SCRITTURA PRIVATA TI SALVA IL CU..!

La scrittura privata è un vero e proprio contratto vincolante, tra due parti che vorrebbero tutelarsi, che ha pieno valore giuridico. Ha completo valore legale e costituisce una prova per un accordo pregresso tra due o più soggetti.

Un accordo può essere sancito anche con una stretta di mano ma non è dimostrabile, a differenza della forma scritta di una scrittura privata!

Per la giurisprudenza, il codice civile recita che: ”qualsiasi tipo di documento redatto privatamente e firmato da una o più persone senza l’intervento di un pubblico ufficiale (notaio, funzionario comunale), esperita in forma scritta con le firme e la data, testimonia la nascita di un accordo o sancisce una transazione.!

COME SI SCRIVE?

Ahimè, non devi scrivere più nulla perchè su internet troverai centinaia di moduli prestampati, per ogni uso ed esigenza! Dovrai solo usare buon senso nella compilazione, un linguaggio chiaro che non prospetti equivoci. Non esiste un testo tassativo per nessuna scrittura privata ma basta che vi siano gli elementi fondamentali quali l’oggetto, il corpo della dichiarazione con gli elementi identificativi delle parti, la data certa (magari tramite PEC), e la sottoscrizione posta in calce o a margine del documento.

HA UNA SCADENZA?

Si, scade quando la si strappa! Ma per la paura che ce ne siano copie in giro, è preferibile scrivere una nuova scrittura privata che disconosca la precedente, come non avente più validità! 

ESEMPI DI MODELLI?

Scrittura privata di vendita di un bene (Esempio: bene rifugio come orologio, un quadro, lingotti, ecc.); il contratto di locazione; la procura a vendere un immobile (procura speciale notarile); Il compromesso immobiliare, che consiglio di registrare (non proposta d’acquisto dell’ag. immobiliare), ecc.

NE ESISTONO DIVERSI TITPI?

Si, esistono due modalità in cui una scrittura privata si può rendere di valore legale:

Autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale, difficilmente contestabile; 

Non autenticata, vincola solo le parti che la hanno firmata, cioè ha efficacia limitata ai soli contraenti. E’ contestabile attraverso una “istanza di verificazione” che ne deve provare l’autenticità!

SCRITTURA PRIVATA

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Grazie per l’attenzione! By Tony Locorriere

Diritti riservati – 2020


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COME FINANZIARE IL TUO BUSINESS!

Faccio seguito ad un mio famoso articolo del 2018, essendo intervenute notevoli novità su come finanziare una propria idea, un proprio business e quant’altro! L’articolo è un pò lunghetto perché è un argomento fondamentale alla tua realizzazione!

A CHE PUNTO DEL PROGETTO SEI?

Il problema del finanziarsi a dovere, rientra in processo complesso ma stabilito per passi e certamente questo non è il primo step!

Se hai letto qualche mio libro, ti sarai certamente imbattuto nel mio personale metodo “PI-PRAC“! Questo, senza mai sbagliare, è il tracciato mentale che percorro per concretizzare i miei progetti. Significa: Penso e Idealizzo, poi passo alla Pianificazione per iscritto, la quantificazione delle diverse Risorse che necessitano per poi passare prima possibile all’Azione per poi effettuare Check periodici con tutto il team.

Quindi, dopo essersi accesa la lampada nel cervello con un’idea irripetibile e averne trascritto saggiamente una parvenza di progettazione fattibile (Business Plan), molti arrivano allo scoglio più grande: dove trovo i soldi?

Forse è il momento al quale la maggior parte dei pretendenti si arena irrimediabilmente, vista la lacunosa conoscenza dell’ostica materia!

Infatti, un primo aiuto è dato dal dover quantificare millimetricamente, la quantità di capitale necessario per poter creare a propria struttura di partenza, che possa “autoalimentarsi” e gestirsi nel quotidiano. Questo dato è essenziale quando presenterai il piano di Business perché chi concede denaro non è uno stupido, non vuole rimetterci e per tale motivo controllerà ogni virgola di ciò che dirai!

Conoscendo il fabbisogno di capitale, occorre ora individuare le fonti più economiche da cui poterli attingere per finanziare la propria attività.

 FONTI DI FINANZIAMENTO!

Le fonti di finanziamento, come da immagine KMU, si distinguono principalmente in due grandi categorie: interne o capitale proprio ed esterne o capitale terzo

finanziamento

Ovviamente, tutto dipenderà dalla tipologia di attività che si vorrà creare: potranno essere abbastanza contenuti se insiste nel campo commerciale e distributivo, mentre potranno essere davvero considerevoli, in ambito industriale e produttivo. 

Assolutamente necessario poter contare su un capitale proprio ed una riserva finanziaria sufficiente che permetta di affrontare l’inizio dell’attività con un’indispensabile tranquillità di bilancio.

Potersi finanziare completamente attraverso il capitale terzo, ottenuto da creditori che hanno fiducia nel business, è davvero impensabile. Una regola sbrigativa sottende una ripartizione equivalente tra il titolare/i e i creditori. La tranquillità dell’imprenditore/i sarà direttamente proporzionale alla percentuale di capitale “deposta nel piatto”, unitamente alle opportune riserve. 

FINANZIAMENTO PROPRIO O INTERNO

Un professionista che è in grado di iniziare un’attività indipendente finanziandola interamente con il capitale proprio, può considerarsi certamente un privilegiato! Autofinanziarsi è sicuramente la via più semplice, la più economica e la più distensiva. Sei tu il capo di te stesso, potrai disporre a tuo piacimento, non dovrai spiegare nulla a nessuno, non dovrai condividere le tue idee con altri che potrebbero clonartele, non dovrai giustificare sempre le tue azioni e, ancor più importante, ne dovrai pagare i relativi interessi.

Un imprenditore potrà partire anche in piccolo con la propria attività, ma ci sarà il momento in cui dovrà pensare di fare il grande salto, altrimenti sarà sempre e solo una sopravvivenza contro l’erario! Orbene, solo in quel momento dovrà valutare di attingere denaro da tramutare in autofinanziamento per realizzare i propri sogni, analizzando dapprima le fonti personali, desumibili dal bilancio familiare, come insegno nel mio primo Amazon Bestseller: Risparmio, Accantono, Investo, Guadagno! Vediamo insieme i più semplici consigli:

-Attingere a propri risparmi e/o accantonamenti, iniziando dalla vendita dei classici “Beni affettivi” di valore come gioielli, diamanti, oro, pezzi d’arte e antiquariato, ecc. fino a strumenti finanziari quali i conti corrente bancari secondari, i Piani d’accumulo su strumenti finanziari come fondi e E.T.F., titoli, obbligazioni, polizze, fondi pensione o T.F.R. ecc.  Personalmente terrei la liquidità del conto principale, come riserva in caso di bisogni istantanei di denaro liquido. La vendita dei strumenti finanziari, è legata al prezzo del momento che se conveniente, procederei subito alla liquidazione, altrimenti li potrei utilizzare “a garanzia” del finanziatore terzo!

