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OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: COS'E' E PERCHE' E' UN PROBLEMA?

9 Agosto 2023
TonyLoco

Caro lettore, perchè ho sentito l’esigenza di scrivere questo articolo innovativo?

L'illuminazione l’ho ricevuta quando ieri sera ho cercato di avviare il solito lavaggio con la lavastoviglie e non andava, non funzionava. Cose che capitano, vero? Ho attinto al mio archivio, nella mia cartella con la scritta “Garanzie” ed ho controllato se fossi ancora nel periodo di copertura! 

Che nervi! I 24 mesi previsti da apposite normative comunitarie, sono scaduti solo da qualche giorno! Ho pensato: ma è una coincidenza, o sono vittima di obsolescenza programmata?  

Infatti, nella società di consumo in cui viviamo, essa è diventata un argomento di grande rilevanza. Questa pratica scorretta dei produttori, consiste nella progettazione e produzione di beni di consumo con una vita utile deliberatamente limitata, spingendo i consumatori a riparare o sostituire i propri prodotti più frequentemente. 

Nonostante sollevi serie questioni etiche e ambientali, l'obsolescenza programmata è ancora ampiamente utilizzata dalle Aziende; in questo articolo esploreremo le ragioni che si celano dietro a questa pratica controversa!

Le origini dell’obsolescenza programmata

Contrariamente a ciò che pensavo, non è una pratica di recente introduzione. Ha avuto origine negli anni '20, quando i produttori di lampadine si accordarono per limitarne la vita media a 1000 ore, rispetto alle 2500 ore possibili. 

Questo accordo, noto come il “cartello Phoebus”, fu il primo esempio di obsolescenza programmata organizzata a livello internazionale.

Negli anni '30, l’economista americano Bernard London propose l’obsolescenza programmata come una soluzione alla crisi economica, sostenendo che lo Stato dovesse imporre una data di scadenza ai beni di consumo e obbligare i cittadini a smaltirli e acquistarne di nuovi. 

Meno male che questa idea non fu mai attuata, ma influenzò la cultura del consumo di massa che si sviluppò nel dopoguerra, fino ai nostri giorni.

I benefici economici per le aziende

Una delle principali ragioni per cui le aziende adottano l'obsolescenza programmata è il profitto che ne deriva. Progettando prodotti con una vita utile limitata, le aziende incoraggiano il consumatore a ripararli o sostituirli più frequentemente, garantendo un flusso costante di entrate, anche dall’onerosa assistenza. 

Questo modello di business favorisce la crescita economica e il capitale delle imprese. Tuttavia, ha anche notevoli conseguenze negative, come l'eccessivo consumo di risorse naturali e i rifiuti prodotti, che impattano notevolmente e tristemente sulla sostenibilità eco-ambientale.

Un aspetto chiave dell'obsolescenza programmata è la differenza tra il ciclo di vita dei prodotti moderni e quello delle generazioni passate. 

In passato, i beni erano progettati per durare nel tempo e gli utenti potevano effettuare riparazioni e manutenzioni per estenderne l'utilizzo. Tuttavia, l'obsolescenza programmata ha portato ad una diminuzione del ciclo di vita dei prodotti elettronici moderni, rendendoli difficili, se non impossibili, da riparare.

Ciò sviluppa una società che non incentiva la riparabilità, ma piuttosto lo smaltimento e la sostituzione dei prodotti.

Questo processo è stato facilitato in tutti quei prodotti che hanno schede elettroniche che leggono semplici stringhe di comando temporizzatore, dalle centraline delle auto, ai chip dei telefoni ed ogni altro tipo di dispositivo.

Probabilmente, anche tu ne sei stato vittima ed ora certamente, farai mente locale!

Le tipologie di obsolescenza programmata

Può assumere diverse forme, a seconda del modo in cui viene applicata. Alcune delle tipologie più diffuse sono:

-La funzionale, che si verifica quando un prodotto smette di funzionare o si guasta prima del tempo previsto, a causa di una progettazione difettosa, di materiali scadenti o di componenti non sostituibili. Un esempio famoso è quello delle stampanti che si bloccano dopo un certo numero di stampe, a prescindere dal toner, a causa di un chip interno che conta le pagine stampate.

-Per incompatibilità, che si verifica quando un prodotto diventa inutilizzabile o meno efficiente a causa dell’introduzione di nuovi standard tecnologici o formati. Un esempio tipico è quello dei dispositivi elettronici che non sono compatibili con le nuove versioni dei sistemi operativi o delle applicazioni.

