nel tempo, con i risultati, non con le chiacchiere!

Questi sono solo i primi passi verso la tua piena consapevolezza finanziaria. Il più grande consiglio che posso darti, è quello d’acquistare il mio Bestseller che tante persone ha aiutato finora, e tante ne aiuterà ancora in seguito! E’ un piccolo, ma necessario sacrificio per il tuo futuro, non del mio!

Spero anche oggi di esserti stato utile! Non dimenticare “work hard”, informati adeguatamente e lavora duro, perché se non lavori duro non arriverai mai ad una mazza! Attendo un tuo  commento!

Tony Locorriere

Amazon Bestseller e Investitore oculato

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Questo articolo viene diffuso a solo scopo didattico e NON può essere considerato sollecitazione all’investimento. Il sito web non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate. Ti esorto a contattare il tuo personal banker per concordare un piano secondo le tue propensioni al rischio. Grazie!

COME MINARE BITCOIN ALL’INFINITO

come minare bitcoin

Cosa è il Bitcoin?

Abbiamo già trattato quest’argomento in altro pregevole articolo (clicca qui per leggerlo) e vorremmo completarlo per approfittare del fenomeno Bitcoin. Essa è la Cryptovaluta per eccellenza, una valuta digitale , nata nel 2009, ed ha segnato il dilagante fenomeno che attualmente annovera centinaia di altre cryptovalute in tutto il mondo. 

Il successo è stato decretato dal fatto che non esiste alcuna autorità centrale che le controlli, e le transazioni avvengono liberamente all’interno della stessa rete. E’ l’anonimato che ricopre la compra-vendita e che ne garantisce la continua escalation, finché authority nazionali non ne proibiranno l’utilizzo a causa del forte ed incontrollabile riciclaggio di denaro di dubbia provenienza. 

Per meglio comprendere il fenomeno esplosivo, ti consiglio di visionare questo contributo giornalistico, per il quale si ringrazia Sky Tg24.

Cos’è e come si minano Bitcoin?

Minare (da “To Mine” =estrarre) significa semplicisticamente appropriarsi di porzioni di Bitcoin generati e rilasciati casualmente dalla rete. Mi spiego meglio! Per poterne ricevere bisognerebbe dotarsi di strumentazione tecnologica ad alto costo, capace di generare notevole potenza di calcolo. Più alta è la potenza di calcolo e più alte probabilità avrò di riceverne dalla rete! Necessiterebbero grossi fondi per approvvigionarsi di PC idonei, enormi server, software Guiminer, apparati miner (anche su Ebay), kit per elevare la potenza di calcolo e configurazione. 

Devi innanzitutto sapere che la rete bitcoin funziona in strutture di dati chiamate in gergo “catene dei blocchi”. La principale piattaforma  di negoziazione di cryptovalute si chiama appunto “Blockchain“. 

I sistemi monetari convenzionali stampano valute senza valore intrinseco e la emettono in circolazione tramite le Banche Centrali. Il Mining, invece, è stato ideato dai fondatori del sistema (ancora sconosciuti, si parla di tale Satoshi Nakamonto) per risolvere il problema di come emettere nuova moneta digitale. 

Il sistema è stato progettato per “elargire” bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono potenza elaborativa per fortificare la stessa. Poi, casualmente, la rete distribuisce bitcoin proporzionalmente alla potenza aggiunta. Capisci ora perchè nascono decine di siti nei quali ti puoi iscrivere, anche gratis, e puoi invitare i tuoi amici? Per aumentarne la potenza di calcolo, magari reinvestendo i versamenti dei sottoscrittori!

Chi lo ha fatto tra i primi, attualmente può vantare migliaia di Bitcoin in portafogli e pensa solo al fatto che alla metà di Maggio 2017, essa ha raggiunto il prezzo record di 1700$ per renderti conto delle grandezze di cui parliamo!