-Chiedere prestiti senza interessi a parenti e amici,  e comunque persone che si fidano di noi e della nostra reputazione e vision futura. Non trascurate questa fonte perché potrebbe regalarti soddisfazioni o farti capire davvero come sono le persone che vi circondano. A tutela delle parti, consiglio l’utilizzo della scrittura privata e per invogliarli nel prestito, potrei pensare anche ad un interesse, es: 5%! Chi avrà fiducia in te quando ne avrai bisogno, condividerà insieme a te la gioia del successo!

FINANZIAMENTO TERZO O ESTERNO

Se l’autofinanziamento è insufficiente per finanziare l’impresa, allora si deve ricorrere a fonti esterne. L’elemento preponderante che differenzia i tipi di capitale terzo è l’obbligo finanziario, cioè il periodo entro il quale il capitale deve essere restituito al creditore, notoriamente conosciuto come “scadenza“. Per tale motivo, distinguine almeno tre tipologie: A breve termine (entro 1 anno), A medio termine (da 2 a 4 anni) e A lungo termine, (pluriennale).

L’imprenditore avveduto, osserva la “regola basilare del bilancio“, nella quale con il capitale a liquido a breve finanzierà le attività necessarie come l’acquisto delle materie prime, merce e copertura dei costi d’esercizio. Con il capitale a medio e al lungo termine, unitamente al proprio, finanzierà tutto ciò che si può tranquillamente dilazionare nel prossimo futuro, come le strutture, i veicoli, ecc.

Per il finanziamento della propria azienda tramite capitale terzo si presentano diverse possibilità, vediamone sinteticamente qualcuna:

Finanziatori o Business Angel

Avrai degli amici o conoscenti ricchi, no? Chiediglielo! Saranno contenti di valutare il tuo piano! Prometti la restituzione del denaro a scadenza ed una percentuale e ci penseranno su davvero! 

I Business Angel, invece, sono dei professionisti che intendono investire in settori ad alta crescita e remunerazione. Mettono a disposizione conoscenze, esperienze e denaro. Dove trovi questi angeli? Tramite una semplice ricerca su internet, digitando: Business Angel Europe o l’associazione di settore (Eban).

Credito bancario

Non ascoltare nessuno e vai in filiale, o più di una, per parlarne direttamente! Potranno consigliarti finanziamenti, mutui, prestiti, ecc. a seconda dell’entità richiesta! Ci sono poi un sacco di agevolazioni per la giovane imprenditoria, per le Startup con fondo di garanzia, ecc. 

Porta con te il Business Plan che avrai studiato perfettamente per convincere la controparte! In contropartita, la banca ha sempre bisogno di garanzie “a copertura” nel caso non andasse proprio come desideri! Se non dovessi disporne e nessuno dei tuoi voglia farti da garante, ti consiglio di andare comunque a chiedere informazioni!

Chiedere un contributo a fondo perduto

Vari Enti, periodicamente, concedono dei contributi a fondo perduto, specie a breve che spero arrivino i fondi comunitari del “Recovery Fund”!  Questo denaro è finalizzato alla realizzazione e crescita di progetti imprenditoriali; attenzione: spesso parliamo di risorse “ a fondo perduto”! Per tale motivo o ti consiglio di contattare un consulente, oppure potrai consultare progetti di impresa o bandi, direttamente su portali come quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri oppure di diversi Ministeri come lo sviluppo economico, o quello connesso al tuo progetto, poi ti consiglio di visitare Invitalia, Regioni, Camere di commercio e Commissione Europea. Avrai capito che bisognerà partecipare a un bando, avendone i requisiti previsti. Unico problema? Il contributo viene erogato come rimborso di spese sostenute, quindi è denaro che avrai già speso!

Concorsi e incubatori

Internet sta rivoluzionando il mondo del business e penso tu te ne sia accorto! Ricercando periodicamente a livello locale, Enti intellettuali come Università, centri di studio e ricerca, grosse imprese e agenzie dette “Incubatrici”, bandiscono concorsi molto selettivi, per finanziare a fondo perduto lo sviluppo di nuove idee. pensa che prevedono anche un’assistenza qualificata per lo sviluppo del piano. E che vorresti di più!

Crowdfunding

Ne abbiamo parlato già 3 volte su questo mio portale! Sono innamorato del Crowdfunding. Non è altro che un sistema di raccolta di fondi online, tramite “una folla” di piccoli finanziatori, che erogano somme anche modeste perché prevedono anche altissimi sgravi fiscali (50% dopo il Covid). Basta iscriversi a uno dei cento portali italiani, proporre professionalmente il proprio progetto tramite il loro aiuto e lanciarlo per la raccolta! 

CONCLUSIONI

Spero tu abbia un’infarinatura di marketing perché la prima legge recita: chiedi al cliente cosa vuole, progettalo e vendiglielo! Hai capito? Il mercato se ne fotte delle tue idee! Il mercato decide se sfonderanno o meno: allora perché non chiederglielo prima? Nel mio libro “Guadagnare online” parlo proprio di questo argomento!

Se chiedi denaro, devi essere credibile e professionale ma se hai qualcosa in cambio è ancora meglio! Devi essere convinto ed entusiasta! Non farti scoraggiare da nessuno, perché molti ci proveranno ma non ascoltarli e vai dritto per la tua strada!

Infine, ricorda il mio PI-PRAC e i miei tre pilastri l successo: informazione efficace, formazione specifica e azione istantanea!

Dovessi aver bisogno di consigli, commenta pure o contattami in privato! Buona vita!

come finanziare

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VENDI SU AMAZON? SALVATI!

vendi su amazon

Vendere su Amazon in FBA, potrebbe essere molto remunerativo ma potrebbe trasformarsi anche in un incubo! Mi spiego meglio!

Su Amazon hai tanta visibilità, tante vendite, pensano loro alle riscossioni, alle spedizioni e al customer service. Allora?

QUALI I PERICOLI?

Orbene, uno dei pericoli maggiori è: non avere il controllo! Amazon da sempre ragione al cliente perché è colui che esce il denaro e le controversie, fidati, sono tante per i resi, le recensioni fasulle, ecc. Immagina ora se un giorno Amazon decidesse unilateralmente di bloccare il tuo conto!

