COME FINANZIARE IL TUO BUSINESS!

Faccio seguito ad un mio famoso articolo del 2018, essendo intervenute notevoli novità su come finanziare una propria idea, un proprio business e quant’altro! L’articolo è un pò lunghetto perché è un argomento fondamentale alla tua realizzazione!

A CHE PUNTO DEL PROGETTO SEI?

Il problema del finanziarsi a dovere, rientra in processo complesso ma stabilito per passi e certamente questo non è il primo step!

Se hai letto qualche mio libro, ti sarai certamente imbattuto nel mio personale metodo “PI-PRAC“! Questo, senza mai sbagliare, è il tracciato mentale che percorro per concretizzare i miei progetti. Significa: Penso e Idealizzo, poi passo alla Pianificazione per iscritto, la quantificazione delle diverse Risorse che necessitano per poi passare prima possibile all’Azione per poi effettuare Check periodici con tutto il team.

Quindi, dopo essersi accesa la lampada nel cervello con un’idea irripetibile e averne trascritto saggiamente una parvenza di progettazione fattibile (Business Plan), molti arrivano allo scoglio più grande: dove trovo i soldi?

Forse è il momento al quale la maggior parte dei pretendenti si arena irrimediabilmente, vista la lacunosa conoscenza dell’ostica materia!

Infatti, un primo aiuto è dato dal dover quantificare millimetricamente, la quantità di capitale necessario per poter creare a propria struttura di partenza, che possa “autoalimentarsi” e gestirsi nel quotidiano. Questo dato è essenziale quando presenterai il piano di Business perché chi concede denaro non è uno stupido, non vuole rimetterci e per tale motivo controllerà ogni virgola di ciò che dirai!

Conoscendo il fabbisogno di capitale, occorre ora individuare le fonti più economiche da cui poterli attingere per finanziare la propria attività.

 FONTI DI FINANZIAMENTO!

Le fonti di finanziamento, come da immagine KMU, si distinguono principalmente in due grandi categorie: interne o capitale proprio ed esterne o capitale terzo

finanziamento

Ovviamente, tutto dipenderà dalla tipologia di attività che si vorrà creare: potranno essere abbastanza contenuti se insiste nel campo commerciale e distributivo, mentre potranno essere davvero considerevoli, in ambito industriale e produttivo. 

Assolutamente necessario poter contare su un capitale proprio ed una riserva finanziaria sufficiente che permetta di affrontare l’inizio dell’attività con un’indispensabile tranquillità di bilancio.

Potersi finanziare completamente attraverso il capitale terzo, ottenuto da creditori che hanno fiducia nel business, è davvero impensabile. Una regola sbrigativa sottende una ripartizione equivalente tra il titolare/i e i creditori. La tranquillità dell’imprenditore/i sarà direttamente proporzionale alla percentuale di capitale “deposta nel piatto”, unitamente alle opportune riserve. 

FINANZIAMENTO PROPRIO O INTERNO

Un professionista che è in grado di iniziare un’attività indipendente finanziandola interamente con il capitale proprio, può considerarsi certamente un privilegiato! Autofinanziarsi è sicuramente la via più semplice, la più economica e la più distensiva. Sei tu il capo di te stesso, potrai disporre a tuo piacimento, non dovrai spiegare nulla a nessuno, non dovrai condividere le tue idee con altri che potrebbero clonartele, non dovrai giustificare sempre le tue azioni e, ancor più importante, ne dovrai pagare i relativi interessi.

Un imprenditore potrà partire anche in piccolo con la propria attività, ma ci sarà il momento in cui dovrà pensare di fare il grande salto, altrimenti sarà sempre e solo una sopravvivenza contro l’erario! Orbene, solo in quel momento dovrà valutare di attingere denaro da tramutare in autofinanziamento per realizzare i propri sogni, analizzando dapprima le fonti personali, desumibili dal bilancio familiare, come insegno nel mio primo Amazon Bestseller: Risparmio, Accantono, Investo, Guadagno! Vediamo insieme i più semplici consigli:

-Attingere a propri risparmi e/o accantonamenti, iniziando dalla vendita dei classici “Beni affettivi” di valore come gioielli, diamanti, oro, pezzi d’arte e antiquariato, ecc. fino a strumenti finanziari quali i conti corrente bancari secondari, i Piani d’accumulo su strumenti finanziari come fondi e E.T.F., titoli, obbligazioni, polizze, fondi pensione o T.F.R. ecc.  Personalmente terrei la liquidità del conto principale, come riserva in caso di bisogni istantanei di denaro liquido. La vendita dei strumenti finanziari, è legata al prezzo del momento che se conveniente, procederei subito alla liquidazione, altrimenti li potrei utilizzare “a garanzia” del finanziatore terzo!