Attualmente il sistema si auto regolamenta ed ha fortemente ridimensionato il guadagno medio giornaliero per singola macchina. E’ passato a pochi centesimi, inducendo i minatori a unirsi nelle cosiddette “mining pool”, per garantire un afflusso di denaro più costante rispetto al solo mining.

Una cosa che in pochi sanno è che banche  e aziende USA hanno finanziato la programmazione della Blockchain. Voglio farti capire che le banche conoscono benissimo le potenzialità delle valute digitali, tanto da entarci da protagoniste. Molte altre, insieme ad istituzionali, investono pesantemente su questa tecnologia.

Il continuo aumento della domanda, determina e determinerà l’elevazione del prezzo. Investire una minima percentuale del proprio patrimonio, secondo i consigli tratti dal nosto libro, è senz’altro un’ottima idea in ottica di diversificazione speculativa del portafogli. 

Come investire in Bitcoin?

Abbiamo visto che minare una criptovaluta è sicuramente un sistema che ha bisogno di professionisti superpagati. Dopo aver perso le speranze per farlo da soli, le uniche semplici alternative, dopo aver aperto un e-wallet, un portafogli elettronico su Blockchain, sono:

La compravendita dallo stesso e-wallet o  Bitstamp, se hai capacità acquisite da trader.

Acquisto di pacchetti in uno dei migliaia di siti o Network che “noleggiano” a investitori i “miners” per minare criptovalute, non solo BitCoin, ma anche LiteCoin, PeerCoin, Ripple, etc. Più grosso sarà l’investimento e maggiore sarà la capacità di calcolo e di creazione di capitale.

Si potrebbero acquistare anche CFD, diffusi e conosciuti strumenti, ma solo se hai acquisito capacità di trading!

Strano ch non ci siano degli ETF che diversifichino il rischio sulle crypto, ma so che sono n fase avanzata di produzione!

Infine, se sei completamente a digiuno in finanza, ti consiglio di iscriverti gratuitamente ad uno dei seguenti servizi, o anche a tutti, dopo aver effettuato l’ingresso nella piattaforma Blockchain, per beneficiare del potere del mining. Se vorrai, potrai effettuare Upgrade a pagamento per aumentare le capacità di estrazione, tramite il versamento di piccolissime somme dal tuo account, verso il Miner. Alcuni servizi gratuiti, con possibilità di Upgrade, sono:

BTCProMiner BITMinerBITFunKryptoTrendBRMineEOBot Genesis MiningBTCProMiner 

Orbene, creati una strategia, un metodo pianificato su carta e poi applicalo alla realtà. Ho condiviso il mio nel libro e per pochi Euro potrai utilizzarlo con facilità, potendomi così ringraziare degli sforzi compiuti per scriverlo così minuziosamente!

Spero anche oggi di esserti stato utile! Non dimenticare “work hard”, informati adeguatamente e lavora duro, perché se non lavori duro non arriverai mai ad una mazza! Attendo un tuo  commento!

Tony Locorriere

Amazon Bestseller e Investitore oculato

– Riproduzione riservata –

Disclaimer: Questo articolo viene diffuso a solo scopo didattico e NON può essere considerato sollecitazione all’investimento. Il sito web non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate. Ti esorto a contattare il tuo personal banker per concordare un piano secondo le tue propensioni al rischio. Grazie!

AFFITTO: RENDITA O PERDITA?

casa come investimento

L’affitto rende? Dipende!

La “Crisi economica” è il momento ideale per acquistare un immobile da “mettere a Reddito”, purché sia da acquistare in regime di prima casa. A breve, la riforma del catasto urbano, determinerà un’enorme offerta di case sul mercato e fare dei buoni affari, sarà veramente facile per chi ha “polvere da sparo”. Questo articolo è diretto a coloro che intendono crearsi una rendita, con l’affitto di una nuova unità immobiliare.

Perché una nuova prima casa?

