
Questo articolo illustra i motivi preminenti secondo i quali dovresti pensare a "cambiare" e perchè tale inerme parolina incuta così tanta paura! Buona lettura!
Se hai letto il mio libro “zero” Investo su di me, dovresti aver appreso che mi sono messo "a nudo" per farti comprendere che insegno con il stesso esempio, tramite la mia storia di difficoltà, di rivalsa e di successo!
Attualmente vivo una fase di estremo equilibrio, costruita negli anni e consolidata anche grazie alla continua voglia di curiosità che mi spinge ad intraprendere sempre nuovi studi intesi alla conoscenza di me stesso e del comportamento umano in generale.
Un formidabile contributo al mio personale processo di cambiamento, mi è stato offerto e regalato per pochi euro, da due libri che ovviamente consiglio: “Intelligenza emotiva” e “Essere leader” dello Daniel Goleman, nei quali, l’ammirevole autore, descrive i passaggi che normalmente percorre chi orienta la propria vita alla trasformazione in un qualcosa di più efficace e soddisfacente, sotto il punto di vista della qualità di vita!
La semplice parola “cambiamento” suscita nella psiche dell’ascoltatore, un vero bombardamento perché mette in discussione la tranquillità nella propria comfort zone percui il cervello va subito in allarme!
Un semplice consiglio per evitare tutto ciò, è quello di sostituire, da subito, tale parola con termini che generano sensazioni più positive come: trasformazione, crescita, espansione, evoluzione, miglioramento, progresso!

Per quanto sia psicologicamente esplosivo, il cambiamento è fondamentale! Pensa che lo dichiarano fortemente, molti dei miei stessi guru.
Ad esempio, Buddha disse che “il cambiamento è l’unica certezza della nostra vita”! Come similmente dise Einstein, cioè che: “l’unica costante per il futuro, sarà il cambiamento” e che “l’intelligenza è la capacità di cambiare quando reso necessario, mentre la follia sta nel fare sempre la stessa cosa attendendosi risultati diversi”!
Non dovrebbe ormai più esser un segreto che ho poggiato le mie credenze su queste dichiarazioni e da allora è stato un divenire di scoperte che mi hanno portato al volerle condividere.
Spesso ripeto che l'azione è il vero antidoto alla paura! La vera ed istantanea soluzione per trasformare la paura di cambiare è l’azione istantanea.
Infatti, la sicurezza e il controllo su tutto, è impossibile, è solo un’illusione, specie in un mondo caotico come l’attuale, in cui viviamo!
Molto meglio imparare a convivere sereno con l'incertezza, con il qualsiasi cosa accada, saprò cosa fare, perché, con la consapevolezza, avrai compreso che qualsiasi cosa succeda, tu avrai le capacità per fronteggiarla, senza mai abbaterti!
Ciò dovrà esser costantemente interpretato come una vera e propria sfida contro te stesso e mai più come un problema insormontabile che non potrai risolvere.
Ti definisci intelligente? Risolvi il problema senza lamentarti. Competi contro te stesso e diverrà davvero soddisfacente il percepire di riuscire costantemente a vincere contro ogni aspettativa.
Sai cosa produrrà questo modo di fare a livello cerebrale? L’allargamento costante della comfort zone e la promozione ad Aveger! Infine, sarai davvero cambiato, quando ne avrai piena consapevolezza.
Che cos'è il cambiamento per la scienza? A livello psicologico e comportamentale, andrebbe inteso come una modificazione delle relazioni esistenti tra le parti che concorrono a formare e determinare il senso di identità.
Ricordalo, il cambiamento è una trasformazione del proprio stato identitario e comportamentale che, come vedremo spesso in “Investo su di me”, è certamente facilitato da due fattori molto importanti: la consapevolezza e la sensazione di autocontrollo su di sé!
Il motivo principale risiede nella nostra abitudinarietà, nella psicologica avversione alle modifiche, alla "paura del cambiamento" e alla nostra l'incapacità oggettiva di prevederne i risultati futuri!
Tuttavia, pensandoci bene, se continuassi a fare ciò che fai, la tua situazione non cambierebbe di una virgola mentre la tua frustrazione tenderebbe solo ad aumentare, vero?
Quindi, non sarebbe meglio provare a fare qualcosa di diverso per poter pervenire ad un risultato diverso, ad una eventuale evoluzione, trasformazione in qualcosa o qualcuno di molo meglio?
Scientificamente, si chiama kainofobia (paura del nuovo) o, più semplicemente, neofobia che indica il timore per tutto ciò con cui non abbiamo familiarità, siano essi concetti, situazioni, persone, oggetti, processi, alimenti, ecc. In psicologia, quando tale paura del cambiamento diventa una vera e propria fobia, ovvero Metathesiofobia, allora sarà necessario intraprendere un percorso psicoterapico con accreditato specialista.
Orbene, entriamo nel vivo dell'azione! Il cambiamento è un processo graduale studiatissimo, che attraversa specifici stadi o fasi.
Esso non è lineare ma ciclico in quanto in qualsiasi punto del processo, potrebbe verificarsi una ricaduta che riporta il soggetto agli stadi precedenti, alla comfort zone!
Infatti, gli studi parlano di “ciclo del cambiamento” nel quale ogni fase rincorre la successiva come un serpente che vorrebbe mordersi la coda!
Gli approfondimenti sono veramente tanti ed è stato davvero stressante leggerli e compararli per trarre conclusioni fruibili da tutti. Ad esempio, nel modello Trans-teorico, sono le seguenti: Precontemplazione, Contemplazione, Determinazione, Azione e Mantenimento, ma nessuno li avrebbe compresi per cui ho elaborato un mio personale metodo, rispondente al simpatico acronimo: A-COSAR, di cui in foto!

