COS’E’ IL MARKETING?

Amico lettore, vediamo subito cosa è il marketing!

Del Marketing, tutti ne parlano, ma pochi sanno che significa! Prova a fare questa domanda ai tuoi amici e mi darai ragione! Deriva dal un termine inglese spesso abbreviato in “Mktg” e prende origine dall’inglese market (mercato) e sta per commercializzazione o mercatologia (studio del mercato). E’ ormai un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate alla vendita di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.

Come nasce il “concetto di marketing”?

Tale concezione si può certamente far risalire all’economista nostrano Giancarlo Pallavicini, che nel 1959 sviluppò approfondimenti sulle ricerche di mercato, costituenti, di fatto, i primi strumenti di quello che divenne poi il marketing moderno. Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.

 

Ci sono anche altre definizioni?

Ebbene si, scopriamole:
  • «L’insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore riguardano il marketing.»
  • «Processo di produzione, promozione, distribuzione (punto vendita) e determinazione del prezzo di beni, servizi o idee al fine di porre relazioni soddisfacenti con il cliente in un ambiente dinamico. »
  • «Funzione organizzativa ed un insieme di processi volti a creare, comunicare e trasmettere un valore ai clienti, ed a gestire i rapporti con essi in modo che diano benefici all’impresa ed ai suoi portatori di interesse.»
  • «Attività, insieme di istituzioni e processi per creare, comunicare, offrire e scambiare le offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner, e la società in generale. 

Come si sta evolvendo?

Negli ultimi venti anni, il marketing ha subito una rapida e forte evoluzione che ha segnato la concezione stessa del marketing come ambito di ricerca. Tale tendenza è rintracciabile nell’evoluzione delle definizioni che l’American Marketing Association, (AMA), l’organismo più autorevole nella ricerca di marketing al mondo, ha definito così il Mktg: «Il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni».

Questa definizione è certamente la più completa, vi ha contribuitoanche colui che è definito il “padre del Marketing” contemporaneo, Philip Kotler, classe 1931, autore dei più recenti sviluppi della materia dal 1967 al 2009. Kotler distingue ben quattro strategie di approccio possibili al mercato da parte dell’impresa, e cioè:

  1. Orientamento alla produzione: dalla Rivoluzione industriale fino alla metà del Novecento, il mercato è stato caratterizzato da una predominanza della domandasull’offerta dovuta al fatto che il cliente sentiiva il bisogno praticamente di tutto. Unica preoccupazione dell’imprenditore è stata quella di ridurre i costi di produzione, azione giustificata soprattutto nei mercati dove prevalgono beni commodity, e dove quindi si può vincere con la concorrenza di prodotto.
  2. Orientamento al prodotto: già intorno agli anni trenta, l’impresa si concentra sulla tecnologia del prodotto, piuttosto che sul consumatore. Il rischio di questa strategia è la cosiddetta miopia di marketing, cioè non accorgersi che il fattore chiave di successo per un’azienda non è dal lato dell’offerta ma della domanda, cioè del bisogno o funzione che il cliente deve soddisfare.
  3. Orientamento alle vendite: a partire dagli anni 50-60, si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out, praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità, oppure in casi di sovrapproduzione, o ancora quando un mercato è saturo. Anche in questo caso il rischio è di capire poco cosa desidera il consumatore finale.
  4. Orientamento al marketing: consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, anziché push (spingere sul mercato). 
Lo sviluppo della funzione del marketing nelle imprese è parte di una strategia di mercato che viene definita “proattiva“, dove l’impresa ha un ruolo propositivo nei confronti dei bisogni del mercato.

Quali tipologie di marketing sono riconosciute?

  • analitico, studio del mercato, della clientela, dei concorrenti e della propria realtà aziendale;
  • strategico, è un’attività di pianificazione, tradotta in pratica da un’impresa, per ottenere, pur privilegiando il cliente, la fedeltà e la collaborazione da parte di tutti gli attori del mercato.
  • operativo, attiene invece a tutte quelle scelte che l’azienda pone in essere per raggiungere i suoi obiettivi strategici.

Qual è il ruolo del marketing?