-Chiedere prestiti senza interessi a parenti e amici,  e comunque persone che si fidano di noi e della nostra reputazione e vision futura. Non trascurate questa fonte perché potrebbe regalarti soddisfazioni o farti capire davvero come sono le persone che vi circondano. A tutela delle parti, consiglio l’utilizzo della scrittura privata e per invogliarli nel prestito, potrei pensare anche ad un interesse, es: 5%! Chi avrà fiducia in te quando ne avrai bisogno, condividerà insieme a te la gioia del successo!

FINANZIAMENTO TERZO O ESTERNO

Se l’autofinanziamento è insufficiente per finanziare l’impresa, allora si deve ricorrere a fonti esterne. L’elemento preponderante che differenzia i tipi di capitale terzo è l’obbligo finanziario, cioè il periodo entro il quale il capitale deve essere restituito al creditore, notoriamente conosciuto come “scadenza“. Per tale motivo, distinguine almeno tre tipologie: A breve termine (entro 1 anno), A medio termine (da 2 a 4 anni) e A lungo termine, (pluriennale).

L’imprenditore avveduto, osserva la “regola basilare del bilancio“, nella quale con il capitale a liquido a breve finanzierà le attività necessarie come l’acquisto delle materie prime, merce e copertura dei costi d’esercizio. Con il capitale a medio e al lungo termine, unitamente al proprio, finanzierà tutto ciò che si può tranquillamente dilazionare nel prossimo futuro, come le strutture, i veicoli, ecc.

Per il finanziamento della propria azienda tramite capitale terzo si presentano diverse possibilità, vediamone sinteticamente qualcuna:

Finanziatori o Business Angel

Avrai degli amici o conoscenti ricchi, no? Chiediglielo! Saranno contenti di valutare il tuo piano! Prometti la restituzione del denaro a scadenza ed una percentuale e ci penseranno su davvero! 

I Business Angel, invece, sono dei professionisti che intendono investire in settori ad alta crescita e remunerazione. Mettono a disposizione conoscenze, esperienze e denaro. Dove trovi questi angeli? Tramite una semplice ricerca su internet, digitando: Business Angel Europe o l’associazione di settore (Eban).

Credito bancario

Non ascoltare nessuno e vai in filiale, o più di una, per parlarne direttamente! Potranno consigliarti finanziamenti, mutui, prestiti, ecc. a seconda dell’entità richiesta! Ci sono poi un sacco di agevolazioni per la giovane imprenditoria, per le Startup con fondo di garanzia, ecc. 

Porta con te il Business Plan che avrai studiato perfettamente per convincere la controparte! In contropartita, la banca ha sempre bisogno di garanzie “a copertura” nel caso non andasse proprio come desideri! Se non dovessi disporne e nessuno dei tuoi voglia farti da garante, ti consiglio di andare comunque a chiedere informazioni!

Chiedere un contributo a fondo perduto

Vari Enti, periodicamente, concedono dei contributi a fondo perduto, specie a breve che spero arrivino i fondi comunitari del “Recovery Fund”!  Questo denaro è finalizzato alla realizzazione e crescita di progetti imprenditoriali; attenzione: spesso parliamo di risorse “ a fondo perduto”! Per tale motivo o ti consiglio di contattare un consulente, oppure potrai consultare progetti di impresa o bandi, direttamente su portali come quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri oppure di diversi Ministeri come lo sviluppo economico, o quello connesso al tuo progetto, poi ti consiglio di visitare Invitalia, Regioni, Camere di commercio e Commissione Europea. Avrai capito che bisognerà partecipare a un bando, avendone i requisiti previsti. Unico problema? Il contributo viene erogato come rimborso di spese sostenute, quindi è denaro che avrai già speso!

Concorsi e incubatori

Internet sta rivoluzionando il mondo del business e penso tu te ne sia accorto! Ricercando periodicamente a livello locale, Enti intellettuali come Università, centri di studio e ricerca, grosse imprese e agenzie dette “Incubatrici”, bandiscono concorsi molto selettivi, per finanziare a fondo perduto lo sviluppo di nuove idee. pensa che prevedono anche un’assistenza qualificata per lo sviluppo del piano. E che vorresti di più!

Crowdfunding

Ne abbiamo parlato già 3 volte su questo mio portale! Sono innamorato del Crowdfunding. Non è altro che un sistema di raccolta di fondi online, tramite “una folla” di piccoli finanziatori, che erogano somme anche modeste perché prevedono anche altissimi sgravi fiscali (50% dopo il Covid). Basta iscriversi a uno dei cento portali italiani, proporre professionalmente il proprio progetto tramite il loro aiuto e lanciarlo per la raccolta! 

