
Sognare è una delle esperienze più misteriose e affascinanti della vita umana. Ci permette di esplorare mondi fantastici, rivivere ricordi, elaborare emozioni e dare un senso alla realtà. Ma perchè sogniamo e cosa succede quando non lo facciamo o quando non ricordiamo di aver sognato?
In questo esauriente articolo cercheremo di capire perché alcune persone non sognano, quali sono le possibili cause e le conseguenze di questo fenomeno, e come fare per risolverli, stimolando la memoria onirica.
Il sogno è un processo mentale che si verifica durante il sonno, in particolare durante la fase REM (Rapid Eye Movement), caratterizzata da movimenti oculari rapidi, attività cerebrale intensa e paralisi muscolare.
Durante il sogno, il cervello produce immagini, suoni, sensazioni e pensieri che formano una narrazione spesso incoerente e bizzarra, ma altre volte talmente realistica che sembra di essere protagonisti in un film e altre ancora sembra aver valenza premonitrice.
La scienza non è ancora in grado di spiegare completamente lo scopo del sogno, ma esistono diverse teorie che ne propongono possibili funzioni. Alcune di queste sono:
-Il sogno è un modo per consolidare la memoria, trasferendo le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine;
-Il sogno è l'espressione del nostro inconscio per elaborare le emozioni e risolvere i problemi, integrando le esperienze vissute con le conoscenze preesistenti;
-Il sogno è un modo per stimolare la creatività, generando nuove associazioni e idee;
-Il sogno è un modo per mantenere l’equilibrio psicologico, regolando l’umore e il benessere;
-Il sogno è la vocina del nostro inconscio la quale cerca di sussurrarci un qualcosa.
Innanzitutto, sogniamo se dormiamo bene e per abbastanza ore. Facci caso, sogni se dormi tanto, oltre una certa soglia personale che mediamente è di 8 ore.
Succede poi, che quando riusciamo a sognare, la maggior parte delle volte, non riusciamo a ricordarlo al risveglio. Ciò accade perché la nostra capacità di creare ricordi è compromessa durante il sonno REM, a causa della ridotta attività dell’ippocampo, la regione cerebrale coinvolta nella formazione della memoria.
Inoltre, i sogni sono spesso irrilevanti e privi di significato, quindi non vengono ritenuti degni di essere ricordati. Tuttavia, esistono alcuni fattori che possono influenzare la nostra capacità di ricordare i sogni, sia in positivo che in negativo. Alcuni di questi sono:
-Il momento del risveglio, il sogno che più probabilmente ricorderemo è quello che abbiamo fatto poco prima di svegliarci, quando il sonno REM è più lungo e intenso. Se ci svegliamo durante una fase di sonno profondo, invece, è più difficile ricordare i sogni.
-L’attenzione e l’interesse, se siamo curiosi e motivati a ricordare i nostri sogni, abbiamo maggiori possibilità di farlo. Al contrario, se non diamo importanza ai sogni o li consideriamo una perdita di tempo, tendiamo a dimenticarli più facilmente.
-Lo stile cognitivo e la personalità, le persone che hanno una maggiore immaginazione, fantasia e creatività, e che sono più aperte alle esperienze, tendono a ricordare più sogni di quelle che hanno uno stile cognitivo più razionale, analitico e chiuso.
-Lo stato emotivo e psicologico, le emozioni che proviamo durante il giorno e durante il sogno possono influenzare la nostra memoria onirica. I sogni che suscitano forti emozioni, positive o negative, sono più facili da ricordare. Allo stesso modo, le persone che soffrono di ansia, depressione o stress possono avere sogni più intensi, epici e memorabili.
Non è necessariamente un problema, a meno che non sia dovuto a una mancanza di sonno REM. Il sonno REM è infatti essenziale per la salute fisica e mentale, in quanto favorisce il recupero energetico, il rafforzamento del sistema immunitario, la regolazione ormonale, la plasticità cerebrale e il benessere psicologico.
Se non dormiamo abbastanza o non raggiungiamo il sonno REM, possiamo avere delle conseguenze negative, come:
-Affaticamento, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e di apprendimento;
-Irritabilità, ansia, depressione, alterazioni dell’umore e della personalità;
-Aumento del rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative e infettive;
-Riduzione della creatività, della risoluzione dei problemi e dell’adattamento al cambiamento;
Per questo motivo, è importante garantirsi una buona qualità e quantità di sonno, seguendo alcune semplici regole, come:
-Mantenere orari regolari di addormentamento e di risveglio, evitando di variarli troppo nei giorni festivi (io uso un avvisatore sul telefono che mi ricorda di andare a letto alle 23.30);
-Creare un ambiente confortevole, silenzioso, buio e fresco nella propria camera da letto;
-Evitare l’uso di alcol, caffeina, nicotina e altre sostanze stimolanti nelle ore serali;
-Evitare l’esposizione a luci artificiali, come quelle di smartphone, tablet, computer e TV, prima di dormire;
-Praticare attività fisica moderata durante il giorno, ma non nelle ore vicine al sonno;
-Rilassarsi con tecniche di respirazione, meditazione, musica o lettura prima di coricarsi (io ascolto le mie onde Delta su Spotify, che agevolano un ottimo addormentamento).
Se desideri ricordare i tuoi sogni, per motivi di curiosità, interpretazione o crescita personale, puoi adottare alcune strategie che possono aiutare a stimolare la nostra memoria onirica.
Alcune di queste sono:
-Impostare la sveglia per interrompere il sonno REM, preferibilmente nelle ultime ore della notte, quando i sogni sono più vividi e frequenti;
-Non muoversi e non aprire gli occhi appena svegli, ma rimanere immobili e concentrarsi sul sogno appena fatto, cercando di ripercorrerne i dettagli;
-Scrivere o registrare il sogno appena possibile, usando un diario, un quaderno, un registratore o un’app apposita (io uso speechnotes, anche gratuita), senza preoccuparsi di essere coerenti o logici, ma usando parole chiave, immagini, simboli o disegni;
-Ripassare i sogni durante il giorno, rileggendo o riascoltando le registrazioni, e cercando di collegarli agli eventi, ai pensieri e alle emozioni vissute;
-Condividere i sogni con altre persone, come amici, familiari o gruppi di sognatori, per confrontarsi, scambiarsi opinioni e interpretazioni (anche tramite testi appositi o ricerche su Google) per arricchire la propria esperienza onirica;
Sognare è un’attività naturale e benefica, che ci permette di entrare in contatto con la nostra mente inconscia, di esprimere la nostra creatività, di elaborare le nostre emozioni e di dare un senso alla nostra vita. Tuttavia, non sempre riusciamo a ricordare i nostri sogni, a causa di vari fattori che influenzano la nostra memoria onirica.
Non ricordare i sogni non è un segno di anormalità o di patologia, ma può essere un’occasione per migliorare la qualità del nostro sonno e della nostra salute. Se, invece, vogliamo ricordare i nostri sogni, possiamo adottare alcune tecniche che ci aiutano a stimolare la nostra attenzione e il nostro interesse verso il mondo onirico.
Sognare è un dono prezioso, che possiamo coltivare e apprezzare, per arricchire la nostra vita e scoprire nuovi aspetti di noi stessi.
Sognare costantemente e ricordare, è la risultante della vicinanza a nostro inconscio e alla nostra consapevolezza. Conosco un solo metodo efficace per permettere velocemente un avvicinamento al proprio "IO" ed è un distillato di 2600 anni di storia: la meditazione. Sono un "facilitatore" accreditato in meditazione e ti consiglio, infine, il mio corso gratuito di meditazione e mindfulness su Youtube o Spotify.
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