Il marketing può rivolgersi ai consumatori, e in questo caso si parla di marketing B2C, (business to consumer, “dall’impresa al consumatore”), spesso definito semplicemente marketing; oppure, può rivolgersi al mercato delle imprese, e in questo caso prende il nome di marketing industriale o marketing B2B, (business to business, “da impresa a impresa”). Sono da citare anche il marketing dei servizi (compagnie aeree, catene alberghiere, ecc.) e il marketing istituzionale (fatto cioè da istituzioni), riservato ai propri dipendenti e che viene comunemente definito, sebbene impropriamente, marketing B2E (business to employee, “da impresa a dipendente”).
Il marketing è inoltre volto alla creazione del valore per il cliente, e uno dei suoi scopi è creare un posizionamento della marca (brand) nella mente del consumatore attraverso tecniche di brand management. Le ultime tendenze sono volte allo studio del marketing esperienziale, che abbraccia la visione del consumo come esperienza, in cui il processo di acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.

Come creare un Piano di marketing aziendale in 5 fasi?

Marketing plan

E’ la pianificazione della strategia, divisa in 5 fasi.

1-Introduzione al piano: dove troviamo una sintesi manageriale chiamata Executive Summary, e i suoi macro-obiettivi. 

  • Executive Summary è il riassunto manageriale del piano di marketing; mette in risalto i principali obiettivi di marketing e le linee guida d’azione pianificate e un breve estratto delle previsioni economiche finanziarie.
  • Mission e obiettivi di fondo: evidenzia gli obiettivi di fondo che l’impresa vuole raggiungere nel breve e/o medio lungo periodo e che ispireranno la successiva analisi e pianificazione. La loro declinazione è preceduta da alcuni riferimenti alla mission aziendale e ai valori dell’impresa, fonte d’ispirazione delle politiche di marketing strategico.

2-Analisi della situazione di marketing: serve per fare il punto della situazione su quanto accade all’esterno e all’interno dell’impresa, è fondamentale perché racchiude in sé tutte le informazioni fondamentali per supportare le pianificazioni. È necessario effettuare un audit di marketing volto da un lato a mettere a fuoco gli obiettivi in cui già opera e le forze operanti nell’ambiente di marketing; dall’altro a valutare il pregresso dell’impresa in termini di performance.

  • Audit esterno: stabilire quali sono i confini di massima dell’azione di marketing dell’azienda; un altro aspetto da considerare è il fattore di stagionalità dei mercati serviti. Per fare ciò è necessario avere un’approfondita analisi della domanda in modo tale da sapere i bisogni e il comportamento d’acquisto e d’uso dei clienti e consumatori; a ciò si collegano le Forze di marketing che sono forze economiche, forze sociodemografiche, forze tecnologiche e politiche e forze competitive.
  • Audit interno: l’obiettivo è capire quali sono le risorse, le azioni e i risultati su cui l’azienda può contare per il futuro. Per i piani di marketing che si riferiscono ai prodotti esistenti, il focus è sulle caratteristiche dell’offerta, del brand, sulle politiche di prezzo adottate, sulle scelte di comunicazione, distribuzione e vendita adottate. Nel caso di nuovi prodotti, le valutazioni si limitano a eventuali ricerche di mercato condotte a livello di concept test, alle risorse esistenti che potrebbero essere impiegate a supporto del lancio e del successivo sviluppo.

3-SWOT Analysis: si tratta di far fronte a fenomeni esterni che non dipendono direttamente dall’impresa, ma che essa potrebbe sfruttare o arginare traendone un vantaggio competitivo. Bisogna, quindi, pianificare il futuro tenendo conto delle possibili opportunità o minacce da cui difendersi che l’ambiente di marketing riserva all’azienda. L’identificazione delle opportunità e delle minacce ambientali costituisce la prima parte della SWOT Analysis. La parte alta della matrice SWOT fa riferimento all’ambiente di marketing che circonda l’impresa; quella inferiore contiene le valutazioni riferite all’audit interno. In questo secondo caso l’utilità è di isolare i principali punti di forza e di debolezza competitiva che dovrebbero consentire all’azienda di far fronte alle minacce, e di sfruttare le opportunità di mercato. Inoltre la SWOT se ben utilizzata può aiutare a far comprendere le priorità aziendali e stabilire gli obiettivi di marketing.

4-Planning: con questa fase il management è chiamato a definire concretamente i traguardi, definire il programma d’azione e pianificare il sistema di controllo delle performance di marketing. 