CONCLUSIONI

Spero tu abbia un’infarinatura di marketing perché la prima legge recita: chiedi al cliente cosa vuole, progettalo e vendiglielo! Hai capito? Il mercato se ne fotte delle tue idee! Il mercato decide se sfonderanno o meno: allora perché non chiederglielo prima? Nel mio libro “Guadagnare online” parlo proprio di questo argomento!

Se chiedi denaro, devi essere credibile e professionale ma se hai qualcosa in cambio è ancora meglio! Devi essere convinto ed entusiasta! Non farti scoraggiare da nessuno, perché molti ci proveranno ma non ascoltarli e vai dritto per la tua strada!

Infine, ricorda il mio PI-PRAC e i miei tre pilastri l successo: informazione efficace, formazione specifica e azione istantanea!

Dovessi aver bisogno di consigli, commenta pure o contattami in privato! Buona vita!

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Ti rammento che l miglior investimento in assoluto è quello in conoscenza. Un buon inizio potrebbe essere quello di seguirmi sul mio profilo autore su Amazon, cliccando qui! per scaricare GRATIS i primi capitoli di qualsiasi libro tu scelga.

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Ricevi gratuitamente i prossimi articoli, registrandoti sul form apposito! Sentiti libero, infine, di lasciare un commento, qualora necessiti di un chiarimento, un consiglio o anche un semplice ed apprezzato saluto!

Grazie per l’attenzione! By Tony Locorriere

Diritti riservati – 2020


👋

PROGETTO STARTUP!

progetto startup

Lo ammetto fin da subito, questo è uno dei miei sogni nel cassetto: una Startup tutta mia!

Fidati, se idealizzo un qualcosa, ci vorrà del tempo ma sono settato alla sua realizzazione, è solo una questione di priorità! Detto questo, sai che le Startup sono, a mio avviso, una delle più grandi genialate che ci sono in giro nel mondo dell’impresa per quanto attiene a prodotti o servizi innovativi?

PERCHE’ SONO DELLE GENIALATE?

Le recenti statistiche dicono che le startup non dovrebbero fallire! Solo per pochi casi davvero irrecuperabili, la percentuale di fallimento totale, in Italia, è del 4% circa, negli ultimi cinque anni, contro il 98% dei network, e una cospicua fetta d’imprese tradizionali, difficilmente calcolabile ma basterebbe guardarsi in giro!

In questo periodo in Italia, le Startup sono già più di dieci mila, con un’ovvia prevalenza nel Nord-Est, quasi la totalità (80%) ha un capitale da mille a cinquanta mila Euro e la quantità maggiore (30%) ha un organico di almeno quattro persone e poi via via a salire!

A livello mondiale, il numero di “Unicorn”, Stratup ad altissima crescita, non è proprio esiguo e permettimi di condividere qualche esempio che forse non conosci: Apple di Steve Jobs, Amazon di Jeff Bezos, Eataly di Oscar Farinetti, Yoox, Iubenda, ecc. Uno dei casi più mirabili è quello di Scale Ai, Startup sull’intelligenza artificiale del giovanissimo Alexandr Wang che in pochi mesi ha focalizzato l’interesse di tanti investitori, superando il valore di ben un Miliardo di Dollari. Vorrei vedere la tua espressione! E se fossi tu il prossimo a sbancare il mercato con una Startup con un’idea rivoluzionaria?

COME SI FANNO FUNZIONARE?

Potrebbe apparirti paradossale, ma la differenza tra un progetto che funziona e uno che non funziona è il lavoro su se stessi. Necessita il solito forte perché, un’irrefrenabile motivazione con il giusto mindset che te la trasformi in una vera e propria ossessione, voglia di emergere, forte spirito di sacrificio, per arrivare a risultati inaspettati!

Mi fermerei qui e ti rammento che questo articolo è stato tratto dal mio Amazon Bestseller sui Business e guadagni online!

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Grazie per l’attenzione! By Tony Locorriere

Diritti riservati – 2020


👋

FACCIAMO IMPRESA INTERNAZIONALE

Spero tu abbia letto il nostro precedente articolo sulla possibilità di fare impresa in Italia.

Avrai compreso che sono sempre più gli italiani che, esasperati da un regime fiscale troppo penalizzante per l’imprenditore, vagliano la possibilità di aprire una società all’estero con condizioni definite”più umane”!

DOVE E COME FARE IMPRESA?

Il Regno Unito, finora, è stata la più gettonata destinazione da impresari italiani che intendevano aprire o trasferire la propria sede per sviluppare le loro attività commerciali a livello internazionale.

Ma ora, i dubbi sulla “Brexit” e sul possibile crollo della sterlina, stanno mettendo tutto in discussione e per poter contare su burocrazia snella e costi bassi, in molti pensano all’opportunità concesse da altri paesi “Off-shore”.