  • E’ il RE dei beni rifugio, e siccome potrai anche non viverci, è sia un’ottima opportunità di rendita mensile che un paracadute in occasione di risvolti negativi inattesi col tuo coniuge, qualora l’abbia acquistata in regime di “separazione dei beni” ;
  • L’acquisto tra privati in regime di “prima casa” costa appena il 3% come imposta di registro+imposta ipotecaria e catastale di poche centinaia di Euro, mentre una seconda casa ha un’imposta del 10%!
  • E’ allo studio del Governo, il raddoppio dell’aliquota agevolata, quindi bisognerebbe approfittare “a sconto“.
  • E’ un ottimo periodo per indebitarsi, i mutui hanno tassi davvero ridicoli ed hanno toccato i minimi storici (prova a fare uno sviluppo su mutuionline.it e te ne renderai conto).

Ma quali sono i requisiti per usufruire delle agevolazioni “prima casa”?

  • Non deve essere classificata come “di lusso”;
  • Deve essere situata nel Comune nel quale l’acquirente ha la residenza o la trasferisce entro 18 mesi dall’acquisto, oppure nel Comune in cui lavora.
  • L’acquirente non deve essere titolare (esclusivo o in comunione con il coniuge) di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su un’altra casa situata nello stesso Comune dove sorge l’immobile da acquistare
  • Non deve possedere in Italia, neppure per quote, nè in regime di comunione legale, diritti di proprietà o nuda proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altro appartamento acquistato con le agevolazioni prima casa
  • Non deve vendere prima di 5 anni, pena la perdita delle agevolazioni, più una sanzione pari al 30% delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, a meno che non riacquisti entro un anno una nuova abitazione principale.

Posso affittare la prima casa senza perdere le agevolazioni?

Per mantenere i benefici sull’acquisto della prima casa (sconti
sulle imposte da pagare per l’acquisto, come l’imposta di registro, catastale e ipotecaria) è sufficiente spostare o avere già la residenza nel Comune dove si acquista l’immobile. Mentre affittare l’immobile comporta la perdita dell’agevolazione sulla detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo in quanto è richiesta l’abitazione principale nella quale si dimora abitualmente.

Quali sono le tipologie d’affitto?

Quando si decide di prendere un’abitazione in affitto (in gergo, “locazione”) il contratto che si sceglie condizionerà le scelte future. Sapere a priori le differenze che comportano le tipologie di contratti, eliminerà le possibilità d’errore e la massimizzazione degli introiti.

Primariamente, le locazioni si distinguono in base alla tempistica del contratto in:

  1. Breve termine (che tratteremo in seguito);
  2. medio-lungo termine.

Vediamo quali sono .

-Contratto ordinario a canone libero

Sono le parti a contrattare l’entità del canone di affitto ma la durata minima contrattuale è vincolata ai 4 anni di durata rinnovabili per altri 4 in automatico (4+4). Trascorsi i primi 4 anni se il proprietario/locatore non invia una lettera di disdetta all’affittuario/conduttore entro i 6 mesi prima della scadenza contrattuale, il contratto si rinnova automaticamente per altri 4 anni. Trascorsi gli 8 anni del contratto esso può essere rinnovato con un nuovo contratto o tacitamente rinnovato alle stesse condizioni a meno che una delle due parti non abbia intenzione di recedere con le modalità su specificate. L’autonomia di questo tipo di contratto, il, prevede un’autonomia abbastanza limitata poiché

-Contratto a canone concordato (o convenzionato)

L’importo del canone mensile è calcolato in base ad accordi casa come investimentotabellati e controllabili, tra associazioni dei proprietari e degli inquilini. Solitamente è più basso di quello ordinario e ha lo scopo di agevolare l’incontro tra domanda e offerta, accontentando ambo le parti. Da una parte, l’inquilino paga meno e dall’altra il locatore beneficia di incentivi fiscali quali:

  • abbattimento del 30% del canone su cui si paga l’Irpef;
  • detrazione forfettaria del 5%;
  • in dichiarazione dei redditi, si inserirà solo il 49,5% del canone annuale;
  • sconto del 30% sull’imposta di registro (da dividersi tra locatore e inquilino).
  • La durata di questo contratto è di 3+2. Alla scadenza dei primi 3 anni il contratto può essere rinnovato per ulteriori 3 anni sia stabilendo nuove condizioni che mantenendo le stesse. Se le controparti non comunicano nulla, il contratto si considera rinnovato per altri due anni alle stesse condizioni. Per disdire il contratto occorre la solita comunicazione tramite lettera raccomandata 6 mesi prima.