Accade giornalmente ed il web è pieno di persone disperate a cui Amazon ha disattivato l’account e rimosso ogni possibilità di vendere!

Contare solo su Amazon potrebbe rappresentare un errore fatale e non vorrei assolutamente fare del terrorismo commerciale, la mia è solo esperienza diretta!

Pensa se all’improvviso ti crolli il fatturato su cui contavi per poter pagare l’indotto e la pubblicità. Non solo, ma Amazon potrebbe decidere di bloccarti anche i fondi provenienti dalle tue vendite per 90 giorni antecedenti!

Non ho nulla contro Amazon, anzi, mi concede succose rendite passive coi libri. Penso, invece, che si debba opportunamente correre ai ripari tramite la prevenzione, attuando comportamenti che possano permettermi di non aver costante paura degli eventi!

QUALI COMPORTAMENTI ATTUARE?

Se dovessi concentrare in un’unica parola, la strategia migliore per non dipendere dal colosso di Bezos, sarebbe: Diversificare!

Molti imprenditori si fanno due semplici conti: il 30% dei guadagni dovrebbero coprire i costi del prodotto, un altro 30% al lavoro di amazon mentre ad essi rimane all’incirca un 30% di profitto! Questo è lo scotto per avere un proprio negozio online, aperto h24 su Amazon. Se ti conviene è bene, altrimenti sloggi!

Come si fa a diversificare? La risposta tecnica è “esternalizzare“! Che significa? Vendere in un sito terzo o tuo. Le possibilità da attuare sono tante: si va dal dropshipping (se non hai un tuo prodotto) alle piattaforme di eCommerce a bassissimo costo che con poche decine di euro al mese ti permettono (la migliore è Shopify) di allestire vetrine online che permettono finalmente di rilevare alcuni dati basilari dei tuoi clienti tramite l’ausilio di Landing page + Traffico Esterno.

La Landing è una pagina di “atterraggio”, di presentazione prodotto come una vetrina online, che si trova sul tuo sito e quindi è di tua completa proprietà. Questa pagina più scopi: quello di chiedere i dati del cliente per potergli regalare un coupon sconto per rendere irresistibile la vendita del tuo prodotto!

Una pagina scritta bene da professionisti, per alcuni euro (chiedimi come), converte in media e a freddo, circa il 2%. Ciò significa che ogni 100 visitatori in target, due acquistano!

Alla pagina devi portare traffico continuo tramite pubblicità sui tuoi spazi social o ads a pagamento, specie su Facebook e Google.

CI SONO ALTRI VANTAGGI?

Per Amazon, il cliente ha sempre ragione a scapito del venditore; Fuori non è così!

Potrai vendere ciò che vuoi, possibilmente originale ma dovrai gestire magazzino e spedizioni, anche se potrebbero essere demandabili.

Ci sono dei forti sospetti che Amazon sfrutti i dati di vendita dei prodotti di successo per riprodurli e rivenderli col proprio marchio, prima di tutti gli altri. Come la chiami questa?

All’esterno, tu decidi le regole di prezzo, la descrizione, le condizioni di offerta e spedizione!

Non sempre Amazon ha i prezzi più convenienti e le condizioni migliori; la maggior parte dei prodotti sono cinesi, a basso costo, per rientrare nelle esose spese di acquisto e di gestione! Compro all’esterno di Amazon perchè il 50% delle ricerche prodotto viene fatta, alla pari, tra Amazon e Google e da quest’ultimo, spesso arriveranno direttamente al tuo sito!

Le commissioni, come abbiamo visto, su Amazon arrivano al 30% del fatturato, sempre se disponi di un prodotto richiesto! Fuori, le commissioni sono bassissime ma è alta la concorrenza e investirò qualcosa in più in ads per convogliare il traffico sui miei spazi!

Non tutti vanno a profitto su Amazon, a causa della guerra delle finte recensioni e del prezzo sempre più basso!

All’esterno, le regole le fai tu! Offrire pagamenti diversi come il contrassegno o online con piattaforme sicure ed economiche, ad esempio con “Stripe“, molto più basse di Amazon, potrebbe fare la differenza!

Amazon, furbescamente, detiene per sè i dati dei tuoi clienti! Non sarà possibile contattarlo per attuare strategie di marketing tramite il ricontatto di clienti soddisfatti e caldi per riacquistare da te!

Gli americani dicono: Money are in the list! Il denaro è nella lista di clienti che riesci a creare, sarà il tuo tesoretto!

Fuori deciderai tu se applicare Garanzie di soddisfazione, di scrivere ciò che vorrai, vendere come desidererai, che tecniche adottare spaziando tra decine di diverse e non sempre la stessa pagina prodotto amorfa di Amazon!

COME SI PUÓ INIZIARE?

Innanzitutto cliccando sui link che ho postato per scoprirne i servizi alternativi! Esistono realtà alternative ad Amazon perchè la gente ha aspettative differenti. Il tuo sito rimarrà sempre tuo e nessuno potrà escluderti da esso!

I modi migliori per procedere all’esternalizzazione, sono essenzialmente due: il fai da te nel quale dovrai già padroneggiare diverse competenze, oppure l’outsourcing (esternalizzazione anche questa) cioè il far ricorso a fonti esterne pagate per mettere al tuo servizio le loro capacità!

Nel mio ultimo libro “Guadagnare Online” parlo diffusamente di queste tematiche connesse alla costituzione di rendite attive e passive! Per esperienza so che i risultati non saranno mai istantanei come ti diranno e ci vorranno diversi mesi prima di vedere un pò di verde nel conto corrente!

Se invece hai budget da investire, e vuoi bruciare le tappe, vi è il secondo metodo da attuare con professionisti che lo fanno in maniera ripetitiva e con risultati tangibili! Consiglierei di visitare il sito LetMeCopy che aiuta aziende che hanno deciso di esternalizzare i propri prodotti in vendita (anche) fuori da Amazon, diversificando con notevole supporto di esperti a cui delegano il lavoro!

Infine, spero di esserti stato utile e ti consiglio vivamente di intraprendere una TUA strada, salvandoti dalla possibile apocalisse di Amazon!

amazon

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CARRIERE PIU’ PAGATE?

le carriere più pagate

Quante volte ti è venuta la curiosità di sapere quali fossero le carriere più pagate? Tante presumo! Allora vorrei fare un pò di chiarezza!

Ma prima di avventurarci in questa fatua classifica, vorrei farti una domanda: hai mai prodotto un’entrata “residuale” automatizzata?