Cercheremo di fare un paragone attendibile tra diverse tipologie societarie anche se l’ultima parola sarà, ovviamente, devoluta al tuo consulente personale.  

SOCIETA’ OFFSHORE?

Viene definita semplicemente come “un’impresa che ha stabilito la propria sede legale in un paese diverso da quello nel quale sviluppa i suoi affari principali”.

Secondo l’immaginario collettivo, trattasi di uno dei famigerati “paradisi fiscali“! In un paese come il nostro, dove il carico fiscale minimo è pari al 65,7%, per paradiso s’intenderà un qualsiasi Paese nel quale si debba pagare almeno la metà delle tasse!

In effetti, spesso trattasi di Paesi dove le tasse sono molto basse o addirittura inesistenti con regimi fiscali anche molto poco trasparenti, che allarmano l’imprenditore. Le leggi a costituzione e gestione societaria, sono molto flessibili, poco specifiche, poco onerose ma soprattutto molto riservate sugli investitori ed attività finanziarie.

Le autorità amministrative locali non favoriscono, come nella UE, il totale scambio di informazioni con gli altri Paesi. Tutto viene mascherato “legalmente” con l’obiettivo principe di proteggere gli interessi degli impresari che costituiscono società offshore nei loro Paesi.

Alcuni e famosi esempi di tali nazioni in ordine di mia preferenza, sono: Hong Kong, Panama,  Singapore, Isole Cayman (Barbados), Isole Vergini Britanniche e Seychelles.

DOVE APRIRE L’AZIENDA?

Ti starai ora chiedendo: qual è la “migliore giurisdizione offshore? La risposta è semplice: ogni cliente ha una sua storia, una situazione unica, ognuno ha aspettative differenti quindi, non esiste una risposta diretta a questa domanda.

I fattori che devono essere certamente presi in considerazione, sono:

  • La tua attività aziendale
  • Il tuo luogo di residenza e il futuro
  • La tua nazionalità
  • Dove si trovano i tuoi clienti e fornitori
  • La tua affinità con alcune regioni del mondo
  • La vostra disponibilità a fornire contabilità o meno
  • Il tipo di servizi bancari di cui hai bisogno
  • Le lingue che parli, perchè tutto è regolato in lingua inglese

Tutti questi fattori influiscono sulla scelta finale. Le agenzie accreditate ti aiuteranno dietro compenso, ad attuare ciò che il tuo consulente ti consiglierà e che tu accetterai di realizzare.

Per grandi linee, i clienti che desiderano un processo di incorporazione rapida, un buon conto bancario, mantenere le tariffe al minimo e nessun requisito contabile, le giurisdizioni offshore come Seychelles o Belize sono spesso la scelta preferita.

Potreste anche scoprire che alcuni dei vostri clienti preferirebbero pagarvi su un conto aziendale offshore e richiederebbero di selezionare una giurisdizione più malleabile come Hong Kong o Cipro, anche se l’aliquota fiscale è bassa o nulla ma è necessario presentare la contabilità annuale alle autorità fiscali della giurisdizione.

FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO!

Hong Kong, di seguito HK, è ideale per businessman dediti al commercio via Internet (E-Commerce), Consulenti / Consiglieri, Traders, detentori di Diritti di proprietà intellettuale e custodi di beni immobili.

Inoltre, un fattore importante nella scelta di una giurisdizione è assicurarsi che la vostra azienda sarà incorporata in un paese che abbia: mezzi di comunicazione affidabili, stabilità politica ed economica, buona reputazione internazionale e  leggi societarie sofisticate ma premianti.

Infine, mi ripeto dicendo che ogni cliente ha una situazione diversa e ogni giurisdizione potrebbe rientrare in una o nell’altra di queste situazioni e il tuo bravo consulente diraderà questa nebbia e ti indicherà anche al servizio al quale rivolgersi.

COMPARIAMO ALCUNE TIPOLOGIE SOCIETARIE

Per un’immediata consultazione, ti ho preparato una tabella comparativa nella quale metto a confronto la SRL italiana, una LTD di diritto inglese ed una costituita ad Hong Kong.

Questi dati potrebbero cambiare nel tempo, consultare comunque un consulente fiscale internazionale, grazie!.

CONSIDERAZIONI SUL REGNO UNITO

La World Bank ha classificato il Regno Unito quale leader europeo in semplificazione amministrativa aziendale. Anche l’aliquota dell’imposta sulle società, è una delle più moderate nel mondo industrializzato. L’OCSE ha rilevato che questo paese è al secondo posto al mondo relativamente alla regolamentazione del mercato dei prodotti (preceduto dall’Australia).