Ecco le fasi, ognuna con caratteristiche e obiettivi diversi. Leggi attentamente e scopri a quale stadio sei attualmente per continuare ad edificare in maniera efficace.
A-apatia
Il punto iniziale nel quale forse non hai idea di cosa sia il cambiamento e/o neanche nessuna intenzione di cambiare. Spesso gli altri vedono il problema ma tu lo ignori o lo minimizzi, per pigrizia, per difesa mentale, per cattiva abitudine e cerchi di convincertene a tutti i costi.
In questa fase, come per l’inizio di una nuova lettura, l’unico modo per progredire è elevare il grado di “curiosità del bimbo” ed il desiderio di conoscenza porterà naturalmente alla nascita di nuove convinzioni, all’elevazione del proprio grado di responsabilità, ad una maggiore auto consapevolezza e alla comprensione dei benefici che si potranno abbracciare, entrando in un nuovo percorso di crescita, di trasformazione!
C-consapevolezza
Fase nella quale si sta pensando ad evolversi e che potrebbe durare anche diversi mesi o anni senza una guida competente. Si comincia a considerare la necessità di cambiare, si percepiscono gli aspetti positivi di un tuo comportamento ma anche le sue conseguenze negative.
Questa fase passa attraverso l’accertamento di quello che nel mio celebre percorso, ho chiamato “punto zero”, il punto iniziale indispensabile per determinare la progressione, i miglioramenti.
Non solo ma anche la differenza tra l’essere reale (chi siamo ora, cosa vogliamo e il perché) e l’essere ideale (chi vorremmo essere). L’individuazione del gap, cioè la differenza di questi due importanti dati personali, completerà la consapevolezza e solo essa potrà elevare la motivazione che sarà la spinta propulsiva per procedere.
O-organizzarsi
Ovvia fase di pianificazione. Se vorrai il controllo, dovrai sapere già prima come progredire. Qui dovresti già avere nuove convinzioni che hanno elevato la tua consapevolezza, hai la necessaria motivazione perché ora conosci i necessari motivi della tua evoluzione e dovresti essere aperto verso suggerimenti di un mentore che semplicemente ti aiuterà a definire obiettivi e strategie attagliate alla tua persona.
Non ti rimane che determinare il tuo viaggio ponendo in equilibrio quanto si vuole preservare di sé (punti di forza) e quanto si vuole cambiare o adattare al contesto (aree di miglioramento). Lo capirai attraverso alcuni semplici test ed i nostri potenti allegati, organizzati per te, lungo tutto il percorso.
Importantissimo sarà lo sviluppo di un piano d’azione e un piano “B” di riserva, non si sa mai!
S-sfidarsi
Fase attuativa, quella dell’azione vera verso il cambiamento e la propria realizzazione. In questo stadio, avrai già preso la decisione di cambiare e passerai concretamente in operazione per realizzare ciò che avrai pianificato di diventare, concretizzando le tue ipotesi sul futuro.
Ho adoperato il termine “sfidarsi” perché così andrebbe interpretata la concretizzazione delle proprie scelte, affrontare se stessi, allargare costantemente i propri limiti, curiosare, trovare nuove opportunità praticabili, sostenere il cambiamento.
A-accettarsi
Fase nella quale, con la ripetizione continua delle routine pianificate e con il consolidamento delle gratifiche, assisterai alla tua evoluzione.
Le persone a te più vicine ti daranno del pazzo, ti consiglieranno di rallentare o tornare a fare le cose di prima ma ciò manifesta solo la loro incapacità nel sapersi evolvere come te.
L’accettazione di se stessi, il mantenimento delle nuove buone abitudini avviene (non è una regola fissa) da minimo 21 giorni ad un massimo di 6 mesi circa. Se non consolidi percepibili e visibili cambiamenti, potresti anche correre il rischio di uscire dal ciclo, sovrapposto a quello delle abitudini.
Dovesse mal capitatamente accadere, dovrai ricominciare il ciclo, magari in maniera più convinta e convincente!
Per far in modo che ciò non accada, senza mai colpevolizzarti, cerca di prevenire il rientro nella comfort zone. Rendi epica la sfida contro te stesso, cioè spingendo maggiormente sull’acceleratore del gas e l’accettazione non tarderà ad arrivare!
In quest'ultima fase, se hai un mentore, esso si rivelerà lo strumento più idoneo ed efficace per fare un bilancio dei propri limiti e delle proprie risorse e, in più, stimolerà ad agire e, quindi, a sperimentare la tua nuova identità.
Una volta che avrai validato, accettato la tua trasformazione, difficilmente tornerai in dietro perché ciò che avrai consolidato genererà forti gratifiche al tuo cervello e vorrà continuare a riceverle.
R-ritorna il problema
Esso si potrebbe riproporre entro sei mesi e ciclicamente torneremo alla fase 2 di Consapevolezza nella quale torneremo ad elevare il grado di motivazione e via via tutte le altre fasi.
Bene, siamo alla fine di questo lungo e spero interessante articolo che ha messo in evidenza l'esigenza di dover evolversi costantemente verso figure sempre più "illuminate" ed illuminanti per permettere a quante più persone possibili, la transizione "da bruco a Farfalla"!
Mi piacerebbe sapere che ne pensi nei commenti! Grazie, e al prossimo articolo!

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