Perchè questa domanda? Perchè vedrai le carriere più pagate ma la maggior parte dei professionisti in lista come medici, avvocati, notai, commercialisti, benché abbiano alti flussi lineari, spesso non si preoccupano di costituirsi flussi residuali, pensando di essere “arrivati”, pensando di essere benestanti, ma comunque condannati come molti altri, alla routine lavorativa.

Le loro entrate potenziali sono limitate perché possono assecondare solo un numero ristretto di persone in una giornata di lavoro e devono necessariamente essere presenti e lavorare ripetitivamente per guadagnare. Poi, interviene qualche fattore esterno e la tua carriera finisce miseramente! E poi?

Una volta che avrai scoperto la triste realtà che molti pseudo benestanti non sono poi così ricchi come sembrano essere, perché intrappolati nel loro lavoro, allora forse intuirai l’importanza di doverti creare delle rendite residuali. Questo articolo è tratto dal nostro Bestseller sul Risparmio!

Cogli il suggerimento nella foto ed attendo un tuo commento a riguardo!

Le carriere più pagate

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SUCCESSO = OSSESSIONE!

successo ossessione

Ho letto le esperienze di vita di almeno 400 persone di successo e uno dei fattori più comuni tra essi è che hanno sfruttato molto del loro tempo nella determinante ricerca della cosiddetta propria “sfera di eccellenza“!

Si sono dedicati ad un solo settore che li appassionava davvero, che li assorbiva al 100% per raggiungere l’eccellenza. Il successo, la ricchezza e la felicità, sono derivati dall’ossessione per ciò che piaceva davvero fare, senza mai pensare al denaro, il quale è diventato … una semplice conseguenza!

COME DOVRAI FARE?

Ergo che non sarai mai soddisfatto completamente finchè TU non troverai quel settore che può assorbire davvero tutte le tue caratteristiche! Ci vuole una vera auto consapevolezza per definirlo nettamente e chiaramente!

Se sei un mio lettore, dovresti sapere che faccio spesso analogie tra management aziendale e personale e mai come in questo frangente, è davvero calzante!

Per un’Azienda il necessario planning stabilisce chiaramente: i valori a cui si ispira l’Azienda stessa, la vision e la mission verso cui e protesa al futuro con obiettivi definiti. Concordi? Bene!

Ogni individuo deve fare lo stesso per sé! Lo scopo del planning personale sarà quello di elevare al massimo il rendimento con le capacità che abbiamo! Cercare la nostra ossessione!

IL VERO SEGRETO QUAL E’?

Quindi, avere ottima consapevolezza di sé è il segreto per maturare una personalità completa! Inizia con l’autovalutazione cioè capire quali sono quelle aree in cui potremmo elevare le nostre competenze! Come? Basterà compilare dei questionari o fare dei test che esamineranno la nostra personalità.

Un ottimo consiglio, seguendo la mia esperienza personale, è quello di iniziare dal test di autorivelazione DISC (in English!) per comprendere cose di cui magari non sei a conoscenza! Una volta consapevole, i tuoi orizzonti verso la tua migliore ossessione saranno davvero molto nitidi!

Spero di contribuire al tuo successo con questi consigli ad alto livello e ti attendo su Amazon per scegliere uno dei miei percorsi di crescita!

test di autovalutazione

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INTRAPRENDERE E’ RISCHIOSO?

Pensi anche tu che questa definizione possa essere esatta??

Lavorare alle dipendenze di qualcun altro (se sei fortunato) non è certamente rilassante. Se sei sfortunato, potrebbe diventare un vero e proprio incubo e il lavorare potrebbe essere così parificato all’ingresso in un girone dantesco, ogni giorno x 40 anni!

L’imprenditore ha la responsabilità diretta di ciò che fa ed è senza dubbio più “libero” di muoversi come vuole anche se, specie in Italia, deve trottare per sopravvivere con l’asfissiante carico fiscale nazionale.

Per questo motivo la gran maggioranza delle Partite Iva in Italia è in sofferenza e nel post-Covid, la situazione si è ulteriormente aggravata!

Non a caso, da noi l’azienda si chiama anche “Impresa” perchè è davvero un’impresa portarla avanti ma se sei una persona capace che costantemente cerca di evolversi, le soddisfazioni non mancheranno ad arrivare!

intraprendere è rischioso

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INFLUENCER: SUCCESSO VELOCE!

Come descritto in foto, il successo veloce crea solo degli egocentrici, incapaci di sapersi gestire da soli e che devono contorniarsi di molti consulenti perchè davvero incapaci!

E’ l’esempio degli influencer nati grazie al social del momento, spesso grazie a culi e tette ma nulla di contenuto! Dispiace vedere che questi sono i modelli a cui i nostri figli si ispirano perchè probabilmente c’è qualcosa che non va!

Secondo la mia esperienza personale, il successo é fatto di costanza, sacrificio, concessione di valore, condivisione, carattere!

SCENDI dal piedistallo, non essere e non fare il presuntuoso, devi sintonizzarti sulla crescita, formarti quotidianamente, investire su te stesso, crearti sempre nuove competenze per divenire una persona migliore!

Non seguire questi decerebrati incapaci che nella maggior parte dei casi sono bravi solo a mostrarsi con i labbroni e glutei saturi di silicone!

Odio l’esibizionismo e sinceramente ad un bella presenza preferisco la compagnia rara di un buon cervello! Starò invecchiando (smile)?

ego

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LAVORI DEL FUTURO: L’UOMO DOVE SARA’?

lavori del futuro

Ho iniziato un’importante collaborazione con il “corrierenazionale.net” per quanto attiene ad una rubrica attinente i “lavori del futuro“!

Vi introdurrò sinteticamente al primo articolo perchè ritengo sia interesse di tutti il voler comprendere dove siamo diretti, specie per il futuro dei nostri figli! Non credi?

Prova un attimo a chiudere gli occhi e soffermati a pensare sulla straordinarietà del genere umano! L’unico davvero capace d’evolversi in maniera eccezionale attraverso delle vere e proprie “Rivoluzioni” socio-economiche.

Prova a ripercorrere un grande e stimolante flashback attraverso i secoli. Siamo una specie relativamente giovane rispetto a tante altre e ritengo che l’attuale sia la distillazione di tante evoluzioni occorse in millenni di evoluzione darwiniana.

COSA HA DATO IMPULSO ALL’EVOLUZIONE?

Secondo un mio modesto punto di vista, l’era della vera accensione dei cervelli, della vera accelerazione irrefrenabile, è stata determinata dal XVII secolo. La Rivoluzione scientifica che sfociò poi nei duecento anni successivi in quella industriale con lo sviluppo delle energie e della locomozione.