E’ uno dei paesi più produttivi a livello mondiale per le imprese dedite all’innovazione, la qualità della sua base di ricerca è seconda solamente agli Stati Uniti. E’ uno dei paesi meno corrotti al mondo, davanti a Francia, Germania, USA e Giappone

Si parla la lingua internazionale del mondo degli affari: un vantaggio naturale quando si tratta di comunicare a livello globale e vanta il mercato a banda larga più esteso in Europa con una delle più solide infrastrutture delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a livello mondiale.

La capitale britannica è il centro dei servizi finanziari leader al mondo, vi hanno sede le sei migliori università in Europa e due delle migliori tre a livello globale;

Sempre più imprese straniere stabiliscono le proprie sedi europee nel Regno Unito piuttosto che in altri paesi anche perchè dispone di collegamenti e trasporti di classe mondiale. Elevata qualità di vita, istruzione di qualità e molte possibilità per attività ricreative.

Le imposte personali sono basse; la sanità, a finanziamento pubblico, è gratuita per tutti e vi è un ricco patrimonio culturale ed abbondanza di strutture per il tempo libero.

Si pensa che la sterlina debba calare con la fantomatica “Brexit”, potranno calare gli utili al cambio con altre valute ma potrebbero essere reintrodotti i dazi doganali da e per l’Europa, ma questo sarà solo il prossimo futuro a dircelo!

CONSIDERAZIONI SU HONG KONG (HK)

Innanzitutto, per agevolarti nel conteggio delle spese eccoti un utile convertitore in tempo reale di valuta da HKD e EUR (circa 1/10) o, ancora meglio, USD (che ti consigliamo di adoperare negli scambi).

FreeCurrencyRates.com

My opinion, unitamente a Singapore, HK è senza ombra di dubbio, l’economia più liberale del pianeta. Aprirvi una società è molto semplice, veloce e accessibile a tutti. Pensa che, per la costituzione, non dovrai recarti neanche in Oriente e potrai anche non abitarci, a patto che tu utilizzi i servizi di agenzie accreditate sia per la costituzione che per la gestione totale del tuo business.

Se vorrai farlo da solo, recandoti in loco, beh, buona fortuna!

Molto importante è il fatto che HK sia uno dei centri bancari più importanti al mondo perché unitamente alla tua impresa, avrai la possibilità di aprire un conto in banca business multi-valuta (con e-banking) per operare con tutto il mondo.

Le banche sono tante, ma consiglieremmo, su tutte, DBS o Hang Seng Bank perché riconosciute a livello mondiale e dispongono di carte di credito Business di livello superiore.

Se il business ruoterà attorno a partner cinesi, una società a HK potrebbe facilitarti molto, perchè è il posto più indicato per fare business con la Cina.

Pensa che il CEPA (Closer Economic Partnership Arrangement), fornisce alle società di base a HK un accesso esclusivo al mercato cinese, preferendo addirittura i pagamenti dalla Cina.

HK ha un sistema legale differente da quello cinese, nonostante gli appartenga. In virtù della secolare colonizzazione inglese, diciamo che si è ispirata alle leggi britanniche. Il sistema di tassazione, ulteriormente migliorato dal 1 aprile 2018, è molto semplice, come potrai vedere in tabella comparativa.

Un ulteriore appeal è dato dallo status di “società off-shore”, qualora il Director dell’impresa non risieda ad HK, perché (attenzione attenzione) la società dovrà pagare le tasse solo sui profitti generati nel territorio di Hong Kong, azzerando le tasse sui profitti generati al di fuori, da pagare nel paese di destinazione.

Facciamo un esempio, se la nostra società importa prodotti dalla Cina per rivenderli altrove,  il Governo di HK non ti chiederà di pagare alcuna ulteriore tassa, a patto che tu sia “società off-shore”.

Parliamo ora di guadagni derivati dalla società, sotto forma di stipendio o dividendo periodico tra azionisti. Orbene, su queste cifre, qualora tu risieda in Italia, dovrai pagare una tassa sulla persona nel Paese in cui risiedi.

Non potrai disporre dei guadagni societari, spendendoli con la carta di credito, senza averli dichiarati perchè è un reato abbastanza grave! Non pensare che non possa avvenire perchè i potenti computer processano migliaia di operazioni al minuto e tra le tante ci saranno anche le tue, quindi: rispetta le norme e paga ciò che devi, sempre!

Vediamo come avvengono i controlli. Il Paese di residenza dei Direttori richiedono ad HK, il pagamento della differenza della tassa sui profitti della società, spesso scoprendo che la società estera è in realtà gestita dal Paese in cui risiedono uno o più Direttori. Fidati, non ne vale la pena!

COME APRIRE E GESTIRE IMPRESA A HK?

Innanzitutto, spero tu abbia un’impresa con un Brand già registrato, se la risposta è “NO”, vedi su EUIPO. Basterà il solo nome e le categorie (almeno 3) in cui insisti, mentre il logo grafico è davvero superfluo, al momento.