Una tipologia di contratto concordato è la gettonatissima cedolare secca, che mi riservo di spiegare meglio in altro articolo specifico.

-Contratto transitorio

Il canone, di solito, è come quello del concordato aumentato del 20%. Può avere una durata da 1 a massimo 18 mesi. Trascorso il tempo indicato, si considera concluso senza bisogno di comunicazione. Se invece esistono ancora le cause di transitorietà allora occorrerà che il conduttore lo confermi tramite raccomandata da inviare prima della scadenza. Il locatore dovrà controllare la sussistenza dell’esigenza della transitorietà abitativa con apposita documentazione.

-Contratto transitorio per studenti

Questo contratto può durare da 6 a 36 mesi con canoni di locazione vincolati ad accordi locali, come per il concordato. Lo studente deve dimostrare la sua condizione attraverso idonea documentazione di frequenza universitaria. Il locatore potrà richiedere un opportuno deposito cauzionale entro le 3 mensilità, per creare un deterrente alla cura della propria abitazione da parte dell’affittuario. Per tale tipo di contratto sono previsti benefici fiscali per il locatore anche in regime di cedolare secca (fino al 10%). Attenzione però! Un contratto transitorio per essere regolare deve essere:

  • Redatto su moduli ufficiali a norma di legge, allegando la Certificazione Energetica (APE) e l’elenco degli arredi ivi contenuti (opzionale).
  • Registrato presso l’agenzia delle entrate, personalmente o meglio se telematicamente tramite CAAF.
  • Non devono superare un certo massimale stabilito nelle fasce degli accordi locali, in base alla zona in cui si trova e alle dotazioni, tutto verificabile presso qualsiasi consulente fiscale.
  • Se non rispettano queste caratteristiche, la legge da diritto allo studente di rivolgersi al giudice per trasformare il contratto in un contratto regolare!

-Contratto di comodato d’uso

Con questo tipo di contratto il locatore permette l’utilizzo ad un’altra persona per un periodo di tempo determinato. Di solito è gratuito anche se spesso viene utilizzato per affitti in nero. Attendetevi controlli! 

Come si affitta un appartamento?

casa come investimentoLe strade sono essenzialmente due: farlo da soli o demandare l’onere a dei professionisti come aziende o agenzie che affittano.

  1. Se facciamo da soli, è indispensabile che la presentazione riesca a dare un’ottima prima impressione. Fondamentale è l’igiene e l’ordine. Che la casa sia modesta o di pregio, la pulizia ed il senso estetico non deve lasciare dubbi sulla decenza degli ambienti. Per comprendere meglio, visita ciò che ho realizzato in prima persona, cliccando qui! Tutto va sistemato prima di fotografare e fare un video da inserire nei propri canali. Prepara annunci cartacei (al portone, locandine all’università, ecc.) e online (Google Business e pagina Fb), con buona descrizione delle caratteristiche, risaltando i punti di forza. 
  2. Aziende o Agenzie specializzate, le prime provvedono in toto alla gestione degli affitti, tramite compenso che va a rosicare le capacità di guadagno. Le aziende specializzate fanno anche “home staging”, cioè perfezionano la presentazione della casa, per spuntare un affitto competitivo e ottimale. Le agenzie, invece, intermediano cioè trovano gli affittuari e trattengono commissioni da ambo le parti per tale servizio.