  • Gli obiettivi del marketing possono essere obiettivi economici, obiettivi competitivi e obiettivi relazionali. Nella formulazione degli obiettivi vi sono alcuni regole di fondo da adottare. Gli obiettivi dovranno essere mirati, rilevanti, misurabili e tempificati e realistici.
  • Programma d’azione pianificare un set d’azioni mirate, efficaci ed efficienti; evidenziare in modo chiaro il legame esistente tra le evidenze delle analisi, della Swot, quindi degli obiettivi e delle azioni mirate per ciascun target di riferimento. In questa fase si affrontano il prodotto e la marca, le politiche di prezzo, i canali distributivi e forza vendita, promozione e comunicazioni, il piano d’azione e infine le scelte di struttura.

5-Controlli di marketing: all’interno del piano di marketing è presente uno spazio importante riservato alle previsioni economico-finanziarie: il budget, che fornisce un’indicazione del margine atteso, risultante dal controllo dei ricavi obbiettivo con le spese di marketing e vendite pianificate. Questa fase della pianificazione consente al management di valutare la reale fattibilità delle azioni di marketing previste e la sostenibilità economica degli obbiettivi programmati.

Cosa devi fare prima di tutto?

Se sei alla ricerca di come iniziare a sponsorizzare un tuo prodotto/servizio, il primo passo da compiere per comunicare efficacemente, è conferire ad esso un fattore determinante per il suo potenziale successo: il suo nome. La scelta del nome è un’operazione detta appunto naming (in inglese “dare un nome”), e ha la funzione di tracciare cognitivamente l’identità di marca verso i desideri, le esigenze e le richieste del consumatore. La scelta del nome è un’azione primaria nelle operazioni di gestione del marchio, risultato di un processo dove la strategia si traduce in creatività, quindi ritenuta un’attività chiave nella comunicazione pubblicitaria.

Spero di esserti stato utile anche questa volta, attendo un tuo commento e “Work Hard“, lavora duro perchè solo il lavoro duro porta a risultati concreti!

Diritti Riservati da Tony Locorriere

[TRUFFA ONLINE] COME RICONOSCERLA ED EVITARLA?

truffeonline

Di truffe online il web è pieno!

Per non farti fregare, devi saper riconoscere e discernere con anticipo una truffa da una vera e propria Opportunità! A risparmio di tempo ti posso dire che io pratico, dopo diverse amichevoli fregature, quello che in gergo si chiama “Outsourcing” cioè mi avvalgo di retribuiti consulenti esterni che però non mi fanno perder tempo e mi fanno guadagnare molto di più di ciò che io “investo” pagandoli (Kiyosaky Docet!). Quello che imparo, cerco di riversarlo qui nel mio sito per fare in modo che tutti nel beneficino, in regime di condivisione totale!

 Cosa dice la legge italiana!

stopalletruffe

Orbene, nel Diritto italiano, la Truffa èl’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri“. Si ritiene che la parola “Truffa” derivi dal francese “truffe” molto simile al nostro “infinocchiare”, in quanto deriva dalla pratica di utilizzare il finocchio come antipasto per ingannare il gusto del cliente nei confronti di un vino di scarsa qualità, sia di utilizzarne i semi per alterare il gusto del vino imbottigliato. Nell’ordinamento giuridico italiano la truffa è un reato previsto dall’art. 640 del codice penale.

Le truffe più diffuse sono più spesso a danno di persone sole, spesso anziani ma anche coloro che soffrono di una situazione di disagio, malattia o che non sono in grado di intendere e di volere (circonvenzione di incapace), perciò meno attente ai pericoli esterni. Altra categoria molto esposta è rappresentata della maggior parte degli italiani che cerca scorciatoie verso l’arricchimento facile e che non hanno ancora compreso il vero valore della formazione!

Gli scopi del truffatore:

  • Raccogliere dati sensibili senza il consenso dell’interessato (violazione della privacy) per vendere i dati ricavati a terzi.
  • Farsi dare soldi in cambio di beni o servizi inesistenti.
  • Fare firmare un contratto-capestro con la scusa di raccogliere delle firme per una petizione.
  • Introdursi in casa altrui e portare via beni di valore distraendo la vittima con l’aiuto di un complice.
  • Richiedere un congruo anticipo su un’eredità (finte tasse o spese postali), un premio, un posto di lavoro fittizio.
  • Richiedere una partecipazione azionaria a una società fittizia dietro promessa di ingenti guadagni.
  • Assumere un rappresentante o un artigiano chiedendogli però di anticipare le spese per l’acquisto dei materiali di lavorazione.
  • Fare lavorare gratis una persona spacciando la propria società per ente senza scopo di lucro.
  • Utilizzare illegalmente i diritti di autore di una persona per le proprie pubblicazioni.
  • Indurre con l’inganno.
  • Vendere un prodotto con pubblicità ingannevole, descrivendolo o ritraendolo come migliore (talvolta diverso) o meno costoso di quanto non sia in realtà. Ecc. ecc.