L’industrializzazione, poi, ebbe un notevole impatto culturale in senso capitalistico e si andò evolvendo grazie a notevoli altri apporti scientifici fino ad approdare al XX secolo con veri fenomeni di massa come il cinema, la televisione, l’automobile.

Chi avrebbe mai pensato che in poco più di tre secoli, nel 1969, saremmo arrivati a camminare sulla Luna? Invece, questa controversa creatura, l’uomo, l’ha fatto e poco dopo ci saremmo nuovamente stupiti con la rivoluzione del XXI secolo: quella della comunicazione!

robot calcia umano

SIAMO GIA’ NEL FUTURO?

L’informatica è nata in fatiscenti scantinati ed ha avuto, da subito, una crescita esponenziale. Grazie ad internet, i PC divennero presto protagonisti nel settore industriale e informativo per poi esser presenti capillarmente in ogni casa, ufficio, auto.

Ormai ogni persona porta con sé il suo Smart device “all in one” perché considerato sempre più indispensabile oggetto di vero e proprio culto, più che un elettrodomestico. La rete sta agevolando la globalizzazione e permettendo la creazione di tecnologie alternative e odiate economie parallele tramite valute digitali che impatteranno duramente sulle convenzionali.

Attenzione, non penserai che gli sconvolgimenti siano terminati? Prevedo che ve ne saranno di ancora più impattanti perché potrebbero modificare o addirittura sostituire la presenza umana come l’intelligenza artificiale, la robotica e cibernetica che andranno ad erodere certamente migliaia di posti di lavoro. Non sappiamo come e quando ma certamente la tecnologia nel prossimo futuro, la farà da padrona, da cui il motivo per questa rubrica futurista!

Continua sul corriere nazionale…cliccando qui: “lavori del futuro“!

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COS’E’ IL MARKETING?

Amico lettore, vediamo subito cosa è il marketing!

Del Marketing, tutti ne parlano, ma pochi sanno che significa! Prova a fare questa domanda ai tuoi amici e mi darai ragione! Deriva dal un termine inglese spesso abbreviato in “Mktg” e prende origine dall’inglese market (mercato) e sta per commercializzazione o mercatologia (studio del mercato). E’ ormai un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate alla vendita di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.

Come nasce il “concetto di marketing”?

Tale concezione si può certamente far risalire all’economista nostrano Giancarlo Pallavicini, che nel 1959 sviluppò approfondimenti sulle ricerche di mercato, costituenti, di fatto, i primi strumenti di quello che divenne poi il marketing moderno. Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.

 

Ci sono anche altre definizioni?

Ebbene si, scopriamole:
  • «L’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore riguardano il marketing.»
  • «Processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e determinazione del prezzo di beni, servizi o idee al fine di porre relazioni soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »
  • «Funzione organizzativa ed un insieme di processi volti a creare, comunicare e trasmettere un valore ai clienti, ed a gestire i rapporti con essi in modo che diano benefici all’impresa ed ai suoi portatori di interesse.»
  • «Attività, insieme di istituzioni e processi per creare, comunicare, offrire e scambiare le offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner, e la società in generale. 

Come si sta evolvendo?

Negli ultimi venti anni, il marketing ha subito una rapida e forte evoluzione che ha segnato la concezione stessa del marketing come ambito di ricerca. Tale tendenza è rintracciabile nell’evoluzione delle definizioni che l’American Marketing Association, (AMA), l’organismo più autorevole nella ricerca di marketing al mondo, ha definito così il Mktg: «Il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni».

Questa definizione è certamente la più completa, vi ha contribuitoanche colui che è definito il “padre del Marketing” contemporaneo, Philip Kotler, classe 1931, autore dei più recenti sviluppi della materia dal 1967 al 2009. Kotler distingue ben quattro strategie di approccio possibili al mercato da parte dell’impresa, e cioè:

  1. Orientamento alla produzione: dalla Rivoluzione industriale fino alla metà del Novecento, il mercato è stato caratterizzato da una predominanza della domandasull’offerta dovuta al fatto che il cliente sentiiva il bisogno praticamente di tutto. Unica preoccupazione dell’imprenditore è stata quella di ridurre i costi di produzione, azione giustificata soprattutto nei mercati dove prevalgono beni commodity, e dove quindi si può vincere con la concorrenza di prodotto.
  2. Orientamento al prodotto: già intorno agli anni trenta, l’impresa si concentra sulla tecnologia del prodotto, piuttosto che sul consumatore. Il rischio di questa strategia è la cosiddetta miopia di marketing, cioè non accorgersi che il fattore chiave di successo per un’azienda non è dal lato dell’offerta ma della domanda, cioè del bisogno o funzione che il cliente deve soddisfare.
  3. Orientamento alle vendite: a partire dagli anni 50-60, si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out, praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità, oppure in casi di sovrapproduzione, o ancora quando un mercato è saturo. Anche in questo caso il rischio è di capire poco cosa desidera il consumatore finale.
  4. Orientamento al marketing: consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, anziché push (spingere sul mercato). 
Lo sviluppo della funzione del marketing nelle imprese è parte di una strategia di mercato che viene definita “proattiva“, dove l’impresa ha un ruolo propositivo nei confronti dei bisogni del mercato.

Quali tipologie di marketing sono riconosciute?

  • analitico, studio del mercato, della clientela, dei concorrenti e della propria realtà aziendale;
  • strategico, è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • operativo, attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Qual è il ruolo del marketing?

Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C, (business to consumer, “dall’impresa al consumatore”), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, “da impresa a impresa”). Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere, ecc.) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni), riservato ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, “da impresa a dipendente”).
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.

Come creare un Piano di marketing aziendale in 5 fasi?

Marketing plan

E’ la pianificazione della strategia, divisa in 5 fasi.

1-Introduzione al piano: dove troviamo una sintesi manageriale chiamata Executive Summary, e i suoi macro-obiettivi. 

  • Executive Summary è il riassunto manageriale del piano di marketing; mette in risalto i principali obiettivi di marketing e le linee guida d’azione pianificate e un breve estratto delle previsioni economiche finanziarie.
  • Mission e obiettivi di fondo: evidenzia gli obiettivi di fondo che l’impresa vuole raggiungere nel breve e/o medio lungo periodo e che ispireranno la successiva analisi e pianificazione. La loro declinazione è preceduta da alcuni riferimenti alla mission aziendale e ai valori dell’impresa, fonte d’ispirazione delle politiche di marketing strategico.