Locatore, non dimenticare che…

Non accettare mai che l’inquilino entri in casa senza aver firmato il contratto e aver fatto i primi bonifici. Un ottimo deterrente per evitare che i conduttori commettano cavolate, peraltro prevista da contratto. è la caparra, che dev’essere equivalente almeno ad una mensilità. Essa dovrà essere depositata in forma obbligatoria e servirà nel caso in cui il proprietario abbia bisogno di coprire gli eventuali danni all’immobile provocati dall’inquilino, alla fine del contratto, qualora non abbia provveduto alla riparazione.

Infine, contrarre un’assicurazione a copertura di ogni rischio, certamente è un’ottima idea, se consideri che costa qualche centinaia di Euro l’anno. La tranquillità non ha prezzo, per entrambi. I rischi possono essere l’insolvenza di mensilità non pagate, la riparazione di qualsiasi danno all’immobile e il pagamento di spese legali, nel caso in cui occorresse. 

Spero anche oggi di esserti stato utile, ti lascio attendendo un tuo commento o una domanda a cui risponderò quanto prima. Non dimenticare… work hard, lavora duro, perchè se non lavori duro non arriverai mai ad una mazza!

Tony Locorriere

– Riproduzione riservata –

Disclaimer: Questo articolo viene diffuso a solo scopo didattico e NON può essere considerato sollecitazione all’investimento. Il sito web non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate, ma ti esorta a contattare il tuo personal banker per concordare un piano secondo le tue propensioni al rischio. Grazie!

IMMOBILI per tutte le tasche

articolo su immobili

 Immobili per tutti i tipi di investitori

Spero vivamente che tu abbia già letto il mio strumento al benessere personale e finanziario, Bestseller Amazon, da cui ho parzialmente tratto questo articolo: Risparmio accantono investo guadagno!

Nel capitolo sugli investimenti ho dichiarato che un’efficace ed efficiente diversificazione, deve prevedere una ponderata ramificazione in quelli che ritengo essere i cinque settori fondamentali: liquidità (infruttifera), azionario, obbligazionario,  immobiliare e commodities.

In un’opportuna pianificazione protettiva del patrimonio, oggi ci focalizzeremo verso l’integrazione di beni detti “rifugio” il cui RE indiscusso e ancora percepito tale dalla popolazione italica è appunto: il settore immobiliare!

La maggior parte di coloro che si imbattono in questo termine, pensano che necessitino notevoli quantità di denaro per farvi fronte, ma non è affatto così! Vi sono diversi sistemi per accedere a questo tipo di investimento, per ogni tipo di esigenza e di tasca. Di seguito vi illustrerò le peculiarità dei tre principali, che sono:

  • L’acquisto fisico di un immobile
  • L’acquisto di quote di Fondo Comune
  • L’acquisto di E.T.F.

L’acquisto fisico di un immobile

Innanzitutto, vi è una grande differenza tra comprare casa e casa-da-comprareinvestire in essa. Chi compra casa per viverci, si accolla una caterva di spese, tranne l’affitto sostituito dal mutuo! Chi investe in una casa, invece, deve affrontare comunque delle uscite per l’acquisto e la manutenzione straordinaria, ma  potrebbe crearsi una rendita grazie ad affittuari, risparmiando così anche sulle spese di manutenzione ordinaria.

La differenza preminente tra comprare e investire, è nella produzione di flusso di cassa: se la compri per te, è negativo, ma se compri e l’affitti, grazie a una buona pianificazione, potresti beneficiare di un flusso positivo, in attivo!

Vi è crisi, manca liquidità e le case non si vendono! Bene, allora compriamo, proprio in questo momento, perché la richiesta di immobili in affitto aumenta a dismisura. Se pensi poi che per incentivare l’acquisto di immobili da mettere a reddito, potresti fruire di una serie di agevolazioni fiscali, allora non dovresti pensarci ulteriormente!