Le tipologie di truffa rientrano in queste categorie:

  • Catena di sant’Antonio;
  • Schema Ponzi, che tratteremo qui di seguito!
  • Frode informatica.
  • Gioco delle tre carte.
  • Insolvenza fraudolenta.
  • Truffa alla nigeriana o Truffa 419.
  • Truffa di Valentin.

Lo Schema Ponzi (spesso confuso generalmente con il marketing multilivello legittimo) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa. La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli USA, che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40.000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccoglierne oltre 15 milioni. Lo schema Ponzi è tornato alla ribalta internazionale nel Dic. 2008, a causa dell’arresto di Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e uomo molto famoso nell’ambiente di Wall Street. L’accusa nei suoi confronti è di aver creato una truffa compresa tra i 50 e i 65 miliardi di dollari proprio sul modello dello schema di Ponzi, attirando nella sua rete molti fra i maggiori istituti finanziari mondiali. Nel 2009 Bernard Madoff si dichiarò colpevole e fu condannato a, udite udite, 150 anni di carcere.

Lo schema Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote e gli interessi. I guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.
Le caratteristiche tipiche sono:
  • Promessa di alti guadagni a breve termine;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari o da investimenti di “alta finanza” documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta, ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.
Risulta evidente che il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi “adepti“.

Lo schema Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone. Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l’incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello. In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa perseguita a mente della chiarissima L.173/2005

Bene, in questa analitica ed obiettiva disamina, ho voluto colmare la totale assenza d’informazioni a riguardo utilizzando solo Leggi dello Stato, spero di esser stato utile anche questa volta e ti attendo al prossimo articolo!

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Ringrazio sentitamente per il tempo che ci hai devoluto,
Tony Locorriere
Esperto di Risparmi Online e Offline

– Diritti Riservati –

[TRUFFE] HYIPS-SCAM, COME TI FOTTONO!

hyips

Caro lettore,

oggi ti svelo esattamente il percorso di chi guadagna con le “hyips“, cioè quei programmi ad alto rischio e rendimento che si celano dietro aziende fantasma. Fondamentalmente, chi ci guadagna sono solo due soggetti: l’ideatore della hyips e i primi sponsor che la promuovono. 

Ecco come si crea un Hyips!

1) L’ideatore della hyips acquista uno script che si può trovare sul web in siti specializzati, spendendo dai 50$ fino ai 500$ in base alle funzioni e complessità del software. Lo plasma graficamente in base alla progettazione nei più disparati settori come revenue share, criptovalute, container, petrolio, settore farmaceutico, fanta-azioni in materie prime e chi più ne ha ne metta.
2) La maggior parte delle hyips o revenue share sono registrate su sito (NON UFFICIALE) della camera di commercio di una nazione a scelta (solitamente Inghilterra) e aprono una società fittizia con 22$ che non ha nessun valore giuridico penale.
3) Il vecchio volpone di un leader ideatore, inizia a promuovere la hyips con successo nella propria rete e con percentuali di R.O.I. che vanno dal 1,5% al 5% giornaliero. Ovviamente la hyips viene promossa spingendo sul fatto che queste percentuali sono già dei guadagni giornalieri, invece non lo sono perchè prima si dovrebbe pareggiare l’investimento iniziale, dopodiché dal 101% in poi potremo parlare di vero “utile netto”. Ma questo la gente non lo sa, e non si pone neanche la domanda!
4) Lo stesso ideatore scaltro e bastardo è già in contatto con una rete strutturata di persone (i primi sponsor, chiamati “Founder”) che hanno già alle loro spalle un certo network di persone, derivati da altri business, che si fidano ciecamente di essi perchè spesso, è un ideatore di altre hyips e ha già dei fondi cash per investire in pubblicità, promozioni, campagne. Oltre a questo, contatta i più famosi siti di hyips-monitor, paga profumatamente il gestore del sito il quale indicherà per un periodo determinato, che la hyips è sempre pagante e non ci sono pending di Scam.
5) Se tutto inizia ad ingranare, altri sponsor decideranno di proporre questo business ai propri contatti e in men che non si dica, riceverà già delle commissioni sui depositi della sua rete. Per tale motivo, non gliene fotte nulla se poi la hyips salta, perchè lui si ha già coperto l’investimento iniziale grazie alle affiliazioni, già nel giro di qualche giorno. Potrà così proporre altre hyips alla sua rete perchè con i numeri dimostrerà che LUI ci guadagna, e che tu lo potresti emulare!
scam alert6) I poveri cristi che si fidano bovinamente del proprio sponsor, gli vanno dietro, ma stanno partendo da zero a differenza sua, che è già in Break-even (coperto) sia con i soldi delle affiliazioni, sia per numero di potenziali contatti belli che pronti.