L’agenzia prescelta, ti chiederà di spedire per posta assicurata a HK la copia dei passaporti, la copia delle  patenti, un’utenza recente che dimostri l’indirizzo, un questionario informativo apposito contenente anche la compagine societaria in formazione (director e azionisti, se sei solo potrai fungere sia da director che da azionista unico).

Poi la stessa agenzia concorderà di effettuare la registrazione online via Skype (E-registration), ci vorranno due ore circa per completarla per ottenere il certificato di incorporazione (certificate of incorporation) e la licenza commerciale (business registration certificate).

Basta così! Ti è sembrato sbrigativo? In pochi giorni avrai già la tua/vostra società.

Per quanto concerne la gestione dell’impresa, il primo anno dovrai sborsare, per il tramite dell’agenzia, la modica cifra di circa 10.000 HKD totali, per la seguente documentazione :

  • Formazione della società, timbri personalizzati, ecc.
  • Registrazione della società (tassa governativa)
  • Certificato di business (tassa governativa)
  • Segretaria plurimandataria
  • Ufficio di registrazione
  • E-registration handling fee (facoltativa)

L’apertura del conto in banca business è un punto cardine per la gestione patrimoniale da esercitare anche tramite una idonea Carta di credito. Siccome necessita della tua presenza fisica per almeno due ore, molti non accettano questo passo e decidono di aprire un conto offshore in una banca più vicina, tipo Svizzera o Malta. Qualora non volessi demordere, dovrai presentarti unitamente a questa ulteriore documentazione probante:

  • Piano d’impresa (Business plan)
  • 10.000 HKD in contanti (Capitale sociale)
  • Passaporto
  • Lettera di raccomandazione della tua banca in Italia (Personal Bank Reference Letter)
  • Contratto di lavoro (Previous/existing Employment contract)
  • Biglietto da visita (Previous/existing company business card)
  • Attestato di capacità a svolgere tale lavoro (Professional Certificate in related industry)
  • Curriculum Vitae

A partire dal secondo anno, invece, le spese a regime diminuiranno a circa 8.000 HKD, ripartite in:

  • Certificato di business (tassa governativa)
  • L’annual return (tassa governativa)
  • Segretaria
  • Ufficio di registrazione

Obblighi importanti da assolvere entro 18 mesi dalla fondazione della società e poi annualmente, sarà la ovvia compilazione della dichiarazione del reddito (profit tax return). Molto dipenderà dal numero di fatture che produrrai, sulle quali pagherai  la contabilità (accounting) e auditing.

Infine, la nuova normativa 2018, chiamata “Companies Amendment Ordinance”, richiede ulteriori ma semplici adempimenti come la tenuta del registro delle persone controllanti la società  (Significant Controllers Register-SCR) a cura di un locale (anche la segretaria), a fronte di un grosso taglio alle aliquote!

Ho finito, ora si che potrai andare dal tuo consulente in maniera più edotta in materia! Ti ringrazio per l’attenzione, se ho dimenticato qualcosa, fammelo notare! Spero di esserti stato utile anche con quest’articolo e ti attendo al prossimo!

Ricordandoti che il miglior investimento in assoluto è quello in conoscenza, su Amazon ti attendono i miei Bestseller, cliccando qui per un saggio GRATIS. Tony Locorriere

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Diritti riservati da me medesimo!


APRIRE UNA SOCIETÀ IN ITALIA

Nel momento in cui il tuo progetto scritto, ti impone di passare finalmente all’azione, si decide di aprire, un’attività comune (o no) a più persone, e sarà allora necessario scegliere la tipologia di Società più adatta alle proprie esigenze. Gli aspetti da valutare, sono molteplici e da subito potrebbe essere utile farsi consigliare dal proprio consulente di fiducia per comprendere il perché di una Società, quali sono le varie tipologie, come sceglierne una e come, eventualmente, aprirne!

aprire una società

PERCHE’ UNA SOCIETA’

La definizione di “Società” si trova nell’art. 2247 del codice civile, secondo cui è il contratto tramite il quale due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili. L’ordinamento italiano distingue poi tra Società, consorzi ed associazioni. Esistono differenti tipi di Società e quindi, facciamo un pò di chiarezza.

TIPI DI SOCIETA’

I grandi sottoinsiemi in cui si raggruppano le società, sono essenzialmente due: le società di persone e le società di capitali. Nel distinguerle, sono due gli elementi decisivi: il grado di autonomia patrimoniale ed il riconoscimento o meno della personalità giuridica da parte del legislatore.