2-Analisi della situazione di marketing: serve per fare il punto della situazione su quanto accade all’esterno e all’interno dell’impresa, è fondamentale perché racchiude in sé tutte le informazioni fondamentali per supportare le pianificazioni. È necessario effettuare un audit di marketing volto da un lato a mettere a fuoco gli obiettivi in cui già opera e le forze operanti nell’ambiente di marketing; dall’altro a valutare il pregresso dell’impresa in termini di performance.

  • Audit esterno: stabilire quali sono i confini di massima dell’azione di marketing dell’azienda; un altro aspetto da considerare è il fattore di stagionalità dei mercati serviti. Per fare ciò è necessario avere un’approfondita analisi della domanda in modo tale da sapere i bisogni e il comportamento d’acquisto e d’uso dei clienti e consumatori; a ciò si collegano le Forze di marketing che sono forze economiche, forze sociodemografiche, forze tecnologiche e politiche e forze competitive.
  • Audit interno: l’obiettivo è capire quali sono le risorse, le azioni e i risultati su cui l’azienda può contare per il futuro. Per i piani di marketing che si riferiscono ai prodotti esistenti, il focus è sulle caratteristiche dell’offerta, del brand, sulle politiche di prezzo adottate, sulle scelte di comunicazione, distribuzione e vendita adottate. Nel caso di nuovi prodotti, le valutazioni si limitano a eventuali ricerche di mercato condotte a livello di concept test, alle risorse esistenti che potrebbero essere impiegate a supporto del lancio e del successivo sviluppo.

3-SWOT Analysis: si tratta di far fronte a fenomeni esterni che non dipendono direttamente dall’impresa, ma che essa potrebbe sfruttare o arginare traendone un vantaggio competitivo. Bisogna, quindi, pianificare il futuro tenendo conto delle possibili opportunità o minacce da cui difendersi che l’ambiente di marketing riserva all’azienda. L’identificazione delle opportunità e delle minacce ambientali costituisce la prima parte della SWOT Analysis. La parte alta della matrice SWOT fa riferimento all’ambiente di marketing che circonda l’impresa; quella inferiore contiene le valutazioni riferite all’audit interno. In questo secondo caso l’utilità è di isolare i principali punti di forza e di debolezza competitiva che dovrebbero consentire all’azienda di far fronte alle minacce, e di sfruttare le opportunità di mercato. Inoltre la SWOT se ben utilizzata può aiutare a far comprendere le priorità aziendali e stabilire gli obiettivi di marketing.

4-Planning: con questa fase il management è chiamato a definire concretamente i traguardi, definire il programma d’azione e pianificare il sistema di controllo delle performance di marketing. 

  • Gli obiettivi del marketing possono essere obiettivi economici, obiettivi competitivi e obiettivi relazionali. Nella formulazione degli obiettivi vi sono alcuni regole di fondo da adottare. Gli obiettivi dovranno essere mirati, rilevanti, misurabili e tempificati e realistici.
  • Programma d’azione pianificare un set d’azioni mirate, efficaci ed efficienti; evidenziare in modo chiaro il legame esistente tra le evidenze delle analisi, della Swot, quindi degli obiettivi e delle azioni mirate per ciascun target di riferimento. In questa fase si affrontano il prodotto e la marca, le politiche di prezzo, i canali distributivi e forza vendita, promozione e comunicazioni, il piano d’azione e infine le scelte di struttura.

5-Controlli di marketing: all’interno del piano di marketing è presente uno spazio importante riservato alle previsioni economico-finanziarie: il budget, che fornisce un’indicazione del margine atteso, risultante dal controllo dei ricavi obbiettivo con le spese di marketing e vendite pianificate. Questa fase della pianificazione consente al management di valutare la reale fattibilità delle azioni di marketing previste e la sostenibilità economica degli obbiettivi programmati.

Cosa devi fare prima di tutto?

Se sei alla ricerca di come iniziare a sponsorizzare un tuo prodotto/servizio, il primo passo da compiere per comunicare efficacemente, è conferire ad esso un fattore determinante per il suo potenziale successo: il suo nome. La scelta del nome è un’operazione detta appunto naming (in inglese “dare un nome”), e ha la funzione di tracciare cognitivamente l’identità di marca verso i desideri, le esigenze e le richieste del consumatore. La scelta del nome è un’azione primaria nelle operazioni di gestione del marchio, risultato di un processo dove la strategia si traduce in creatività, quindi ritenuta un’attività chiave nella comunicazione pubblicitaria.

Spero di esserti stato utile anche questa volta, attendo un tuo commento e “Work Hard“, lavora duro perchè solo il lavoro duro porta a risultati concreti!

Diritti Riservati da Tony Locorriere

[TRUFFA ONLINE] COME RICONOSCERLA ED EVITARLA?

truffeonline

Di truffe online il web è pieno!

Per non farti fregare, devi saper riconoscere e discernere con anticipo una truffa da una vera e propria Opportunità! A risparmio di tempo ti posso dire che io pratico, dopo diverse amichevoli fregature, quello che in gergo si chiama “Outsourcing” cioè mi avvalgo di retribuiti consulenti esterni che però non mi fanno perder tempo e mi fanno guadagnare molto di più di ciò che io “investo” pagandoli (Kiyosaky Docet!). Quello che imparo, cerco di riversarlo qui nel mio sito per fare in modo che tutti nel beneficino, in regime di condivisione totale!

 Cosa dice la legge italiana!

stopalletruffe

Orbene, nel Diritto italiano, la Truffa èl’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri“. Si ritiene che la parola “Truffa” derivi dal francese “truffe” molto simile al nostro “infinocchiare”, in quanto deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità, sia di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato. Nell’ordinamento giuridico italiano la truffa è un reato previsto dall’art. 640 del codice penale.

Le truffe più diffuse sono più spesso a danno di persone sole, spesso anziani ma anche coloro che soffrono di una situazione di disagio, malattia o che non sono in grado di intendere e di volere (circonvenzione di incapace), perciò meno attente ai pericoli esterni. Altra categoria molto esposta è rappresentata della maggior parte degli italiani che cerca scorciatoie verso l’arricchimento facile e che non hanno ancora compreso il vero valore della formazione!