Il Risultato

I primi sponsor ne escono sempre in utile, tutti i loro affiliati invece (almeno il 95%), quasi mai! Il 5% ne esce con un utile ridicolo rispetto ai giorni per cui avrà “lavorato”. Inoltre, tutte le persone che investono in hyips pensano che facendone 10 alla volta (magari investendo 50$ di qua, 50$ di la) alla fine la somma farà il totale. E’ un grosso errore, perchè non è diversificando solo alti rischi che rischi di meno!  

Come poter fare la stessa cosa? 

Non ce la farai mai! Questo genere di sponsor sono persone senza scupoli che sono da anni sul web e che hanno imparato a fottere le reti con “il bastone e la carota”. Per inteso, sono quelli che cambiano Network o progetto anche ogni due anni. Uno dei loro segreti è ripetere all’infinito il concetto che “se l’ho fatto io, puoi farlo anche tu!”, ma non è così! Sono coloro che ti mostrano numeri veri ma poi se vai a vedere nel dettaglio DOVE guadagnano, ti accorgerai che gli introiti principali derivano al 90% dai depositi degli affiliati (e in questi affiliati forse ci sei anche tu), come accade nel più classico schema Ponzi che si autoalimenta coi versamenti e non con il vero prodotto!

Lo sponsor come trova i contatti? 

Sono semplicemente contatti che si sono creati con l’attività social, negli anni. Pensa se tu proponessi un business allettante a 1000 persone in 24 ore: quanti investirebbero? Pochissimi e forse neanche tuo fratello! 

Vuoi smascherarli? 

Due semplici metodi, o vai su siti specializzati e seri che monitorano le Hyips e gli scam, come il famoso HyipeMonitorItalia, oppure fai questa domanda allo sponsor: mi dici in che percentuale i tuoi guadagni derivano dagli affiliati e dal business? Diverranno evasivi e si rivolgeranno ad altri allocchi che potrebbero abboccare!

Cosa ne penso io?

Oltre a veder bene queste persone senze scupoli dietro le sbarre, come pensi di poter cambiare la tua situazione finanziaria facendo 1000€ al mese? Pensi di 

Stop

arrotondare in questo modo? Ma sai quanto ci vuole ad avere 1000€ costanti al mese da un business? Pensi di farli lavorando quelle due o tre orette la sera davanti al PC? E’ normale (ed è giusto che sia così) che se una persona ha già una folta rete di contatti creata negli anni e propone sul web un business, guadagnerà più in fretta di te che parti da zero. 

Cosa è importante quindi?

  • Entrare in un business anzitutto legale, a mente delle legge antipiramide!
  • Entrare in un business strutturato in modo tale che nel tempo, chiunque può avere l’opportunità reale di guadagnare più dello stesso sponsor che lo ha inserito non solo per la quantità di contatti che potrà coinvolgere, ma proprio per il meccanismo del business che premia la capacità di fare business di una persona e non solo per la quantità di persone che potrà coinvolgere!
Per l’articolo, si ringrazia Federico Bergna

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AFFILIARSI CON AMAZON

articolo WP

Cos’è il Programma Affiliazione di Amazon?

E’ un’iniziativa di “Affiliate marketing” che permette, a chi possiede un sito Web o un Blog, di guadagnare dei soldi ogni volta che i clienti comprano su Amazon.it passando attraverso un link pubblicitario presente sul proprio sito. Questo servizio è completamente gratuito e molto facile da utilizzare.

Dirigi i consumatori verso un sito che già conoscono, possibilmente con molto traffico, dove possono acquistare immediatamente i prodotti che tu stai pubblicizzando.