Rammenta sempre che Il denaro è un nostro tramite, lavora alle nostre dipendenze, non viceversa! Ripeto in continuazione che questo è il momento migliore per indebitarsi, ma con debiti che io chiamo “remunerativi“, cioè che si contraggono per permetterci capacità d’investimento impensabili, che mi appresto a spiegarti, per farti sgranare gli occhi! Non ci credi? Vedremo!

Mi ritengo un tecnico e prima di parlartene, introduco due importanti acronimi, che vorrei tu imparassi a rispettare: il ROI e il ROE. Il Return On Investments (ROI) è tradotto come indice di Redditività del Capitale Investito o Ritorno sugli Investimenti, indica l’efficienza della gestione finanziaria, cioè quanto rende il capitale investito, in un periodo definito! Ovviamente, se molto alto, significa che stiamo guadagnando tanto, tramite le nostre scelte d’investimento.

Per gli investimenti immobiliari dobbiamo rifarci al Return on Common Equity (ROE) che è, invece, l’indice di Redditività del capitale proprio, definito da manuale come il rapporto tra il reddito netto conseguito nel corso dell’esercizio e il valore del capitale proprio impiegato in media nel corso dello stesso esercizio. Ehhhhh? Te lo traduco tramite un esempio pratico!

Orbene, hai ormai un patrimonio liquido di 200.000€ e decidi d’investire in un’occasione, un immobile da 100.000€, che ne vale il doppio, ok? Cosa fai? Pensaci un po’, senza continuare oltre! Tic tac tic tac….Hai un bella liquidità e puoi certamente utilizzare quella cifra senza risentirne, si va dal notaio per procedere con l’acquisto, giusto?

Sbagliatissimo!  Mai privarti della “gallina dalle uova d’oro”, quel capitale che ti potrebbe generare altre corpose rendite finanziarie? Dovrai accedere a piano d’ammortamento per acquisto immobiliare, nel quale non devo sborsare io quei soldi, ma la banca! Come? Mi servono 100.000€, ne richiedo 80.000€ alla banca e 20.000€ saranno miei (o 70-30, 60-40). Acquisto l’immobile, l’affitto e in due anni capitalizzo 20.000€ di profitti che nel frattempo avrò versato alla banca per il mutuo. Avrò investito soli 20.000€, sarò rientrato nei miei 20.000€, avrò ottenuto un ROE del 100%. Compresa la lezione? Compra per investire. Sviluppa su carta, sarà più semplice comprendere. Segui il mio consiglio e avrai un’ulteriore possibilità di guadagno!

Camere elements bariA tal proposito, siccome non è mia abitudine trattare di cose che non ho affrontato in prima persona, ecco qui una dimostrazione di un mio acquisto immobiliare recente che ho “messo a reddito” in maniera del tutto innovativa per una cittadina come la mia. Approfondiremo l’argomento ma per il momento verifica ciò che ho creato, cliccando qui!

Quote di Fondi Immobiliari, convengono?

Per investire in immobili, non necessariamente bisognaFONDI IMMOBILIARI acquistarli fisicamente. Potremmo utilizzare prodotti e servizi avanzati in grado di soddisfare la domanda crescente di nuovi prodotti finanziari.

Per tale motivo, già dal 2000, esistono fondi comuni di investimento che consentono di trasformare investimenti immobiliari in quote di attività finanziarie, senza che l’investitore debba cercare, selezionare, acquistare direttamente un immobile.

Generalmente parliamo di “fondi chiusi”, costituiti cioè da un numero predefinito di quote che non consentono ulteriori richieste di sottoscrizione, successivamente alla chiusura del periodo di collocamento, né richieste di rimborso delle quote da parte dei partecipanti. Sono gestiti da Società di gestione del risparmio (Sgr) e ciascun partecipante è di fatto comproprietario. I sottoscrittori, delegano la Societ’ a attività quali: Acquisto, Gestione, Locazione e Vendita d’immobili Ubicati anche in più paesi e di diversa destinazione (residenziale, commerciale, terziaria).