Società di persone

Non hanno personalità giuridica. Questo significa che delle obbligazioni della società rispondono anche i soci, salvo nei casi previsti dalla legge. Tra le società di persone rientrano:

S.s. – Società semplice, che non può svolgere attività commerciale, ma solo attività agricole.

S.n.c. – Società in nome collettivo, è quella generalmente più utilizzata per attività le piccole attività commerciali e specie quelle artigianali. In essa, ogni socio ha responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali, ovvero ogni singolo socio risponde verso i creditori con tutti i beni, anche quelli personali. Presenta costi di gestione e di avvio ridotti, una tassazione basata sulla partecipazione all’utile (tassazione per trasparenza), sconta solo l’IRAP e ha costi di chiusura ridotti. Sono previsti contributi INPS fissi dovuti da ogni socio.

S.a.s. – Società in accomandita semplice, qui ci deve essere almeno un socio che è amministratore della società (accomandatario) con responsabilità illimitata e solidale e almeno un socio accomandante che risponde solo per il capitale immesso nella società stessa. Presenta costi di gestione e di avvio ridotti, tassazione per trasparenza, sconta solo IRAP, costi di chiusura ridotti e contributi INPS fissi dovuti da ogni socio “lavoratore”.

Società di capitali

Hanno personalità giuridica, quindi delle obbligazioni della società risponde solo la società e non i soci, sempre salvo le eccezioni previste dalla legge. In Italia esistono le seguenti tipologie:

S.p.A. – Società per azioni

S.a.p.a. – Società in accomandita per azioni

S.r.l. – Società a responsabilità limitata, è la più utilizzata, perchè permette di separare i patrimoni dei singoli soci dal patrimonio della società stessa. Secondo noi, in Italia, è il modello più degno di nota, più flessibile e quindi lo svilupperemo nel prossimo paragrafo.

S.r.l. innovativa, riservata alle startup innovative, introdotta dal 2016, può essere interamente inoltrata online utilizzando un modello digitale apposito. E’ esente da alcune tipologie di tassazione e per accedere a particolari strumenti, deve rispettare alcuni requisiti come avere oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

S.r.ls. – Società a responsabilità limitata semplificata, nuovo modello societario che va ad eliminare i costi notarili e alcuni diritti e bolli per la costituzione, presentando quindi costi ridotti e offrendo la possibilità di versare anche solo un euro di capitale. Possibile costituirla anche con un unico socio e costi di gestione, liquidazione/chiusura/variazione rimangono elevati e prevede diversi vincoli. Ad esempio non è possibile conferire un capitale sociale maggiore di 9.999€, lo statuto standard è limitato e non modificabile, ecc. Questi ed altri limiti, non permettono a un gran numero di SRL Semplificate, la successiva conversione in SRL e per tali ragioni, è una tipologia sconsigliata dai più.

Infine, le società di capitali possono svolgere, attraverso la costituzione di consorzi, anche attività consortile. Anche le società di cooperative, essendo società a capitale variabile con scopo mutualistico, hanno personalità giuridica.

l'unione fa la forza!

PERCHÉ’ SCEGLIERE UNA SRL?

Quando si decide di avviare una nuova impresa, il primo dubbio che attanaglia i futuri imprenditori riguarda la forma giuridica per la quale optare. Questa importante scelta viene influenzata necessariamente da svariati fattori e previsioni sul futuro dell’attività, come la responsabilità patrimoniale, il possibile volumi d’affari, le prospettive di crescita, la papabile compagine societaria e il “vincolante” parere del professionista competente, sia esso un notaio o un commercialista.

Questo tipo di società è un regime adatto alle attività medio piccole ma con buone prospettive di crescita è, soprattutto, per quelle attività che richiedono un piccolo investimento iniziale rappresentato dal capitale sociale, come ad esempio l’apertura di un negozio, oppure un’attività online, ecc.

L’amministrazione della società può essere affidata ad un solo soggetto (amministratore unico) o a più soggetti anche non soci (cda) ma, ovviamente anche tutti i soci hanno la possibilità di essere nominati amministratori e firmare in modo congiunto o disgiunto obbligazioni per impegnare la società.

Per ciò che concerne la scelta, di solito (fai anche te il test), è proprio il professionista a cui ci si rivolge a propendere verso la costituzione di società di persone, certamente molto più semplice da gestire e allettante per il cliente, grazie anche ai minori adempimenti contabili e ai minori costi di costituzione e gestione.

Imprenditori che hanno voglia di svilupparsi concretamente, la SRL è la soluzione più indicata e ,alla lunga, anche quella che consente di pagare meno tasse.

Per quanto concerne le spese di costituzione, il versamento di un capitale sociale minimo obbligatorio, il regime contabile e fiscale, la situazione è sinteticamente la seguente:

  • la Ditta individuale costa indicativamente 350€ e non prevede il versamento di un capitale sociale minimo;
  • la Società di persone costa indicativamente 2.000€;
  • la SRL semplificata costa indicativamente 500€ e prevede il versamento di un capitale sociale minimo di 1 €.