Trai vantaggio dalle promozioni Amazon e usi a tuo vantaggio le nuove funzioni pubblicitarie, per aiutare il cliente finale a cercare ciò che cerca e tu guadagnerai, grazie ai link pubblicitari. Questo servizio è molto più remunerativo di Google AdSense perchè Amazon è il sito nr.1 d’acquisti in Europa!

Come funziona?

Puoi scegliere diversi modi per collegare il tuo sito ad Amazon, grazie a semplici strumenti.

Puoi personalizzare tutto e aggiungere contenuti interessanti, e migliorare il tuo sito. Potrai scegliere tra link e banner di tante dimensioni possibili e già preimpostate. Attenzione, potrai reclamizzare anche i tuoi stessi prodotti, così da guadagnarci due volte (geniale, eh!). Basta navigare e selezionare il tipo di prodotto che vorresti aggiungere. Poi segui le istruzioni per capire dove andare a posizionarli.

Come si guadagna?

affiliarsi a amazon

È facile! Quando aggiungi questi link (collegamenti) e banner (poster) al tuo sito Web, le persone che lo visitano cliccano su di essi e tu guadagni fino al 10% sugli acquisti fatti su Amazon. Potrai scegliere di avere dei Buoni spendibili su Amazon stessa, oppure potrai optare per il bonifico bancario o l’assegno spedito a casa tua!

Come si creano i link?

Il Programma ti aiuta a creare dei collegamenti ad Amazon, grazie ad un’ampia scelta di strumenti preimpostati. Dovrai colo copiare il codice HTML ed inserirlo in una casella “Testo” nel tuo sito! E’ più difficile da spiegare che da fare, credimi!

Se vuoi degli esempi, ti basterà guardare sul lato destro di questa pagina e probabilmente già avrai scorto le pubblicità ad Amazon e il mio libro! Visto che belli? 

Ti consiglio di conoscere meglio i tuoi utenti e identifica le loro preferenze. Crea una pagina Facebook dove pubblicizzare solo le offerte Amazon e guadagnerai sicuro quando avrai una bella odience. Devi comprendere quali sono i link che spingono di più i tuoi clienti a comprare. Quali sono i prodotti (come libri, elettronica, musica,dvd, ecc.) che vanno di più, e puntare maggiormente su di essi.

Per agevolarti ulteriormente, nel portale d’affiliazione, Amazon fornisce report dettagliati e facili da consultare, sui risultati dei tuoi link, in modo da permetterti di ottimizzare le tue performance nell’ambito del programma. Queste informazione includono i dettagli sul tuo traffico, le entrate, i guadagni, i tassi di conversione e i tipi di link. I report così aggiornati ti danno la certezza di avere le informazioni necessarie a massimizzare il potenziale di guadagno del tuo sito. Ma che vuoi di più!

Quanto costa avere tutto questo?

affiliarsi a amazonE’ tutto GRATIS! Basteranno pochi secondi per avere accesso a tutti gli strumenti necessari per cominciare a guadagnare dal tuo sito web. Come? Cliccando sull’icona qui di fianco. Io non ci guadagno nulla, non è un Network, ma spero che una volta che avrai iniziato a guadagnare, almeno mi ringrazierai, vero?

Quanto si può guadagnare?

E’ presente del “tetto massimo” di 10 euro che viene imposto solo su alcune categorie, fra cui ovviamente l’elettronica. Per tale massimale, c’è chi pensa che si possa guadagnare davvero poco. Se ti dico che conosco persone che mensilmente riescono a tirare fuori uno stipendio anche oltre i 1.000€, ci credi? Se non inizi, non lo saprai mai!

Tutto dipenderà dalla tua strategia, dalla tua voglia e dal settore in cui si opera. Se hai un sito tematico molto trafficato, farai recensioni di libri o prodotti a tema. Guadagnerai certamente di più rispetto a chi ha un sito non tematico. Costruisci quella che io chiamo “rete mediatica”, formata da siti/Blog con argomenti specifici, che dialogano sui tutti i social con una fitta rete di collegamenti tra essi.

Sii professionale e i risultati arriveranno presto!

Work Hard…lavora duro, perchè senza il lavoro duro non arriverai mai ad una mazza! Se dovessi aver bisogno di porre delle domande, commenta pure e ti verrà risposto quanto prima.

Tony Locorriere

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