Il fondo immobiliare ha un patrimonio prestabilito che non può essere incrementato e raccoglie i capitali fino al raggiungimento del tetto prefissato. Sono strumenti di investimento di lungo periodo: hanno una durata prefissata di circa 15-20 anni e non è possibile disinvestire, se non tramite la cessione della quota in Borsa, ma di solito non ti conviene.

Hanno un rischio intrinseco, come tutti gli altri strumenti finanziari. Spesso sono scelti con superficialità pensando siano meno rischiosi ma in realtà non è così! Infatti, in Italia questo tipo di investimento è in forte calo, proprio per una mancanza di fiducia verso il settore.

Dovessi consigliarti in prima persona, ti direi di lasciar stare i fondi e continuare la lettura degli ETF. 

E.T.F.

Per sapere cosa sono più approfonditamente, visita la nostra pagina “Investo” e visiona lo splendido video che ho realizzato a riguardo.

etf immobiliariQuesti strumenti evoluti offrono un accesso diretto all’investimento nel comparto immobiliare, con un’elevata diversificazione per numero d’immobili, aree geografiche, settori e tipologie di costruzioni. Li preferisco perche sono flessibili, sono gestiti con commissioni totali annue bassissime comprese tra lo 0,40% e lo 0,65%, distribuiscono un dividendo annuo, hanno rendimenti impressionanti (se scelti con cura) tra il 10 e 20% se iShares o Lyxor negli ultimi 3 anni, e cosa vuoi di più?

Ho notato, in anni di osservazioni, che il grafico del settore immobiliare è molto simile a quello del P.I.L. nazionale a cui ritengo sia fortemente correlato.

Le Società che possiedono e gestiscono immobili che producono redditi, e che distribuiscono annualmente agli azionisti almeno il 90% del loro utile di cui almeno il 75% deve provenire da locazioni, mutui e vendite d’immobili. Le cosiddette “Reit“, per tale motivo, sono generalmente capaci di produrre dividendi sensibilmente superiori a quelli dei corrispettivi indici azionari tradizionali.

L’indice Msci Usa Real Estate, per esempio, composto al 100% da Reits, ha un Dividendo medio calcolato a 10 anni, del 5,53% annuo, oltre al rendimento. Ottimo direi. Ve ne ho segnato i migliori ma fate sempre riferimento al Vostro promotore finanziario per un oculata scelta. Lasciate perdere la zona Britannica che a causa della Brexit non ha appeal, ma prediligete l’area americana, europea e asiatica!

Infine, ho sfatato che l’investimento immobiliare sia per pochi eletti. Ognuno può, e a mio avviso, deve diversificare la propria “asset allocation” in questo settore, nel modo che ritiene più opportuno.
Dovessi aver bisogno di una mia consulenza privata, non esitare e non tardare a contattarmi tramite il form in questo sito e non mancherò di ricontattarti quanto prima!
 
Work Hard….Tony Locorriere
RIPRODUZIONE RISERVATA DA DIRITTI DI COPYRIGHT

AFFILIARSI CON AMAZON

articolo WP

Cos’è il Programma Affiliazione di Amazon?

E’ un’iniziativa di “Affiliate marketing” che permette, a chi possiede un sito Web o un Blog, di guadagnare dei soldi ogni volta che i clienti comprano su Amazon.it passando attraverso un link pubblicitario presente sul proprio sito. Questo servizio è completamente gratuito e molto facile da utilizzare.

Dirigi i consumatori verso un sito che già conoscono, possibilmente con molto traffico, dove possono acquistare immediatamente i prodotti che tu stai pubblicizzando.

Trai vantaggio dalle promozioni Amazon e usi a tuo vantaggio le nuove funzioni pubblicitarie, per aiutare il cliente finale a cercare ciò che cerca e tu guadagnerai, grazie ai link pubblicitari. Questo servizio è molto più remunerativo di Google AdSense perchè Amazon è il sito nr.1 d’acquisti in Europa!

Come funziona?