Gli scopi del truffatore:

  • Raccogliere dati sensibili senza il consenso dell’interessato (violazione della privacy) per vendere i dati ricavati a terzi.
  • Farsi dare soldi in cambio di beni o servizi inesistenti.
  • Fare firmare un contratto-capestro con la scusa di raccogliere delle firme per una petizione.
  • Introdursi in casa altrui e portare via beni di valore distraendo la vittima con l’aiuto di un complice.
  • Richiedere un congruo anticipo su un’eredità (finte tasse o spese postali), un premio, un posto di lavoro fittizio.
  • Richiedere una partecipazione azionaria a una società fittizia dietro promessa di ingenti guadagni.
  • Assumere un rappresentante o un artigiano chiedendogli però di anticipare le spese per l’acquisto dei materiali di lavorazione.
  • Fare lavorare gratis una persona spacciando la propria società per ente senza scopo di lucro.
  • Utilizzare illegalmente i diritti di autore di una persona per le proprie pubblicazioni.
  • Indurre con l’inganno.
  • Vendere un prodotto con pubblicità ingannevole, descrivendolo o ritraendolo come migliore (talvolta diverso) o meno costoso di quanto non sia in realtà. Ecc. ecc.

Le tipologie di truffa rientrano in queste categorie:

  • Catena di sant’Antonio;
  • Schema Ponzi, che tratteremo qui di seguito!
  • Frode informatica.
  • Gioco delle tre carte.
  • Insolvenza fraudolenta.
  • Truffa alla nigeriana o Truffa 419.
  • Truffa di Valentin.

Lo Schema Ponzi (spesso confuso generalmente con il marketing multilivello legittimo) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa. La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli USA, che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40.000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccoglierne oltre 15 milioni. Lo schema Ponzi è tornato alla ribalta internazionale nel Dic. 2008, a causa dell’arresto di Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e uomo molto famoso nell’ambiente di Wall Street. L’accusa nei suoi confronti è di aver creato una truffa compresa tra i 50 e i 65 miliardi di dollari proprio sul modello dello schema di Ponzi, attirando nella sua rete molti fra i maggiori istituti finanziari mondiali. Nel 2009 Bernard Madoff si dichiarò colpevole e fu condannato a, udite udite, 150 anni di carcere.

Lo schema Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote e gli interessi. I guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.
Le caratteristiche tipiche sono:
  • Promessa di alti guadagni a breve termine;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di “alta finanza” documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta, ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.
Risulta evidente che il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi “adepti“.

Lo schema Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone. Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l’incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello. In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa perseguita a mente della chiarissima L.173/2005

Bene, in questa analitica ed obiettiva disamina, ho voluto colmare la totale assenza d’informazioni a riguardo utilizzando solo Leggi dello Stato, spero di esser stato utile anche questa volta e ti attendo al prossimo articolo!

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Tony Locorriere
Esperto di Risparmi Online e Offline

– Diritti Riservati –

[TRUFFE] HYIPS-SCAM, COME TI FOTTONO!

hyips

Caro lettore,

oggi ti svelo esattamente il percorso di chi guadagna con le “hyips“, cioè quei programmi ad alto rischio e rendimento che si celano dietro aziende fantasma. Fondamentalmente, chi ci guadagna sono solo due soggetti: l’ideatore della hyips e i primi sponsor che la promuovono. 

Ecco come si crea un Hyips!

1) L’ideatore della hyips acquista uno script che si può trovare sul web in siti specializzati, spendendo dai 50$ fino ai 500$ in base alle funzioni e complessità del software. Lo plasma graficamente in base alla progettazione nei più disparati settori come revenue share, criptovalute, container, petrolio, settore farmaceutico, fanta-azioni in materie prime e chi più ne ha ne metta.
2) La maggior parte delle hyips o revenue share sono registrate su sito (NON UFFICIALE) della camera di commercio di una nazione a scelta (solitamente Inghilterra) e aprono una società fittizia con 22$ che non ha nessun valore giuridico penale.
3) Il vecchio volpone di un leader ideatore, inizia a promuovere la hyips con successo nella propria rete e con percentuali di R.O.I. che vanno dal 1,5% al 5% giornaliero. Ovviamente la hyips viene promossa spingendo sul fatto che queste percentuali sono già dei guadagni giornalieri, invece non lo sono perchè prima si dovrebbe pareggiare l’investimento iniziale, dopodiché dal 101% in poi potremo parlare di vero “utile netto”. Ma questo la gente non lo sa, e non si pone neanche la domanda!
4) Lo stesso ideatore scaltro e bastardo è già in contatto con una rete strutturata di persone (i primi sponsor, chiamati “Founder”) che hanno già alle loro spalle un certo network di persone, derivati da altri business, che si fidano ciecamente di essi perchè spesso, è un ideatore di altre hyips e ha già dei fondi cash per investire in pubblicità, promozioni, campagne. Oltre a questo, contatta i più famosi siti di hyips-monitor, paga profumatamente il gestore del sito il quale indicherà per un periodo determinato, che la hyips è sempre pagante e non ci sono pending di Scam.
5) Se tutto inizia ad ingranare, altri sponsor decideranno di proporre questo business ai propri contatti e in men che non si dica, riceverà già delle commissioni sui depositi della sua rete. Per tale motivo, non gliene fotte nulla se poi la hyips salta, perchè lui si ha già coperto l’investimento iniziale grazie alle affiliazioni, già nel giro di qualche giorno. Potrà così proporre altre hyips alla sua rete perchè con i numeri dimostrerà che LUI ci guadagna, e che tu lo potresti emulare!
scam alert6) I poveri cristi che si fidano bovinamente del proprio sponsor, gli vanno dietro, ma stanno partendo da zero a differenza sua, che è già in Break-even (coperto) sia con i soldi delle affiliazioni, sia per numero di potenziali contatti belli che pronti.

Il Risultato

I primi sponsor ne escono sempre in utile, tutti i loro affiliati invece (almeno il 95%), quasi mai! Il 5% ne esce con un utile ridicolo rispetto ai giorni per cui avrà “lavorato”. Inoltre, tutte le persone che investono in hyips pensano che facendone 10 alla volta (magari investendo 50$ di qua, 50$ di la) alla fine la somma farà il totale. E’ un grosso errore, perchè non è diversificando solo alti rischi che rischi di meno!  

Come poter fare la stessa cosa? 

Non ce la farai mai! Questo genere di sponsor sono persone senza scupoli che sono da anni sul web e che hanno imparato a fottere le reti con “il bastone e la carota”. Per inteso, sono quelli che cambiano Network o progetto anche ogni due anni. Uno dei loro segreti è ripetere all’infinito il concetto che “se l’ho fatto io, puoi farlo anche tu!”, ma non è così! Sono coloro che ti mostrano numeri veri ma poi se vai a vedere nel dettaglio DOVE guadagnano, ti accorgerai che gli introiti principali derivano al 90% dai depositi degli affiliati (e in questi affiliati forse ci sei anche tu), come accade nel più classico schema Ponzi che si autoalimenta coi versamenti e non con il vero prodotto!