Invece, aprire una SRL ordinaria, costa indicativamente circa 2.500€ e prevede il versamento obbligatorio di un capitale sociale minimo di 10.000€ da depositare al momento della costituzione, deve essere sottoposta necessariamente al regime contabile ordinario e i costi di gestione, sono più alti.

Vi sarà anche l’obbligo di redazione e deposito presso la Camera di Commercio della provincia di appartenenza dell’impresa del bilancio cee, ovvero il documento in cui verranno esposti gli utili o le perdite d’esercizio e il patrimonio dell’impresa.

Gli utili saranno tassati per competenza quindi indipendentemente dall’effettivo incasso dei proventi fatturati e possono essere distribuiti soltanto dopo l’approvazione del bilancio (aprile di ogni anno), da parte dell’assemblea dei soci. Sarà soggetta a imposte sui redditi come IRES al 24% sull’utile di esercizio e IRAP al 3,9% sull’utile di esercizio. I soci, sui dividendi, pagheranno un’imposta sostitutiva del 26% se soci a partecipazione non qualificata (con quota di capitale sociale inferiore al 25%) e IRPEF sul 58,14% di quanto percepito che andrà a sommarsi con gli altri redditi percepiti dal socio se socio a partecipazione qualificata (con quota di capitale sociale superiori al 25%); infine, i soci operativi pagheranno anche l’INPS al 23,5% sulla quota di utile dell’impresa. Che dire, siamo in Italia! Senza parlare poi dei vari acconti sugli introiti ancora da percepire per l’anno dopo!

società

COME COSTITUIRE UNA SRL

La costituzione avvenire tramite Atto pubblico costitutivo da stipularsi da un notaio che avrà l’onere di registrare l’atto ed iscrivere la nuova società al Registro delle Imprese del territorio di competenza. Alla base di una SRL, oltre all’Atto costitutivo, vi è lo Statuto sociale, contenente determinati elementi come l’Oggetto sociale, il capitale sociale, i soci, gli amministratori e le clausole accessorie a seconda di quelle che saranno le richieste e le esigenze dei soci.

Alla costituzione, la società dovrà ovviamente avere:

  • una sua partita IVA che verrà rilasciata al momento dell’iscrizione nel Registro Imprese;
  • iscrizione INPS e INAIL.

Per le tempistiche, potrebbero essere necessari da un paio di giorni a massimo una settimana, dipendentemente dai professionisti a cui ci si affida.

QUALI SONO I COSTI TOTALI?

Ti piacerebbe avviare un’attività commerciale? Oltre le spese di costituzione appena visti, vorresti conoscere quante tasse dovrai pagare all’anno, orientativamente? Eccoti accontentato:

Attività con reddito lordo di circa 50.000€

  • Irpef saldo 13.235€
  • Irpef acconto 5.241€
  • Addizionale regionale 956€
  • Addizionale comunale 236€
  • Addizionale com. acc. 71€
  • Camera di Commercio 53€
  • Irap 1689€
  • Irap acconto 797€
  • INPS 7191€
  • INPS acconto 3779€

TOTALE DA PAGARE 33.248 = Impressionante Tax Rate del 64,5%

Senza aver conteggiato:

  • La gestione dell’infrastruttura (ristrutturazione, arredi, affitti pluriennali, costi gravosi delle utenze e d’ufficio, multe, ecc.)
  • La gestione del personale (contratti, malattie, gestazioni, ferie, buste paga, ecc.)
  • L’acquisto merce e le giacenze invendute
  • Il rischio intrinseco all’attività
  • Imprevisti …

Secondo un mio modesto punto di vista, chi apre un’impresa in Italia è un eroe perché di “impresa” davvero si tratta! Inoltre, ti starai chiedendo: vii sono dei sistemi che potrebbero evitarmi tutta questa serie di esborsi per proiettarci comunque nel mondo dell’imprenditoria? Certo che ve ne sono! Rimani sintonizzato con uno dei miei canali (questo incluso) e li condividerò pian piano!

Spero di averti dato tutte le informazioni che cercavi. Tieniti forte perché nel prossimo articolo scopriremo le differenze tra una SRL ed una LTD di Diritto inglese, perché se la società va che una bomba, allora penserei di trasferirmi dove il lavoratore, l’imprenditore è visto come una risorsa e non come un limone da spremere!

Un grande abbraccio e work hard: lavora duro perché se non lavori duro non arriverai mai una mazza!

Commenta pure per farmi capire cosa ne pensi e ti rimandiamo al prossimo articolo!

Grazie per l’attenzione! Tony Locorriere

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