Puoi scegliere diversi modi per collegare il tuo sito ad Amazon, grazie a semplici strumenti.

Puoi personalizzare tutto e aggiungere contenuti interessanti, e migliorare il tuo sito. Potrai scegliere tra link e banner di tante dimensioni possibili e già preimpostate. Attenzione, potrai reclamizzare anche i tuoi stessi prodotti, così da guadagnarci due volte (geniale, eh!). Basta navigare e selezionare il tipo di prodotto che vorresti aggiungere. Poi segui le istruzioni per capire dove andare a posizionarli.

Come si guadagna?

affiliarsi a amazon

È facile! Quando aggiungi questi link (collegamenti) e banner (poster) al tuo sito Web, le persone che lo visitano cliccano su di essi e tu guadagni fino al 10% sugli acquisti fatti su Amazon. Potrai scegliere di avere dei Buoni spendibili su Amazon stessa, oppure potrai optare per il bonifico bancario o l’assegno spedito a casa tua!

Come si creano i link?

Il Programma ti aiuta a creare dei collegamenti ad Amazon, grazie ad un’ampia scelta di strumenti preimpostati. Dovrai colo copiare il codice HTML ed inserirlo in una casella “Testo” nel tuo sito! E’ più difficile da spiegare che da fare, credimi!

Se vuoi degli esempi, ti basterà guardare sul lato destro di questa pagina e probabilmente già avrai scorto le pubblicità ad Amazon e il mio libro! Visto che belli? 

Ti consiglio di conoscere meglio i tuoi utenti e identifica le loro preferenze. Crea una pagina Facebook dove pubblicizzare solo le offerte Amazon e guadagnerai sicuro quando avrai una bella odience. Devi comprendere quali sono i link che spingono di più i tuoi clienti a comprare. Quali sono i prodotti (come libri, elettronica, musica,dvd, ecc.) che vanno di più, e puntare maggiormente su di essi.

Per agevolarti ulteriormente, nel portale d’affiliazione, Amazon fornisce report dettagliati e facili da consultare, sui risultati dei tuoi link, in modo da permetterti di ottimizzare le tue performance nell’ambito del programma. Queste informazione includono i dettagli sul tuo traffico, le entrate, i guadagni, i tassi di conversione e i tipi di link. I report così aggiornati ti danno la certezza di avere le informazioni necessarie a massimizzare il potenziale di guadagno del tuo sito. Ma che vuoi di più!

Quanto costa avere tutto questo?

affiliarsi a amazonE’ tutto GRATIS! Basteranno pochi secondi per avere accesso a tutti gli strumenti necessari per cominciare a guadagnare dal tuo sito web. Come? Cliccando sull’icona qui di fianco. Io non ci guadagno nulla, non è un Network, ma spero che una volta che avrai iniziato a guadagnare, almeno mi ringrazierai, vero?

Quanto si può guadagnare?

E’ presente del “tetto massimo” di 10 euro che viene imposto solo su alcune categorie, fra cui ovviamente l’elettronica. Per tale massimale, c’è chi pensa che si possa guadagnare davvero poco. Se ti dico che conosco persone che mensilmente riescono a tirare fuori uno stipendio anche oltre i 1.000€, ci credi? Se non inizi, non lo saprai mai!

Tutto dipenderà dalla tua strategia, dalla tua voglia e dal settore in cui si opera. Se hai un sito tematico molto trafficato, farai recensioni di libri o prodotti a tema. Guadagnerai certamente di più rispetto a chi ha un sito non tematico. Costruisci quella che io chiamo “rete mediatica”, formata da siti/Blog con argomenti specifici, che dialogano sui tutti i social con una fitta rete di collegamenti tra essi.

Sii professionale e i risultati arriveranno presto!

Work Hard…lavora duro, perchè senza il lavoro duro non arriverai mai ad una mazza! Se dovessi aver bisogno di porre delle domande, commenta pure e ti verrà risposto quanto prima.

Tony Locorriere

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