Lo sponsor come trova i contatti? 

Sono semplicemente contatti che si sono creati con l’attività social, negli anni. Pensa se tu proponessi un business allettante a 1000 persone in 24 ore: quanti investirebbero? Pochissimi e forse neanche tuo fratello! 

Vuoi smascherarli? 

Due semplici metodi, o vai su siti specializzati e seri che monitorano le Hyips e gli scam, come il famoso HyipeMonitorItalia, oppure fai questa domanda allo sponsor: mi dici in che percentuale i tuoi guadagni derivano dagli affiliati e dal business? Diverranno evasivi e si rivolgeranno ad altri allocchi che potrebbero abboccare!

Cosa ne penso io?

Oltre a veder bene queste persone senze scupoli dietro le sbarre, come pensi di poter cambiare la tua situazione finanziaria facendo 1000€ al mese? Pensi di 

Stop

arrotondare in questo modo? Ma sai quanto ci vuole ad avere 1000€ costanti al mese da un business? Pensi di farli lavorando quelle due o tre orette la sera davanti al PC? E’ normale (ed è giusto che sia così) che se una persona ha già una folta rete di contatti creata negli anni e propone sul web un business, guadagnerà più in fretta di te che parti da zero. 

Cosa è importante quindi?

  • Entrare in un business anzitutto legale, a mente delle legge antipiramide!
  • Entrare in un business strutturato in modo tale che nel tempo, chiunque può avere l’opportunità reale di guadagnare più dello stesso sponsor che lo ha inserito non solo per la quantità di contatti che potrà coinvolgere, ma proprio per il meccanismo del business che premia la capacità di fare business di una persona e non solo per la quantità di persone che potrà coinvolgere!
Per l’articolo, si ringrazia Federico Bergna

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AFFILIARSI CON AMAZON

articolo WP

Cos’è il Programma Affiliazione di Amazon?

E’ un’iniziativa di “Affiliate marketing” che permette, a chi possiede un sito Web o un Blog, di guadagnare dei soldi ogni volta che i clienti comprano su Amazon.it passando attraverso un link pubblicitario presente sul proprio sito. Questo servizio è completamente gratuito e molto facile da utilizzare.

Dirigi i consumatori verso un sito che già conoscono, possibilmente con molto traffico, dove possono acquistare immediatamente i prodotti che tu stai pubblicizzando.

Trai vantaggio dalle promozioni Amazon e usi a tuo vantaggio le nuove funzioni pubblicitarie, per aiutare il cliente finale a cercare ciò che cerca e tu guadagnerai, grazie ai link pubblicitari. Questo servizio è molto più remunerativo di Google AdSense perchè Amazon è il sito nr.1 d’acquisti in Europa!

Come funziona?

Puoi scegliere diversi modi per collegare il tuo sito ad Amazon, grazie a semplici strumenti.

Puoi personalizzare tutto e aggiungere contenuti interessanti, e migliorare il tuo sito. Potrai scegliere tra link e banner di tante dimensioni possibili e già preimpostate. Attenzione, potrai reclamizzare anche i tuoi stessi prodotti, così da guadagnarci due volte (geniale, eh!). Basta navigare e selezionare il tipo di prodotto che vorresti aggiungere. Poi segui le istruzioni per capire dove andare a posizionarli.

Come si guadagna?

affiliarsi a amazon

È facile! Quando aggiungi questi link (collegamenti) e banner (poster) al tuo sito Web, le persone che lo visitano cliccano su di essi e tu guadagni fino al 10% sugli acquisti fatti su Amazon. Potrai scegliere di avere dei Buoni spendibili su Amazon stessa, oppure potrai optare per il bonifico bancario o l’assegno spedito a casa tua!

Come si creano i link?

Il Programma ti aiuta a creare dei collegamenti ad Amazon, grazie ad un’ampia scelta di strumenti preimpostati. Dovrai colo copiare il codice HTML ed inserirlo in una casella “Testo” nel tuo sito! E’ più difficile da spiegare che da fare, credimi!

Se vuoi degli esempi, ti basterà guardare sul lato destro di questa pagina e probabilmente già avrai scorto le pubblicità ad Amazon e il mio libro! Visto che belli? 

Ti consiglio di conoscere meglio i tuoi utenti e identifica le loro preferenze. Crea una pagina Facebook dove pubblicizzare solo le offerte Amazon e guadagnerai sicuro quando avrai una bella odience. Devi comprendere quali sono i link che spingono di più i tuoi clienti a comprare. Quali sono i prodotti (come libri, elettronica, musica,dvd, ecc.) che vanno di più, e puntare maggiormente su di essi.

Per agevolarti ulteriormente, nel portale d’affiliazione, Amazon fornisce report dettagliati e facili da consultare, sui risultati dei tuoi link, in modo da permetterti di ottimizzare le tue performance nell’ambito del programma. Queste informazione includono i dettagli sul tuo traffico, le entrate, i guadagni, i tassi di conversione e i tipi di link. I report così aggiornati ti danno la certezza di avere le informazioni necessarie a massimizzare il potenziale di guadagno del tuo sito. Ma che vuoi di più!

Quanto costa avere tutto questo?

affiliarsi a amazonE’ tutto GRATIS! Basteranno pochi secondi per avere accesso a tutti gli strumenti necessari per cominciare a guadagnare dal tuo sito web. Come? Cliccando sull’icona qui di fianco. Io non ci guadagno nulla, non è un Network, ma spero che una volta che avrai iniziato a guadagnare, almeno mi ringrazierai, vero?

Quanto si può guadagnare?

E’ presente del “tetto massimo” di 10 euro che viene imposto solo su alcune categorie, fra cui ovviamente l’elettronica. Per tale massimale, c’è chi pensa che si possa guadagnare davvero poco. Se ti dico che conosco persone che mensilmente riescono a tirare fuori uno stipendio anche oltre i 1.000€, ci credi? Se non inizi, non lo saprai mai!

Tutto dipenderà dalla tua strategia, dalla tua voglia e dal settore in cui si opera. Se hai un sito tematico molto trafficato, farai recensioni di libri o prodotti a tema. Guadagnerai certamente di più rispetto a chi ha un sito non tematico. Costruisci quella che io chiamo “rete mediatica”, formata da siti/Blog con argomenti specifici, che dialogano sui tutti i social con una fitta rete di collegamenti tra essi.

Sii professionale e i risultati arriveranno presto!

Work Hard…lavora duro, perchè senza il lavoro duro non arriverai mai ad una mazza! Se dovessi aver bisogno di porre delle domande, commenta pure e ti verrà risposto quanto prima.

Tony Locorriere

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