-Per percezione, che si verifica quando un prodotto viene considerato obsoleto o superato a causa di cambiamenti estetici, di moda o di marketing. Un esempio evidente è quello degli smartphone, che vengono rinnovati ogni anno con nuove funzionalità e design, spingendo i consumatori a desiderare il modello più recente.

Le conseguenze dell’obsolescenza programmata

L’obsolescenza programmata ha degli effetti negativi sia sull’ambiente che sui consumatori. Dal punto di vista ambientale, contribuisce all’aumento della produzione di rifiuti elettronici, che sono difficili da riciclare e contengono sostanze tossiche per l’ecosistema e la salute umana. 

Inoltre, favorisce lo spreco di risorse naturali ed energetiche, necessarie per la produzione e il trasporto dei nuovi prodotti.

Dal punto di vista dei consumatori, l’obsolescenza programmata comporta una riduzione della qualità e della sicurezza dei prodotti, una ridotta percezione di affidabilità anche per i grossi marchi, una perdita del potere d’acquisto e una limitazione della libertà di scelta.

Inoltre, l’obsolescenza programmata genera una dipendenza psicologica dal consumo e una frustrazione per la mancanza di soddisfazione duratura.

Le possibili soluzioni all’obsolescenza programmata

Per contrastare l’obsolescenza programmata, sono necessarie delle azioni sia da parte dei produttori che dei consumatori. Alcune delle possibili soluzioni sono:

-Promuovere legislazioni che obblighino i produttori a garantire una maggiore durata, qualità e riparabilità dei prodotti, a fornire informazioni trasparenti sui cicli di vita e a responsabilizzarsi dello smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti. Per tali motivi, auguro a molti legislatori di esser vittime, come noi, di queste beffe legalizzate, per comprendere meglio il senso di disagio che ne trascende!

-Sviluppare una cultura del consumo critico e responsabile, che privilegi la funzionalità e l’utilità dei prodotti rispetto alla moda e alla novità, che preferisca il noleggio, il prestito o il baratto all’acquisto, e che pratichi il riuso, il recupero e il riciclo dei materiali.

-Sostenere le iniziative di economia circolare, che mirano a ridurre al minimo la produzione di rifiuti e a massimizzare il valore dei prodotti, attraverso la progettazione ecocompatibile, la riparazione, il rinnovamento e la rigenerazione.

-Elevare i periodi di garanzia, o grazie ai produttori o ai distributori come le grossi reti dell’elettronica che già offrono questo genere di servizi come, ad esempio, il “Serenissima 4” della Euronics che, a richiesta, eleva a 48 mesi la garanzia a copertura dei danni da grossi elettrodomestici con un piccolo onere… e che io stesso ho avuto la fortuna di sottoscrivere e che mi ha permesso di fare un maxi “gesto dell’ombrello” alla grande azienda produttrice di onerose lavastoviglie! (Smile..ahahaha)

-Acquistare prodotti sostenibili, o con garanzie molto lunghe per indurre i produttori ad un cambio di mentalità, qualora la miope politica continui a fregarsene!

Conclusioni...

L’obsolescenza programmata è una pratica commerciale che aumenta i fatturati delle grosse multinazionali produttrici ma che ha delle ripercussioni negative sull’ambiente e sui consumatori. 

Per combatterla, è necessario un cambiamento di mentalità e di comportamento da parte di tutti gli attori coinvolti nel ciclo di vita dei prodotti. Solo così si potrà garantire una maggiore sostenibilità e una migliore qualità della vita.

Per promuovere il cambiamento, è necessario un cambio normativo e di mentalità verso un consumo più consapevole, la promozione di prodotti durevoli e la creazione di politiche che limitino l'uso dell'obsolescenza programmata. Solo così potremo ridurre gli sprechi, preservare le risorse naturali e limitare l'impatto sull’ambiente.

È importante essere consapevoli di questa pratica e prendere provvedimenti per contrastarla.

Infine, i consumatori possono fare pressioni sui produttori per porre fine a questa pratica. Potremmo scrivere direttamente ai produttori o tramite associazioni di consumatori, potremmo contattare i loro rappresentanti politici e sostenere le organizzazioni che si battono per questo problema. 

Le cose devono cambiare perchè per ogni acquisto, sento di essere personalmente raggirato ma ormai abbiamo capito come difenderci, vero?

Qualora fossi stato vittima di obsolescenza programmata, raccontalo nei commenti così da deviare gli acquisti verso altre marche che non la praticano! Grazie…  

Spero di esserti stato utile anche oggi e ti auguro una sana consapevolezza!

Work hard and smart ...


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